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Malta lascia 200 migranti in mare e li spinge verso l’Italia !

Malta lascia 200 migranti in mare e li spinge verso l’Italia !

Sono salpati tutti insieme, dalla Libia e dal Marocco, per raggiungere l’Europa. Un fine settimana di partenze dal Nord Africa con destinazione Spagna e Italia (gli sbarcati nei vari porti sarebbero 900) nonostante condizioni meteomarine avverse, mare mosso e temperatura dell’acqua proibitiva. Traversate che sono già costate la vita ad alcuni migranti, più di 20 secondo una prima stima. Quanto bastava per riaprire le ostilità fra Italia e Malta. Secondo il Viminale, infatti, un pattugliatore della Valletta — che aveva il coordinamento delle operazioni — ha dapprima soccorso e poi lasciato andare in direzione Sicilia un barcone con circa 236 persone partito da Zliten, fra Homs e Misurata. In serata il natante ha raggiunto, trainato da un peschereccio, il porto di Pozzallo, nel ragusano, ma si è inclinato su un fianco: sbarco immediato per tutti i migranti, fra loro anche 5 neonati e 50 donne. Individuati due scafisti, un libico e un tunisino, che sono stati fermati per accertamenti dalla Guardia di Finanza, chehadiretto le operazioni.«Ci risiamo, come al solito sta cercando di rifilare gli immigrati al nostro Paese. Malta si conferma vergognosa», la reazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che poi se l’è presa anche con l’Europa: «È l’ennesima vergogna – ha affermato -, degna di questa Unione Europea incapace e dannosa. A Bruxelles sono troppo impegnati a scrivere letterine contro l’Italia per occuparsi di questi problemi. Chissà se sprecheranno inchiostro per mandare letterine di richiamo anche alla Valletta».

A bordo dell’imbarcazione quasi tutti somali ed eritrei, accompagnati all’hotspot di Pozzallo. Il ministro dei Trasporti grillino Danilo Toninelli si è schierato dalla parte del collega leghista: «Sui migranti Malta si gira dall’altra parte — ha twittato —, stavolta per una fantomatica avaria. E l’Ue che fa? Sostiene uno dei paesi fondatori, l’Italia, o fa finta di nulla mentre salviamo vite umane? Noi che intanto stiamo agendo anche per dare lavoro e futuro ai nostri concittadini».

Dal Forum Med il premier Giuseppe Conte ha usato toni diplomatici, ma il senso è chiaro. «La sfida immigrazione è a lungo termine e richiede una risposta strategica, strutturata — ha spiegato —. Ridurre gli sbarchi significa contribuire a scardinare la rete di trafficanti di essere umani, significa soprattutto ridurre il numero di vittime in mare. Questo governo sin dall’inizio ha sollecitato una risposta complessiva dell’Europa. Questa risposta ancora fa fatica a essere attuata e lo dico con un certo rammarico».

Un’occasione potrebbe essere il soccorso da parte spagnola e marocchina di un natante con 70 migranti in difficoltà nel Mediterraneo occidentale addirittura da giovedì scorso che hanno chiesto aiuto su Alarm Phone — il supporto telefonico dedicato a chi tenta la disperata traversata — spiegando che a bordo «ci sono già molti morti». Fino a ieri non risultavano operazioni per intercettare l’imbarcazione.

Un gommone, con un centinaio di sudanesi ha invece raggiunto con l’aiuto di un rimorchiatore, una piattaforma davanti alle coste libiche di Zuwara. I migranti sono stati consegnati alla Guardia costiera di Tripoli e riportati indietro. Gli attivisti delle ong — «in missione solidale contro il tentativo di desertificazione del Mediterraneo», precisano da Mediterranea, Sea Watch e OpenArms —, segnalano vittime fra le persone a bordo, fatto smentito dal portavoce della Marina libica Ayob Amr Ghasem. A dare l’allarme e fornire le coordinate alle autorità italiane e quindi a quelle di Tripoli, a capo dei soccorsi, è stata la nave Mare Ionio (a bordo anche il parlamentare di Leu Nicola Fratoianni). E gli attivisti ora chiedono: «Come stanno i migranti salvati? E dove sono stati portati?».



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