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Calendario pensioni INPS 2019

Calendario pensioni INPS 2019

Anche per il 2019, la pensione arriva il primo del mese, a meno che non si tratti di una giornata non bancabile, ossia una domenica, una festività, o un sabato se l’assegno è pagato in banca. Dal 2018, difatti, il pagamento delle pensioni nel primo giorno bancabile del mese è diventato strutturale: grazie a questa disposizione, la liquidazione delle prestazioni riconosciute dall’Inps è stata armonizzata in modo permanente.

Tuttavia può crearsi, nonostante l’armonizzazione delle date, una certa confusione, dato che le giornate bancabili possono essere differenti , a seconda che il pagamento avvenga tramite Poste Italiane o un diverso istituto di credito. Inoltre, se alle giornate non bancabili si sovrappongono delle festività, il pagamento può slittare. Bisogna anche considerare che per il mese di gennaio il pagamento avviene nel secondo giorno bancabile.

Riguardo alle pensioni e alle prestazioni riconosciute dall’Inps, comunque, il nuovo calendario dei pagamenti non è certamente l’unica novità del 2019: cambia, difatti,  l’importo degli assegni, che è rivalutato dell’1,1%. La maggiorazione, dovuta alla perequazione, cioè all’adeguamento delle prestazioni al costo della vita, si applica anche alle integrazioni al minimo e ad alcune maggiorazioni.  Per coloro la cui pensione supera di 3 volte il trattamento minimo, però, la rivalutazione è ridotta. Inoltre, per le pensioni superiori ai 4500 euro mensili è prevista l’applicazione di un contributo di solidarietà, che può arrivare al 40%. Ne abbiamo parlato in: Pensioni 2019, che cosa cambia?

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulle pensioni Inps: calendario pagamenti 2019.

Nuovo calendario pagamento pensioni 2019

Ecco le nuove  giornate di pagamento relative all’intero anno:

  • gennaio 2019 : giovedì 3, secondo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito ;
  • febbraio 2019: venerdì 1, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito;
  • marzo 2019: venerdì 1, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito;
  • aprile 2019: lunedì 1, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito ;
  • maggio 2019: giovedì 2, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito;
  • giugno 2019: sabato 1, primo giorno bancabile per poste italiane, e lunedì 3, primo giorno bancabile per gli altri istituti di credito;
  • luglio 2019: lunedì 1, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito;
  • agosto 2019: giovedì 1, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito;
  • settembre 2019: lunedì 2, primo giorno bancabile per poste italiane e per gli altri istituti di credito;;
  • ottobre 2019: martedì 1 sia per poste italiane che per gli altri istituti di credito;
  • novembre 2019: sabato 2 per poste italiane e lunedì 4 per gli altri istituti di credito;
  • dicembre 2019:lunedì 2 per poste italiane e per gli altri istituti di credito.

Per quali prestazioni Inps vale il calendario 2019?

Oltre alle pensioni, le prestazioni dell’Inps sulle quali incide l’armonizzazione delle date di pagamento sono:

  • prestazioni previdenziali;
  • assegni (ad esempio l’assegno sociale);
  • pensioni ed indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili.

Rivalutazione della pensione 2019

Dal 2019 tutte le pensioni e le prestazioni riconosciute dall’Inps, se inferiori a 3 volte il trattamento minimo, aumentano dell’1,1% grazie all’applicazione del meccanismo di perequazione. Ricordiamo che la rivalutazione, o perequazione della pensione, consiste nell’adeguamento dell’importo del trattamento all’inflazione. Con l’attuale normativa, l’adeguamento della pensione in misura pari al 100% dell’inflazione è applicato soltanto ai trattamenti d’importo sino a 3 volte il minimo, ossia sino a 1.522,26 euro mensili (valore 2018; per il 2019 il valore previsto è pari a 1539 euro).

Come si rivalutano le pensioni alte dal 2019?

Le pensioni che superano di 3 volte il trattamento minimo subiscono una riduzione della rivalutazione, che dal 2019 cambia, rispetto agli adeguamenti applicati in precedenza. Nel dettaglio:

  • le fasce di importo fino a 3 volte il trattamento minimo sono rivalutate in misura pari al 100% dell’inflazione;
  • per le fasce d’importo tra 3 e 5 volte il minimo si applica il 90% dell’inflazione;
  • per le fasce d’importo superiore a 5 volte il minimo si applica il 75% dell’inflazione.

In pratica, con questo sistema, chi possiede una pensione pari a 1.800 euro dal 2019 beneficia dell’applicazione di una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione sui primi 1500 euro (3 volte il minimo), mentre per l’importo che supera 3 volte il trattamento minimo ottiene una rivalutazione pari al 90% dell’inflazione, anziché vedersi applicare un adeguamento corrispondente al 95% dell’inflazione sull’intero importo del trattamento.

Per saperne di più: Come cambiano gli importi delle pensioni dal 2019.

Taglio pensioni d’oro 2019

Le pensioni più elevate, d’importo superiore a 4500 euro mensili netti, subiranno un taglio fisso in misura percentuale per 5 anni, con l’applicazione di un contributo di solidarietà.

Nello specifico, il taglio delle pensioni d’oro dovrebbe funzionare in questo modo:

  • pensione tra 90 e 130mila euro: taglio dell’assegno pari al 10% per la parte eccedente i 90mila euro;
  • pensione tra 130 e 200mila euro: taglio dell’assegno pari al 10% per la parte eccedente i 90mila euro, taglio dell’assegno pari al 20% per la parte eccedente i 130mila euro;
  • pensione tra 200 e 350mila euro: taglio dell’assegno pari al 10% per la parte eccedente i 90mila euro, taglio dell’assegno pari al 20% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 200mila euro;
  • pensione tra 350 e 500mila euro: taglio dell’assegno pari al 10% per la parte eccedente i 90mila euro, taglio dell’assegno pari al 20% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 200mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 350mila euro;
  • pensione oltre i 500mila euro: taglio dell’assegno pari al 10% per la parte eccedente i 90mila euro, taglio dell’assegno pari al 20% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 200mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 350mila euro, taglio del 40% dell’assegno per la parte eccedente i 500mila euro.

Le pensioni calcolate col sistema integralmente contributivo non saranno tagliate.

laleggepertutti



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