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Su 10 lavoratori usciti con Quota 100, solo 3,7 giovani potrebbero entrare.

Su 10 lavoratori usciti con Quota 100, solo 3,7 giovani potrebbero entrare.

Nelle intenzioni dichiarate dai leader politici, la riforma che permette il pensionamento anticipato, la cosiddetta Quota 100, dovrebbe liberare posti di lavoro per i giovani, che oggi soffrono di un elevato tasso di disoccupazione. “Grazie solo ai primi mesi di adesione – aveva scritto Salvini su Facebook – Quota 100 ha restituito il diritto alla vita a 109.579 persone e consentirà un lavoro sicuro a più di 100 mila giovani italiani”. Per ogni pensionamento anticipato, insomma, dovrebbe entrare un giovane, ma è davvero così?

Lo studio condotto dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro sembra smentire queste premesse. Dall’indagine infatti emerge che solo un giovane su tre pensionati entrerà nel mondo del lavoro, per un totale di 116 mila ragazzi under 30 a fronte dei circa 314 mila richiedenti accesso al prepensionamento stimati nella fase di avvio della misura. In pratica, il tasso di turnover si fermerà al 37%, un numero ben lontano dalle dichiarazioni politiche.

Le professioni con basso tasso di turnover

Gli effetti di Quota 100 saranno molto diversi a seconda del settore, che sia pubblico o privato, e della categoria di impiego. Nel privato, secondo lo studio, il bilancio più negativo è quello che riscontrerà la categoria dei legislatori, degli imprenditori e dell’alta dirigenza. Qui il numero di giovani assunti sarà all’incirca pari a 3 mila rispetto ai 13 mila lavoratori uscenti. Per quanto riguarda il gruppo delle professioni intellettualiscientifiche e di elevata specializzazione, le professioni dove si verificherà il minor ricambio occupazionale tra pensionati e giovani saranno quelle dei professori di ogni grado (-25 mila), degli specialisti della gestione e del controllo nella pubblica amministrazione (-15 mila), dei registi, direttori artistici, attori, sceneggiatori e scenografi (-8 mila), dei chirurghi (-2 mila), dei medici generici (-1.000) e degli artisti (-1.000). Sul fronte delleprofessioni tecniche, il ricambio sarà negativo per i tecnici del lavoro bancario (-2 mila) e per i segretari amministrativi, gli archivisti e i tecnici degli affari generali (-1.000). Il saldo negativo per questi profili potrebbe dipendere da fattori esterni, come la diffusione dei servizi bancari e di pagamento online, che in tempi recenti hanno determinato la chiusura degli sportelli e la diminuzione del personale amministrativo.

Le professioni con alto tasso di turnover

All’interno dei gruppi presi in esame, il saldo sarà invece positivo per le seguenti professioni: specialisti della gestione e sviluppo del personale e dell’organizzazione del lavoro (+4 mila), specialisti dei rapporti con il mercato (+3 mila) e specialisti in contabilità e problemi finanziari (+4 mila). Stesso discorso vale per i programmatori, che vedranno un vero e proprio boom(+11 mila), i disegnatori industriali (+9 mila), gli esperti in applicazioni informatiche (+7 mila) e gli specialisti delle professioni sanitarie riabilitative (+5 mila). Il ricambio sarà elevato soprattutto nel settore delle attività commerciali e dei servizi, a conferma del ruolo ricoperto dal terziario nell’economia del Paese. I camerieri (+56 mila), i baristi (+49 mila), i cuochi (+31 mila) e i parrucchieri (+16 mila) di giovane età non avranno problemi a sostituire chi esce.

Il settore privato e la pubblica amministrazione

Nel settore privato le imprese potrebbero approfittare di Quota 100 per mandare in pensione lavoratori senza sostituirli, ridimensionando il numero degli addetti per aumentare la produttività o per far fronte alla congiuntura economica sfavorevole. L’Ufficio parlamentare di bilancio aveva già preso in considerazione questa ipotesi. L’audizione del febbraio 2019, infatti, mette nero su bianco che “per quanto riguarda le imprese private, la presenza nell’organico di personale in soprannumero e la riorganizzazione dei processi di produzione nei termini di un’intensificazione dell’utilizzo della forza lavoro esistente, potrebbero limitare l’effetto di sostituzione”. In sintesi, un assist per le imprese che tentano il rilancio e un boomerang per i giovani in cerca di impiego. È difficile comunque valutare in modo oggettivo quello che accadrà. Il quadro che si andrà delineando dipenderà da una serie di fattori, come l’economia, il ruolo di lavoro ricoperto, la dimensione aziendale e il grado di modernizzazione delle imprese. Per le micro e piccole imprese a basso contenuto tecnologico, per esempio, il turnover tra lavoratori anziani e giovani potrebbe essere positivo nel breve periodo.

Altra cosa è il settore pubblico. Qui, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, “i vincoli che a partire dal 2009 hanno ridotto il turnover” stanno “scomparendo gradualmente e le manovre più recenti hanno stanziato risorse per assunzioni in deroga ai vincoli stessi”. Si può quindi “ipotizzare che nel pubblico impiego, almeno a partire dalla fine del 2019, le nuove assunzioni saranno comparabili alle cessazioni”. Questo almeno nel breve periodo, dove Quota 100 potrebbe favorire un “moderato ricambio generazionale”. Nel lungo periodo, però, si legge nel documento parlamentare, “l’occupazione tanto dei giovani quanto degli anziani dipenderà dall’efficacia delle misure di incentivo alla crescita economica implementate dal governo”. A conclusioni simili arriva lo studio dei Consulenti del Lavoro, secondo cui la misura potrebbe portare a conseguenze positive in termini di occupazione giovanile almeno in un primo tempo. Conseguenze che, però, potrebbero annullarsi “rapidamente negli anni successivi.

Insomma, sostituire il paziente per testare la qualità della cura potrebbe non essere la ricetta migliore per rilanciare la crescita. Magari i giovani Millennialtroveranno lavoro grazie al ricambio, ma cosa ne sarà dei loro figli? Dovranno aspettare la pensione dei vecchi padri over 70, magari over 75, oppure svolgeranno mestieri inediti in una nuova Italia industriale capace di correre per non perdere il passo con lo sviluppo tecnologico?



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