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Calabria. Taglio ben 22 ettari di bosco di alto fusto a prevalenza di faggio

Calabria. Taglio ben 22 ettari di bosco di alto fusto a prevalenza di faggio

Il Comune di Paola si appresterebbe a cancellare con una operazione di taglio ben 22 ettari di bosco di alto fusto a prevalenza di faggio, in località Cozzo Cervello. Invece di tutelare e conservare questa area naturalistica per l’intera collettività, se ne vuole disfare eliminando un numero notevole di faggi in cambio di un ricavato di € 54.000.

Pare si tratti addirittura di un taglio da ritenersi straordinario e non assoggettato alle previsioni  del Piano di Gestione Forestale. Quello che, però, più sconcerta è che l’eliminazione di tutto questo patrimonio naturalistico, fatto non solo di alberi ma anche di flora e fauna, avviene all’interno della perimetrazione di un Sito di Interesse Nazionale, denominato “BOSCO LUTA” Codice IT 9300191, a dominanza di faggete, con anche abeti, tassi e querce,  localizzato lungo la catena costiera calabra.

A tale riguardo la Regione Calabria, nell’ambito degli interventi P.I.S Rete Ecologica Regionale, ha dato incarico ad un gruppo di lavoro formato da valenti geologi,  ingegneri, agronomi, architetti, biologi ed esperti  per la redazione della Relazione Generale riguardante i Siti di Interesse Nazionale, come quello in questione, ed i Siti di Interesse Regionale. nella relazione vengono elencate alcune linee gestionali per la conservazione del patrimonio botanico del sito:

  1. Vietare il taglio nei siti forestali a dominanza faggio con presenza di tasso, agrifoglio ed abete bianco;
  2. Per la fauna si indica la gestione del bosco con interventi che preservino e che vadano nella direzione dell’incremento di habitat disponibile. Si indicano azioni atte e  favorire la rinnovazione spontanea  delle specie forestali indigene, il ripristino ed il mantenimento di boschi  autoctoni, nonché la conservazione dei boschi cedui di alto fusto, con il mantenimento di alberi vetusti  e senescenti, o con cavità  di alberi morti, qualora possibile sono auspicabili rimboschimenti in relazione alla tipologia del bosco originario;
  3. Acquisire i diritti di taglio nell’area occupata dagli habitat prioritari;
  4. Mantenimento del reticolo idrico di quota senza imbrigliamenti o canalizzazioni spinte: ciò permetterebbe la sopravvivenza del ricco mosaico di piccoli ambienti umidi che caratterizzano alcuni siti.

Queste indicazioni gestionali sono nettamente in contrasto con il taglio ingiustificato ipotizzato dal Comune di Paola e c’è quindi da chiedersi se tali linee di gestione siano note ai dirigenti regionali del Dipartimento delle Politiche della Montagna e Forestazione e al comune stesso. Tra l’altro la distruzione del Bosco di Luta impatterebbe anche sul Cammino di San Francesco, itinerario escursionistico riconosciuto dal MiBAC tra i 41 Itinerari dell’Atlante dei Cammini d’Italia.

In una fase storica cruciale in cui sono in corso possenti sommovimenti giovanili per la tutela dell’ ecosistema mondiale e lo stesso Papa  ha convocato un Sinodo sull’Amazzonia, polmone  di fondamentale importanza per il pianeta, Italia Nostra farà la sua piccola ma essenziale parte per  impedire che il bosco di Cozzo Cervello venga tagliato. Ma vogliamo  augurarci  che nel contempo  il Comune di Paola e la Regione Calabria trovino il modo di riflettere e di rinunciare, per le rispettive competenze, a questo intervento il cui costo ambientale – di cui non si tiene evidentemente alcun conto – non trova alcun riscontro economico che possa giustificare un tale scempio.



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