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Fondo di solidarietà Ue, 277 milioni per i danni del maltempo 2018

Fondo di solidarietà Ue, 277 milioni per i danni del maltempo 2018

La commissione Bilancio del Parlamento europeo ha dato il via libera a larghissima maggioranza (35 sì, 1 voto contrario e 3 astensioni) alla proposta della Commissione Ue di stanziare risorse del Fondo europeo di solidarietà per 15 regioni italiane dopo i danni causati nel 2018 da piogge, frane e alluvioni. Lo sblocco di 277,2 milioni di fondi europei dovrebbe essere approvato entro due settimane in via definitiva dalla plenaria. In prima fila c’è il Nordest, dove fra sabato 27 ottobre e le prime ore di martedì 30 si è abbattuta la tempesta Vaia, con raffiche di scirocco fra i 150 e i 200 chilometri orari, forti piogge e l’abbattimento di migliaia di ettari di foreste, oltre a frane e interruzioni stradali, con danni a infrastrutture idrauliche ed energetiche.

La procedura
Il Fondo di solidarietà europeo è stato usato altre volte dall’Italia. In 16 anni, è stato utilizzato 80 volte per inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità. Finora sono stati erogati oltre 5 miliardi di euro a favore di 24 Paesi europei. L’Italia è di gran lunga il principale paese beneficiario: dai terremoti di Molise, Abruzzo e Emilia-Romagna alle alluvioni del 2010 in Veneto e altre catastrofi, per un totale di oltre 2,5 miliardi di euro di aiuti sul territorio nazionale. Il 12 novembre, in sessione plenaria a Strasburgo, la questione dell’accesso a questo fondo era stata sollevata per la prima volta dai parlamentari europei. La richiesta, però, andava fatta dal Governo: per questo, nel 29 marzo 2019, una interrogazione parlamentare a firma Remo Sernagiotto, Raffaele Fitto, Innocenzo Leontini e Stefano Maullu (tutti di Ecr) chiedeva conto sullo stato della domanda di attivazione e i relativi importi.

La risposta era arrivata al termine dei 60 giorni previsti: «Il 20 dicembre 2018 – chiariva una nota a firma di Corina Cretu a nome della Commissione europea – le autorità italiane hanno presentato domanda di assistenza a titolo del Fondo di solidarietà della Ue (FSUE) per i danni causati dalle condizioni meteorologiche estreme verificatesi fra ottobre e inizio novembre 2018. La domanda riguarda la maggior parte delle regioni italiane e comprende anche il Veneto, quale regione più gravemente colpita. I danni diretti cumulativi ammontano a oltre 6,6 miliardi. Il 15 maggio 2019 la Commissione ha accettato la domanda presentata dalle autorità italiane e ha proposto la mobilitazione del FSUE per un importo pari a 277milioni 204mila 595 euro».

I programmi dei fondi strutturali si basano sul principio della gestione condivisa, mentre le priorità strategiche specifiche delle regioni sono decise a livello nazionale, ha chiarito la commissaria: «Ad esempio, all’interno del programma operativo regionale Trento, 9 milioni sono stati assegnati a misure di sicurezza e all’aumento della resilienza delle zone più esposte al rischio idrogeologico. Anche il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale sostiene azioni preventive volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e azioni volte a ripristinare il potenziale forestale danneggiato da tali eventi. Il programma di sviluppo rurale (PSR) della Lombardia include entrambi i tipi di intervento, mentre il PSR Veneto prevede solo interventi di ripristino, anche per i danni provocati dal dissesto idrogeologico. La regione Friuli Venezia Giulia ha introdotto operazioni di ripristino a seguito della tempesta, mentre Bolzano ha optato per un regime di aiuti di Stato che comprende investimenti forestali concepiti per ridurre il rischio idrogeologico».

Che cosa accade ora
La domanda presentata in marzo dal governo italiano aveva aggiornato la domanda di mobilitazione del Fondo, stimando danni per 6,6 miliardi di euro. Le regioni italiane che potranno beneficiare delle risorse Ue sono: Friuli Venezia Giulia, le Province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Veneto, la regione più colpita. In maniera minore, riceveranno un supporto anche Valle d’Aosta e Abruzzo. Oltre ai 277,2 milioni per l’Italia, l’Eurocamera ha chiesto di stanziare circa 8 milioni di euro a testa anche per Austria e Romania, anch’esse colpite da catastrofi naturali nel 2018. Il testo dovrà ora essere votato dalla Plenaria del Parlamento Ue il 18 settembre per ricevere l’ultimo via libera. Poi toccherà al Governo italiano decidere la ripartizione fra le diverse aree.

Veneto in prima fila. Zaia: «Una buona notizia da Bruxelles»
«Una buona notizia da Bruxelles perché servono ancora risorse per continuare l’enorme opera di ripristino e ricostruzione che abbiamo messo in piedi nei territori devastati dalla tempesta Vaia – commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, nella sua veste di Commissario delegato per il maltempo di ottobre 2018 – Abbiamo interamente impegnato i 377 milioni, comprensivi dei primi sostegni per privati ed imprese, da investire per l’anno in corso e da cantierare entro il 30 settembre. Più del 70% delle opere è stato contrattualizzato e abbiamo la necessità di almeno altri 50 milioni per far fronte ai danni ai privati».

Sottolinea Zaia che «la Regione Veneto ha mantenuto i patti con Ministero dell’Economia e delle Finanze, e questo nonostante le difficoltà e la mancanza di risorse, visto che non ci è stata concessa la struttura di missione. Ma abbiamo trovato una soluzione, facendo leva sulle nostre società controllate che hanno lavorato così intensamente da permetterci di impegnare tutte le risorse stanziate dal Governo, con un impegno di spesa superiore alle risorse affidate. In previsione abbiamo già progettato opere per il prossimo anno per 80 milioni e abbiamo necessità, oltre a quanto già stanziato dal Governo pari a 977 milioni di euro in tre anni, di ulteriori 400 milioni di euro».



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