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Incidente di percorso del M5S. Grillo: “Nessun problema” !

Incidente di percorso del M5S. Grillo: “Nessun problema” !

Per il M5S la sospensione delle regionarie decisa dal Tribunale civile di Palermo è una buccia di banana e, come tale, non è un incidente “mortale”. Quando si scivola, poggiando il piede sulla buccia, ci si rimette in piedi presto. C’è solo da subire gli sberleffi di amici e nemici che stanno interno ed assistono all’episodio.

Beppe Grillo è subito corso ai ripari, rassicurando tutti: la sospensione non farà sbandare il treno, che è partito e corre sui binari che è un piacere. La buccia, tuttavia, non è indolore, permette di giudicare i criteri di scelta seguiti on line dal M5S in modo negativa, comunque contribuisce a rinfocolare vecchie polemiche e tornare a discutere sulle liti interne fra le correnti.

In Sicilia il M5S ha conosciuto giornate difficili provocate, nella quasi totalità dei casi, da conflitti fra aderenti o ex aderenti, che si sono subito vendicati per il trattamento patito. Il ricordo delle firme false è ancora fresco, ha lasciato una lunga scia di veleni ed una spaccatura ancora non sanata.

Stavolta a provocare il provvedimento del tribunale è stato il ricorso di un candidato respinto, a suo dire, ingiustamente. Siccome non ha ricevuto spiegazioni plausibili, ha fato ricorso al Tribunale, che ha sospeso le regionarie in attesa di giudizio. Significa che il ricorso è stato giudicato meritevole di verifica, ma non più di questo.

Anche se il tribunale bocciasse le regionarie, cioè il sistema di voto con il quale è stato scelto il candidato presidente (e non solo), non succederebbe proprio niente. Beppe Grillo è il proprietario del Marchio” pentastellato ed è solo lui, quindi, colui il quale può concederlo o toglierlo. Il ricorrente può candidarsi, ma non può farlo con il logo a cinque stelle.

Anche negli altri partiti i segretari hanno il medesimo potere, ma il potere di utilizzo del logo cessa con la fine del mandato. Per Grillo la fine del mandato non esiste. Può regalare o vendere il Logo o tenerselo vita natural durante, e nessuno può avere alcunché da obiettare. Insomma è una condizione “padronale” che negli altri partiti non esiste, ad eccezione, di fato, in Forza Italia, dove il Cav delega a chi gli pare il potere di usare il Logo nelle campagne elettorale.

Altra considerazione riguarda la lista del M5S. Le elezioni sospese sono interne, non si tratta di liste elettorali, che hanno una validità “erga omnes”. Significa che le procedure scelte, se irregolari, danneggiano il singolo ricorrente, e non chiunque. Una bella differenza.

In definitiva l’incidente di percorso toglie la foglia di fico alla anomalia pentastellata, che è caratterizzata da una proprietà, di fatto, del partito.

L’intervento dell’autorità giudiziaria non deve sorprendere, è capitato altre volte. Allo stesso M5S, per esempio a Genova, dove è stata depennata la candidata sindaco che non piaceva a Grillo, che a Genova è di casa. Ed è capitato a Palermo in occasione delle primarie, quando sono intervenuti i carabinieri per verificare presunte irregolarità nel corso del voto nei gazebo.

La campagna elettorale di Giancarlo Cancelleri non avrà intoppi di sorta, l’immagine del Movimento ne esce leggermente “mascariata”. Niente di grave, sotto il tappeto resta sempre un po’ di polvere, anche quando la casa è stata ben spazzata per far bella figura.



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