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Arresto Montante. Fondi neri per finanziare le campagne elettorali delle Regionali

Arresto Montante. Fondi neri per finanziare le campagne elettorali delle Regionali

CALTANISSETTA. «Può dirsi sufficientemente dimostrato – sostiene la procura di Caltanisetta – che nel recente passato Montante abbia goduto di disponibilità economiche occulte, ed esistono concreti elementi per potere affermare che siano state utilizzate per foraggiare esponenti di rilievo della scena politica siciliana». L’ex presidente di Sicindustria puntava «a condizionare l’azione del governo regionale – scrivono ancora i pm nel loro atto d’accusa – evidentemente per la tutela dei propri interessi, l’azione del governo regionale».

L’ex fedelissimo di Montante, Marco Venturi, ha raccontato dei «rapporti molto confidenziali con Cuffaro e Miccichè, quest’ultimo si recava spesso a Cefalù a casa di Montante». E poi ha messo a verbale: «Montante mi disse che era solito pagare la campagna elettorale a tutti e che spendeva un sacco di soldi. Mi disse di avere erogato contributi economici in nero a Cuffaro per la competizione che poi lo ha visto eletto nel 2001, ma non mi disse l’importo. Per quanto mi riguarda i rapporti fra Montante e Cuffaro sono rimasti immutati nel corso del tempo».

Giovanni Crescente ha aggiunto: «Montante ha finanziato diverse campagne elettorali, anche se non so nomi. Ma lui mi diceva che cercava di mantenere buoni rapporti con esponenti politici di diversi schieramenti, così da potere avere sempre un punto di riferimento, a seconda di chi avesse in quel momento il potere».

In un’intercettazione, Michele Trobia, presidente del circolo del tennis di Caltanissetta diceva all’imprenditore Romano: «Poi le altre borse con Totò Cuffaro, le altre borse che depositò a casa mia, cà ci su 800 milioni… cà ci su 600 milioni». Romano era incuriosito e Trobia diceva: «Li abbiamo portati assieme a Totò Cuffaro». Venturi ha chiarito: «Ho saputo da Trobia che Montante o sua moglie gli avevano portato una borsa di soldi da destinare a Cuffaro».

Trobia è un fiume in piena nelle intercettazioni, lui che aspirava a una raccomandazione per l’assunzione di una familiare all’Asp diceva di Montante: «Io entravo con lui con la macchina, in piena giunta regionale, lui entrava direttamente nel salone della giunta, nessuno lo bloccava… ha fatto approvare il piano sanitario di questa merda di Asp in tre mesi, che ci vogliono tre anni, però poi sono stato sfortunato, perché dà manciata di cannoli di merda e l’arristaru dopo quinnici iorna, si stu cazzu di sentenza veniva dopo tre mesi avevamo risolto il problema».

Di Montante diceva ancora: «Persona pericolosissima, ha fondato un impero, lui è avido… Cosa ho fatto io per lui, non l’ho mai capito: sono stato un distributore di mazzette, ma mazzette parliamo di centinaia di milioni».



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