full screen background image
Search

Assegno di invalidità 2016: cumulabile con redditi da lavoro ?

Assegno di invalidità 2016: cumulabile con redditi da lavoro ?

L’INPS ha aggiornato le soglie di reddito da lavoro 2016 per l’erogazione dell’assegno ordinario di invalidità, per il cui riconoscimento è necessaria una soglia di riduzione della capacità lavorativa di oltre due terzi.

I beneficiari dell’assegno di invalidità possono continuare a svolgere attività lavorativa sia dipendente che autonoma e produrre, quindi un reddito da lavoro, percependo al tempo stesso la prestazione previdenziale.

La pensione in questione, però, se il suo beneficiario ha un reddito da lavoro subisce una riduzione in base all’ammontare del reddito in questione, maggiore sarà l’ammontare del reddito e maggiore sarà la riduzione apportata alla prestazione.

Assegno invalidità: le riduzioni e i limiti di reddito

Per vedersi corrispondere il trattamento pieno dell’assegno di invalidità il limite reddituale da non superare è 4 volte il trattamento minimo Inps , si parla di circa 2mila euro al mese.

  • Per redditi dino a 4 volte il trattamento minimo INPS, non superiori quindi a 26.098,28 euro l’anno, non è prevista alcuna riduzione.
  • Per redditi superiori a 4 volte e sino a 5 volte il trattamento minimo Inps, compresi tra 26.098,28 e 32.622,85, è prevista una riduzione del 25%.
  • Per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo Inps, e quindi oltre i 32.622,85 euro l’anno, la riduzione applicata è del 50%.

Qualora l’assegno così ridotto sia comunque superiore al trattamento minimo Inps, pari a circa 502 euro al mese) il beneficiario si vedrà applicare una decurtazione sulla quota eccedente il trattamento minimo pari al 50% se lavoratore dipendente, del 30% se lavoratore autonomo a patto che l’assegno sia stato determinato con meno di 40 anni di contributi.

Questa seconda decurtazione scatta quando, pur applicando le riduzioni derivanti dal reddito da lavoro, l’assegno di invalidità resti superiore ai 502 euro al mese. La decurtazione è applicata soltanto alla quota eccedente i 502 euro. In ogni caso la trattenuta non può essere superiore al reddito da lavoro percepito.

A chi non si applica il divieto di cumulo?

I dipendenti titolari dell’assegno di invalidità, assunti con contratti di lavoro a tempo determinato che non superino le 50 giornate l’anno, sono esclusi dal divieto di cumulo poichè il loro reddito da lavoro non supera il trattamento minimo corrispondende all’anno.

In ogni caso al compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia, l’assegno di invalidità viene trasformato in pensione di vecchiaia e le riduzioni non scatteranno più poichè la prestazione di vecchiaia è pienamente compatibile con l’attività lavorativa.



Per contattarci cliccate sulla busta sopra. Saremo lieti di rispondervi :)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *