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Aumenti di costi e prezzi aerei. In Sicilia si rischia tanto

Aumenti di costi e prezzi aerei. In Sicilia si rischia tanto

Catania. Tra alti costi dei titoli di viaggio, costi aggiuntivi e rischi di pesanti riduzioni di tratte aeree soprattutto su Catania verso le maggiori città italiane come Roma e Milano, in Sicilia si parla già di rischio isolamento e di regime di quasi monopolio, con ulteriore aumento dei prezzi dei biglietti aerei. Ad aggravare la situazione della Sicilia, la carenza di infrastrutture e facili collegamenti tra le sue maggiori città e diverse provincie; la mancanza di lavoro; un sistema sanitario che ha ancora tanto da imparare in termini di efficienza dal nord Italia, che resta ancora oggi meta di viaggi della speranza per tanti siciliani.
Ecco perché «la continuità territoriale per la Sicilia è una priorità urgente a cui i siciliani non possono più rinunciare». Lo dice con estrema chiarezza Alfio Papale, deputato regionale di Forza Italia, che esprime preoccupazione per il futuro dei trasporti e della mobilità dalla Sicilia verso Roma e Milano, i cui costi incideranno in maniera negativa soprattutto sulle spalle delle famiglie siciliane.

«I passeggeri siciliani – dice Papale – non possono pagare uno scotto così pesante per raggiungere Roma. È opportuno che il governo regionale rilanci la questione sulla continuità territoriale, così come succede per la regione Sardegna. Molti siciliani quotidianamente effettuano spostamenti per raggiungere le regioni del centro e nord Italia per ragioni di lavoro, studio o anche salute. Il costo degli spostamenti non può gravare totalmente sulle tasche dei siciliani. Inoltre, a fronte della grave precarietà del lavoro in Sicilia e addirittura per molti cittadini della mancanza del lavoro, la continuità territoriale è un’esigenza primaria per evitare che quei lavoratori che trovano occasioni di lavoro fuori dalla nostra isola non siano costretti a rinunciarvi per gli enormi costi di trasporti da sostenere, superiori spesso ai possibili guadagni».  Così Papale, dopo l’annuncio dell’interrogazione, è passato dalle parole ai fatti, affinché «la promessa della continuità territoriale diventi un diritto acquisito per i siciliani».

Al presidente della Regione Nello Musumeci e all’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità Marco Falcone, Papale ha chiesto di conoscere «lo stato delle trattative in corso con i Ministeri competenti e l’eventuale intenzione di predisporre azioni finalizzate ad assicurare altresì la continuità territoriale anche per gli scali di Palermo e Catania e garantire la movimentazioni di milioni di passeggeri con minor aggravio di spese da e per il Centro-Nord Italia, soprattutto per i giovani che periodicamente si muovono da e per la Sicilia, e conoscere quali azioni si intende mettere in atto attraverso gli organi competenti centrali e regionali considerando, altresì, i recenti avvenimenti quali la cancellazione dei voli Vueling, da Catania e Palermo per Roma dal primo ottobre, a fronte anche della crisi Alitalia che fra breve esploderà con l’arrivo di nuovi partner e che per molti mesi potrebbe creare ripercussioni su collegamenti con le destinazioni italiane più battute, anche a causa dell’ipotesi di conflittualità già verificatesi negli anni passati».

Papale infine chiede di sapere se si reputa necessario «attivare una task force per affrontare, dalle prossime settimane, un monitoraggio costante dei progetti di continuità territoriale e degli avvenimenti in atto prospettati, allo scopo di diminuire il disagio di milioni di siciliani che dovranno viaggiare, per motivi irrinunciabili, e non essere costretti in alternativa a portarsi al di là dello Stretto con altri mezzi terrestri». Sull’argomento interviene anche la portavoce del Movimento 5 Stelle Jose Marano, che a seguito della soppressione dei voli low teme rincari dovuti anche a tariffe supplementari applicate sui bagagli. «Da quando il governo Musumeci è in carica – dichiara Marano – abbiamo sentito parlare tanto di continuità territoriale, compagnie aeree tutte siciliane, di tavoli tecnici e di politiche per ridurre i costi per chi parte e per chi arriva in Sicilia. Alla prova dei fatti, però, nulla è cambiato e a subire le conseguenze di questo immobilismo saranno, ancora una volta, i siciliani».

Per tali motivi Jose Marano chiede ancora informalmente al Presidente della Regione e all’assessore regionale al ramo, come si intenda scongiurare la stangata sulle famiglie dei tanti lavoratori che viaggiano sulle rotte Catania –Roma e Palermo Roma.
«Della questione- conclude – ho già informato il portavoce alla Camera e componente della commissione Trasporti, Luciano Cantone perché si faccia interprete, insieme al viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, – con cui parlerò a breve – del disagio dei passeggeri siciliani».

Oltre alla questione dei costi e di Vueling che abbandona Catania fino alla fine di marzo, c’è anche il rischio di 150 voli tagliati da parte di Ryanair, di cui molti sarebbero Catania. Questa è la grande preoccupazione di Maurizio Attanasio segretario generale della Cisl di Catania. «Cittadini, lavoratori e famiglie della Sicilia orientale saranno ulteriormente penalizzati. Oggi più che mai è urgente che la Regione Siciliana dia seguito al progetto di continuità territoriale».
Questo è il commento e l’appello di Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Mauro Torrisi, segretario generale della Fit Cisl etnea, per la diminuzione di collegamenti tra lo scalo di Fontanarossa e Roma, dovute all’annuncio di Vueling di chiudere le tratte e alle intenzioni di Ryanair di tagli al complesso di voli su Catania.

«La nostra preoccupazione – sottolineano – è che, a Catania, da un lato verranno a mancare collegamenti low cost con la Capitale con ripercussioni economiche su un’utenza, fatta di lavoratori, studenti, famiglie ma anche di piccole e medie imprese, sempre più costrette a servirsi dei voli per superare il gap dell’insularità, e dall’altro che verranno penalizzati anche i livelli occupazionali dello scalo etneo».

Dalla Cisl quindi esprimono condivisione per i timori palesati dal deputato di Forza Italia. «Condividiamo le preoccupazioni dell’onorevole Alfio Papale, che, d’altra parte, anche la Cisl aveva ribadito nel convengo sulla mobilità del 24 luglio scorso – concludono Attanasio e Torrisi – e auspichiamo che la sua iniziativa non si limiti a interessare l’Ars ma coinvolga anche tutti gli esponenti della deputazione regionale e nazionale, la politica locale e tutte le altre forze sociali e imprenditoriali del territorio. Ci appelliamo infine al presidente Musumeci perché riporti con maggiore incisività nell’agenda politica l’affermazione della continuità territoriale così che non sia soffocato il diritto alla mobilità, all’occupazione e allo sviluppo dei catanesi e dei siciliani».

Questione aperta resta ancora la diatriba sui costi aggiuntivi dei bagagli, sulla quale già l’anno scorso è intervenuta l’Autorità garante della concorrenza e del mercato invitando Ryanair a rivedere le sue politiche in tal senso. Da novembre 2018 infatti il passeggero può portare con sé in aereo solo piccole borse, ed è obbligato a imbarcare il bagaglio a mano che a mano non è più.

Per chi però non vuole separarsi dalla propria valigia il vettore irlandese propone l’acquisto dell’imbarco prioritario aggiungendo 6 euro al costo del biglietto; oppure l’imbarco della valigia con dimensione di bagaglio a mano e che non superi i 10 chili, al costo di 8 euro, se si sceglie tale opzione al momento della prenotazione, altrimenti il costo diventa di 10 euro. Resta invece invariato il costo di 25 euro per imbarcare valigie che superano con le dimensioni e il peso del bagaglio a mano.
Insomma bisogna riuscire ad orientarsi in questo ginepraio di “offerte” per non correre il rischio di dovere pagare penali enormi per portare un semplice trolley.

Contattato l’ufficio stampa del vettore irlandese in merito alla notizia dei tagli di 150 voli su Catania, Ryanair non conferma né smentisce ma risponde: «Stiamo finalizzando la programmazione completa dei nostri operativi per l’estate 2020, che verranno annunciati nelle prossime settimane». Sulle politiche che riguardano i costi aggiuntivi per i bagagli a mano il vettore irlandese fa sapere che «La nuova policy relativa al trasporto dei bagagli di Ryanair è stata introdotta a novembre 2018. La nostra policy bagagli è totalmente conforme e i prezzi sono indicati in maniera chiara e trasparente nel processo di prenotazione, nei Termini e nelle Condizioni generali di trasporto e nella sezione tariffe. I nostri recenti sondaggi dimostrano che i nostri clienti sono soddisfatti della nuova policy in quanto ha migliorato in modo significativo la puntualità e ha permesso di ridurre le code ai gate, offrendo al contempo una scelta più ampia in merito al tipo di bagaglio che si desidera trasportare».

Su quest’ultima questione dei bagagli intanto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato fanno sapere che ritengono la questione ancora aperta con Ryanair e che si stanno raccogliendo ancora segnalazioni da parte dei passeggeri.



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