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Biella, “furbetti del cartellino”. Accusa per tre Guardie Forestali

Biella, “furbetti del cartellino”. Accusa per tre Guardie Forestali

Truffa ai danni dello Stato. È l’accusa da cui si devono difendere tre guardie forestali in servizio a Biella e nel frattempo già trasferite: in diverse occasioni non avrebbero rispettato l’orario di servizio, utilizzando parte della giornata di lavoro per scopi personali e ingiustificati.

L’indagine

A formalizzare l’accusa il sostituto procuratore Maria Serena Iozzo, che ha coordinato il lavoro d’indagine del gruppo di carabinieri della polizia giudiziaria guidati dal maresciallo Tindaro Gullo. Un’indagine «fatta in casa», considerato il recente accorpamento delle Fiamme blu nell’Arma. Proprio per questo motivo il fascicolo, una volta completato con tutti i riscontri del caso, è stato trasmesso all’attenzione della Procura militare per le valutazioni di competenza.

Precedente

Dopo l’inchiesta sui dipendenti comunali, un’altra indagine sui «furbetti del cartellino» scuote dunque la provincia laniera. Il primo caso, emerso nell’ottobre scorso e sviluppato quasi interamente dal comando dei vigili urbani, aveva proposto numeri maggiori per poi ridursi notevolmente: dei 33 indagati iniziali, ne sono rimasti invischiati meno di una decina (due licenziamenti).

Il reato

L’accusa, truffa ai danni dello Stato, avrebbe quindi implicazioni militari anche se alcune sentenze della Cassazione hanno equiparato il reato al codice ordinario. Toccherà ora alla difesa dimostrare l’insussistenza delle accuse mosse ai tre militari.

lastampa



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