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Bimbi nel bosco, aperta inchiesta

Bimbi nel bosco, aperta inchiesta

Subiaco – La Procura di Tivoli sta valutando se possano sussistere eventuali estremi di reato nella vicenda della donna e i due bimbi scomparsi e poi ritrovati sul Monte Livata.

Domani gli inquirenti faranno un punto della situazione anche alla luce della relazione dei carabinieri che è in via di stesura. I carabinieri stanno valutando tutti gli aspetti della vicenda, senza tralasciare nulla. «Tutto – dicono gli investigatori- sarà valutato con molta attenzione».

L’ipotesi di reato per la donna è quella diabbandono di minore, ma non avrebbe motivo di sussistere se venisse confermato e accertato che la donna, come lei stessa ha raccontato, si è persa ed è poi tornata indietro per cercare i soccorsi.

I due bambini, una femmina e un maschio di 4 e 5 anni, sono sopravvissuti una notte intera all’addiaccio con 5 gradi sottozero a 1.500 metri d’altezza. La madre di uno di loro, Alexia Carestari, è stata ritrovata diverse ore prima dei bimbi, in stato confusionale.

La storia a cavallo di Capodanno è finita bene ma potrebbe avere ancora alcuni punti da chiarire. Di sicuro c’è che Manuel, 5 anni, e Nicole, 4 anni, ieri mattina sono stati portati dalla mamma della bimba, Alexia Canestrari, a fare una passeggiata in montagna nella stazione sciistica vicino a Subiaco.

Quando il padre dei bambini – il maggiore avuto dalla precedente compagna – l’imprenditore Emanuele Tornaboni, proprietario del Due Ponti Sporting Club a Roma, frequentato da molti vip, torna nella casa dove stavano trascorrendo le vacanze di Natale e Capodanno nel pomeriggio e non li trova, lancia l’allarme.

Le ricerche di soccorso alpino, carabinieri, protezione civile (con 50 mezzi), vigili del fuoco, guardiaparco e guardie forestali partono in grande stile, con centinaia di persone, tre elicotteri e unità cinofile.

Una notte intera d’angoscia pensando al peggio, poi alle prime ore del mattino viene ritrovata la donna, che ha 36 anni, in stato confusionale e a diversi chilometri da dove si era mossa con i bambini. Riesce a dare qualche indicazione ai soccorritori prima di esserericoverata in ipotermia all’ospedale di Subiaco. Soprattutto racconta che si sono persidurante una passeggiata e indica il luogo dove li ha lasciati, in una sorta di grotta. Al riparo, per quanto possibile.

Si teme ancora per il destino di Nicole e Manuel, ma dopo qualche ora li trovano: abbracciati, spaventati, infreddoliti, ma vivi. Sotto una cresta di roccia, in un dirupo a Campo dell’Osso, a 12 chilometri da dove avevano iniziato la passeggiata. Si piange per la felicità.

La bambina racconta parlando con un soccorritore: «Ci siamo spostati di giorno…poi oggi ci siamo fatti male». Niente di grave: microfratture alla clavicola per la bambina e altrettanto ad una mano per Manuel. Li portano con un bell’elicottero giallo al Policlinico Gemelli di Roma, dove racconteranno al padre, che finalmente li riabbraccia, di aver «dormito lei su un albero, lui su una roccia».

«Sono stati degli eroi, ci hanno insegnato come sopravvivere», commenta Tornaboni, ancora scosso e raggiunto dalla prima moglie, la madre di Manuel. La compagnaattuale, intanto, è sotto choc in ospedale. Dopo qualche ora viene dimessa.

«Un Capodanno tremendo, da morire, ma per fortuna è finita bene», commenta. E sulla compagna afferma: «Forse si è spinta troppo in là, ha perso l’orientamento, è andata in tilt, era la prima volta che veniva sul Monte Livata. Però poi è stata brava a metterli al riparo e a cercare aiuto». A uno dei soccorritori i bambini avrebbero raccontato di essere usciti con la madre per andare a sciare, con uno slittino, di essersi persi e di essere stati lasciati dalla donna su una cresta di roccia.

«È un vero miracolo», dicono i salvatori dei bambini. «La prima buona notizia del 2014», secondo il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. La procura di Tivoli avvia degli accertamenti sulla vicenda e attende la relazione dei carabinieri. Al momento non ci sarebbero ipotesi di reato. Forse si potrebbe configurare l’abbandono di minore. Ma la mamma ha detto di essersi persa.

Il padre: «Capodanno tremendo, per fortuna finito bene»
«Un Capodanno tremendo, da morire, ma per fortuna è finita bene. Due bambini di 4 e 5 anni sono stati 24 ore a vari gradi sottozero a 1400-1700 metri…». Con voce emozionata racconta per telefono all’Ansa la grande paura sul Monte Livata Emanuele Tornaboni, imprenditore romano e padre dei due bimbi scomparsi vicino a Roma assieme alla moglie dell’uomo e poi ritrovati.

Tornaboni è proprietario del Due Ponti Sporting Club, un circolo sportivo della capitale frequentato anche da molti vip. «Nicole che ha 4 anni e Manuel che ne ha 5 stanno bene, mi hanno detto che hanno mangiato e parlato con i soccorritori – dice Tornaboni – Mia moglie invece ha un principio di congelamento, ma non è in pericolo di vita».

Nicole è figlia della coppia, mentre il maggiore è figlio dell’imprenditore e della sua precedente compagna. «Sono tornato ieri a casa a Monte Livata alle 3 e mezzo di pomeriggio e la domestica mi ha detto che mia moglie e i bambini erano usciti alle 11 e non erano rientrati – racconta l’imprenditore -. Ho dato l’allarme e sono iniziate le ricerche con centinaia di uomini. Una cosa unica al mondo. Forse mia moglie si è spinta troppo in là, ha perso l’orientamento, è andata in tilt, era la prima volta che veniva sul Monte Livata. Però poi è stata brava a metterli al riparo e a cercare aiuto».

Tornaboni ha ricevuto moltissime telefonate, anche da soci famosi del suo circolo, durante le terribili ore di attesa. «Erano tutti in ansia – dice -, ora li ringrazio tutti».

IL SECOLO XIX



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