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Bollo auto storiche e auto d’epoca

Bollo auto storiche e auto d’epoca

Quando un’auto può dirsi storica o d’epoca e quand’è che non si paga il bollo?

Le auto storiche e d’epoca sono poche, le auto semplicemente vecchie invece sono moltissime. Nel sentire comune, un veicolo che ha più di 20 anni di vita diventa auto d’epoca e il bollo non va più pagato. Ma questo non corrisponde a verità o, quanto meno, il requisito anagrafico non è sufficiente.

Che cosa si intende per auto d’epoca

È bene chiarire innanzitutto cosa si intende per auto d’epoca. Secondo quanto previsto dal codice della strada [1], sono veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, non più in linea, nei dispositivi e negli equipaggiamenti, alle vigenti disposizioni in materia di circolazione stradale. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri, su richiesta del proprietario, previa verifica del mezzo da parte di un tecnico della Motorizzazione Civile.

La loro circolazione è vietata, salvo in occasione di manifestazioni o raduni autorizzati (con foglio di via e targa provvisoria [2]): in questi casi, i veicoli devono essere provvisti di una particolare autorizzazionerilasciata dall’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri territorialmente competente, su richiesta degli organizzatori della manifestazione comprensiva dell’elenco delle vetture partecipanti.

Il riconoscimento del titolo di auto d’epoca necessita dell’iscrizione in specifici registri previsti dalla legge (come ASI, Storico Lancia, Storico Fiat) e dell’ottenimento di un certificato di rilevanza storica e collezionistica.

Differenza tra auto d’epoca e auto storiche

I veicoli di interesse storico e collezionistico, rispetto alle auto d’epoca,possono circolare, sempre che posseggano i requisiti previsti dalla legge per quella tipologia di vettura. Per essere considerata “storica”, la vettura deve ottenere il certificato di rilevanza storico collezionistica, previa analisi del mezzo da parte di un tecnico del Dipartimento per i Trasporti terrestri, ed iscrizione ad uno degli specofici registri riconosciuti dalla legge (come ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI).

Il pagamento del bollo

La legge di stabilità 2015 [3] ha cancellato tutte le agevolazioni fiscali di cui in passato godevano le auto di età compresa tra i 20 e 30 anni, riservandole solo alle vetture con più di 30 anni.

È bene ricordare, però, che ciascuna Regione ha, in materia di tassa automobilistica, la propria normativa e quindi ci si è chiesti, in tal caso, quali disposizioni dovessero essere applicate. In merito, il Ministero delle Finanze [4] ha precisato che, nonostante il gettito del bollo auto finisca nelle casse delle Regioni, la tassa automobilistica non può ritenersi “tributo proprio della Regione” (in linea con quanto precisato più volte dalla Corte Costituzionale [5]). Le norme regionali che hanno mantenuto le agevolazioni sono pertanto incompatibili con la legge statale e devono ritenersi abrogate. In buona sostanza: le auto esenti da bollo sono solo quelle che hanno compiuto i 30 anni.laleggepertutti

laleggepertutti



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