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Il cambiamento è solo a parole: la versione dei fatti di Antonio, un forestale (siciliano)

Il cambiamento è solo a parole: la versione dei fatti di Antonio, un forestale (siciliano)

La forestale e i forestali in Sicilia: tra problemi quotidiani e problemi annuali c’è un cammino portato avanti con lo scopo unico di salvare le famiglie dei lavoratori

di Antonio David


Sembra che, l’immobilismo dell’Assemblea Regionale Siciliana sia da traino a tutti i mali e problemi della nostra bella terra.

Terra splendida dal lato culturale, turistica e culinaria ma disgraziatamente disgraziataper quanto riguarda il problema Forestale e dei Forestali.

Solo le parole hanno accompagnato per decenni i lavoratori nel loro lungo cammino, torto e distorto ma utile per poter portare avanti le famiglie con tutti i suoi annessi e connessi problemi giornalieri e annuali.

Oggi, il nuovo governo Regionale parla si riordino del settore ma bisogna capire cosa tratta questa parola. Se l’analizziamo potremmo pensare in bene, ma vedendo i fatti e il modo di agire dello stesso assessore Cordaro & Co. possiamo ben pensare ben altro.

Sembra che il tutto si concretizzi nell’esplicita dicitura dell’assessore, che in materia di riforma del settore dice

«Parliamo dei forestali in divisa, quelli che si occupano di anti-incendio boschivo. Con una scellerata legge del 2015 è stato introdotto il blocco del turnover, che ha determinato una carenza di organico importante. È stato frutto di una politica di annunci del tutto inappropriata. Tanto che oggi l’organico è ridotto circa alla metà (500 elementi per tutta la Sicilia, con un’età media fra i 50 e i 55 anni)».

«Noi vogliamo creare i presupposti per un corpo forestale snello e che venga rigenerato. Stiamo lavorando alla riscrittura di questo mondo. Entro ottobre la norma approderà in Parlamento. Il prossimo anno potremo indire i concorsi per nuove assunzioni».

Ora è ben chiaro che l’operaio a tempo determinato del settore antincendio ha poca vita lavorativa all’interno del settore, e questo quindi fa parte di un sistema paventato e ribadito in sottovoce che, il settore antincendio non espleterà più il suo lavoro e il fatto che la Forestale (guardia o agente in divisa) si occuperà di spegnere l’incendio, mette in chiaro i paletti su cui chi dovrà recarsi sul posto e limitare le fiamme a terra, visto che dal cielo i problemi non ci sono.

Una morte lenta dettata in primis dall’accordo fatto con la flotta aerea antincendio nazionale a cui il malloppo economico su contratti ha avuto un prezzo non indifferente.

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A questo si rispecchia invece le problematiche economiche che si hanno per mettere a disposizione il materiale DPI su cui lavorare e il piagnisteo sui fondi e soldi da dare o elargire per il settore della manutenzione, con ritardi su pagamenti, materiale di sicurezza, guanti, scarpe e giornate da completare tutte da capire.

Se pensiamo che ad oggi 3 ottobre 2017, non si hanno certezze chiare e scritte sul completamento delle giornate, i Forestali possono affermare che il quieto vivere regna nei meandri dei palazzi e la loro mancata collaborazione o interlocuzione di turno ormai ha nauseato e vergognato coloro che volevano cambiare il vecchio governo.

Si lavora con la paura di sentirsi dire dal dirigente o direttore dei lavori che il licenziamento o la sospensione è dietro l’angolo e questo certamente porta i lavoratori ad essere sempre sulla lama del rasoio.

Cambiamento a parole e immobilismo generale a partire dai piani alti ad arrivare al singolo cantiere di paese, quindi futuro sempre più incerto e riforma sempre più lontana vista i mancati tempi attuali e le prese in giro che come al solito non mancano mai.



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