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Canadair da Francia e Marocco a causa dell’estinzione della Forestale

Canadair da Francia e Marocco a causa dell’estinzione della Forestale

Sul Monte Morrone sarebbero andati in fumo 3mila ettari di boschi, il 5% circa del Parco nazionale della Majella (Abruzzo). I responsabili di questo disastro, secondo il sindacato di base dei vigili del fuoco, devono essere individuati in Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, e in Marianna Madia, ministro per la Semplificazione: rei, secondo i pompieri, di aver “azzerato” quanto di buono era stato fatto negli anni che hanno preceduto la riforma dei Forestali. “Per spegnere gli incendi che stanno devastando il nostro Paese  abbiamo dovuto chiedere persino l’aiuto di colleghi francesi e marocchini”, spiega a tiscali.it Costantino Saporito, coordinatore Nazionale dell’Unione Sindacale di Base (Usb) dei Vigili.

L’attacco al generale

Con una nota piuttosto polemica, l’Usb non ha nascosto il suo disappunto nei confronti di Del Sette, che “a quanto pare, non riesce ad arrestare le fiamme malgrado le sue promesse. Sicuramente qualcosa non funziona e malgrado gli immani sforzi del vigili del fuoco il paese brucia. Tranquilli: è di queste ore la comunicazione che il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco è in ferie”, si legge nel documento pubblicato nella bacheca del sindacato. Saporito, per mettere in evidenza i fatti, non rinuncia all’ironia: “Siamo sul Morrone che continua a bruciare e, udite udite, dal Marocco arrivano due Canadair. Come vogliamo classificarli? Clandestini? Richiedenti asilo? Migranti economici? Ma non dovevamo essere noi ad aiutarli a casa loro? Che fine ha fatto la seconda flotta civile dello stato dopo Alitalia? Ma dopo i vigili del fuoco francesi sul Vesuvio, l’Italia ha dovuto chiedere aiuto al Marocco, qualcosa vorrà pur dire, per chi ha voglia di capire”. Ironia a parte, tutto sommato, però, il lavoro svolto dai vigili nordafricani è stato apprezzato, oltre che dal ministro Minniti, anche dai vigili italiani

(Nella foto il Ministro italiano si complimenta con i piloti Francesi e marocchini)

Le colpe della Madia

Nel mirino non c’è solo De Sette: “Sì, tutto brucia e lui sta in ferie. Ma a sostituirlo egregiamente è il direttore centrale dell’emergenza. Lui sì che sa come far funzionare la macchina del soccorso. Ischia docet”. Dopo le (pesanti) accuse, i fatti: “Dopo 14 giorni di fuoco ci ha pensato il cielo a dare una mano. Il fuoco dopo aver macinato chilometri e chilometri bruciando migliaia di ettari ha perso forza grazie alla pioggia. I cittadini però non si fermano e costruiscono, di loro iniziativa, linee tagliafuoco”. Circostanziate anche le accuse alla Madia: “Ora non vorremmo parlare della soppressione della forestale; come non vorremmo dire che i vigili del fuoco sono sempre sotto organico, vorremmo evitare di parlarvi del nostro parco auto insufficiente e vorremmo sottrarci dal dire come il capo dipartimento anche questa volta abbia fallito … i vigili del fuoco sono diventati il fanalino dei soccorsi”.

Il problema prevenzione

Dopo gli incendi, si fa più grave il pericolo inondazioni. “Come USB sappiamo bene che il problema è serio e non può essere risolto semplicemente limitandosi a spegnere le fiamme. Anche perché ora è terra bruciata e tra qualche giorno, piogge permettendo, diverrà terra smottata. Bisogna parlare di prevenzione al più presto. Noi qualche risposta la vogliamo e di domande ne abbiamo”.  Per forestali e vigili, la riforma si è rivelata un sciagura, in particolare per la decisione di sopprimere il Corpo Forestale dello Stato in nome di una semplificazione che non ha tenuto in alcun conto le prevedibili complicazioni che si stanno verificando.

Restando ai numeri

“Sopprimendo la Forestale, si è indebolita quell’opera di presidio sul territorio e di prevenzione che era propria dei nostri uomini”, ha sostenuto il sindacalista. Restando ai numeri: fino 31 dicembre 2016 all’opera c’erano 8mila i forestali, il giorno successivo sono stati distribuiti tra i vigili del fuoco (360 appena) e la Pubblica amministrazione (circa 1240). Ma è ai carabinieri che sono stati destinati in modo massiccio: ben 6400. Ed è stato un passaggio che ha lasciato conseguenze pesanti. Soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei cosiddetti Dos, ovvero i direttori operativi degli spegnimenti: la Forestale era particolarmente preparata in questo compito e le ex guardie trasferite tra i pompieri speravano di vedersi riassegnare automaticamente quell’incarico (i carabinieri non operano nell’antincendio). Così non è stato. E risultati sarebbero, secondo Saporito, “devastanti”.

tnews



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One thought on “Canadair da Francia e Marocco a causa dell’estinzione della Forestale

  1. Antonio

    Di cosa deve più stupirsi un italiano? Cos’altro ci devono portar via perché finalmente si possa, tutti, scendere in piazza, uniti, senza nessuna bandiera se non quella della Repubblica? Per anni ci hanno preso in giro con false promesse e finti regalini pre elettorali. Ora è il momento di dire basta!

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