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CNR, Parco Alta Murgia, Forestali e Arif Fronte comune per combattere l’Ailanthus

CNR, Parco Alta Murgia, Forestali e Arif  Fronte comune per combattere l’Ailanthus

L’Ailanthus altissima è fra le 15 specie vegetali più invasive al mondo. La dimensione di un albero di Ailanthus può arrivare sino a 25 metri di altezza. E’ una specie decidua, cioè nel periodo invernale perde le foglie, la corteccia è liscia soprattutto nelle piante giovani, ma le sue caratteristiche peggiori sono: l’alterazione dell’habitat, la riduzione della biodiversità , l’inquinamento floristico.

Di questa specie invasiva e nociva se ne sta occupando Il Cnr-Ispain collaborazione con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il Corpo Forestale dello Stato e l’Arif Puglia. Il progetto, finanziato con fondi europei si chiama Life Alta Murgia ed è finalizzato al controllo e eradicazione della specie vegetale esotica invasiva Ailanthus altissima nel parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Eradicare l’Ailanthus non è operazione semplice, anzi, come ha sottolineato il coordinatore del progetto Maurizio Vurro del CNR, spesso tagliare semplicemente una pianta può far peggiorare la situazione e nel giro di qualche anno la pianta si potrebbe accrescere a dismisura.

Se ne è discusso approfonditamente nel corso della prima giornata formativa dedicata alle tecniche di controllo dell’Ailanthus svoltasi nella Masseria Torre di Nebbia nella contrada omonima in territorio di Corato.

Chiara Mattia dell’ente Parco ha sottolineato che non è certo soltanto l’Ailanthus fra le specie invasive, anzi da qualche tempo si sta pubblicizzando il bambù che non è certo una pianta mediterranea e gli scopi sono puramente commerciali, il bambù infatti può servire per la produzione di energia delle centrali a biomasse.

Stesso discorso per la diffusione della Paulownia, specie esotica interessante sia per le industrie del mobile che per la produzione di cippato utile come combustibile delle centrali a biomasse. Ma oltre al Parco, ha sottolineato Mattia, si deve pensare anche al resto della regione Puglia.

Giornata formativa Torre di Nebbia

Infatti come ha ribadito Francesca Casella del CNR chi pensa che l’Ailanthus sia presente solo nel territorio del Parco si sbaglia. L’Ailanthus cresce dappertutto anche in spazi strettissimi, ai bordi delle strade, sui cancelli, nelle pietre, sui tetti, sulle pareti verticali, in ambienti marini, dato che è resistente anche alla salsedine, nelle aree urbane ma anche in quelle boschive e in quelle coltivate. D’altronde basta dare uno sguardo alla muraglia di Bari dalle parti del Fortino per vedere quanto sia diffuso. E dove cresce questa pianta non cresce più nulla perché non consente alle altre piante alcun nutrimento.

Danni quindi estetici, funzionali in quanto invade asfalto, marciapiedi, tubazioni, tombini, canali di scolo delle acque, ma anche danni ai beni storici e architettonici come accaduto a Pompei e Paestum. In particolare nel Parco dell’Alta Murgia sono 650 le aree infestate dall’Ailanthus già individuate e mappate. E gli uomini dell’Agenzia Regionale attività Irrigue e Forestali hanno già cominciato a controllare ed eradicare le piante, seguendo le indicazioni degli esperti del Cnr e come mostrato nel corso della giornata formativa tenutasi oggi a Torre di Nebbia. Diverse le tecniche di controllo: dal taglio della pianta e spennellatura con glifosate (un noto diserbante); la decorticazione, l’iniezione, tramite foro nel tronco e la endoterapia, quest’ultima in particolare su piante di grandi dimensioni.

“Si tratta di un ulteriore riscontro al lavoro che stiamo facendo in stretta collaborazione con i centri di eccellenza e di ricerca – ha sottolineato il Direttore generale dell’Arif, Giuseppe Maria Taurino – occorre dotarsi di mezzi materiali ma si tratta anche di essere in grado di leggere il futuro e di prevenire fenomeni nuovi in un mondo in continuo divenire. E’ un’esperienza positiva che fra l’altro ci ha consentito di dotarci di un mezzo progettato e attrezzato proprio per il controllo e l’eradicazione dell’Ailanthus.  Un primo step importante che ci proietta con i prossimi fondi strutturali ad auspicare collaborazioni con il mondo scientifico e della ricerca”.

 

affaritaliani



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