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Congedo di paternità. Otto settimane pagate per i neo-papà

Congedo di paternità. Otto settimane pagate per i neo-papà

ROMA – Che il lavoro delle donne aiuterebbe a fare crescere il Pil (e non di poco) ce lo raccontano da anni gli economisti, Fondo monetario internazionale compreso. Peccato però che le donne siano pagate meno degli uomini e spesso considerate un problema quando arriva la materinità. Per andare incontro al problema si punta su asili, smart working, part-time, congedi, ma quasi sempre declinati al femminile. E gli uomini? In fondo un figlio si fa in due. E’ così che Procter&Gamble Italia ha deciso di puntare sui padri concedendo dal 1° marzo un permesso retribuito di otto settimane consecutive. La finestra temporale inizia con la nascita e finisce dopo i 18 mesi di vita del mese del bambino. Un’iniziativa che ha proprio l’obiettivo di sostenere la genitorialità proprio per ridurre il gender gap nel mondo del lavoro. Sono già tre i giovani papà che ne hanno fatto richiesta, diventando dei modelli per i colleghi.

P&G è una multinazionale Usa che da tempo attua una politica di apertura verso le minoranze e le famiglie allargate. Il permesso viene infatti concesso anche ai genitori di una coppia dello stesso sesso, in caso di adozione e in contemporanea con il congedo parentale previsto dall’Inps (cinque giorni). L’azienda si impegna a integrare le previsioni di legge al 100%.

“Aumentare il numero di papà che usufruiscono di un congedo parentale – chiarisce Francesca Sagramora, direttore risorse umane di Procter & Gamble Italia – contribuirà a rompere gli stereotipi esistenti sul ruolo della donna e dell’uomo in ambito familiare e professionale, restituendo ad entrambi la libertá di scegliere come organizzarsi in modo più equilibrato Siamo molto felici di poter annunciare questa iniziativa e ci auguriamo di poter essere d’ispirazione per molte altre aziende e perché no, anche per il legislatore”.

Le buone pratiche in Europa
Altri Paesi hanno già misure simili se non più avanzate in Europa. L’ultima a farlo è stata la Spagna. Il governo socialista di Pedro Sanchez ha varato un decreto che, in modo progressivo da qui al 2021, porterà i padri ad avere gli stessi diritti-doveri delle madri, equiparando i congedi di paternità a quelli di maternità. Alla nascita di un figlio, i neo genitori avranno entrambi 16 settimane di congedo, di cui 6 obbligatorie, pagate al 100% delle stipendio. Le prime 6 dovranno essere godute subito dopo il parto e in maniera simultanea dai genitori, ma le successive 10 nell’arco del primo anno di vita del bambino con la possibilità di alternarsi nei permessi.



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