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Corpo Forestale dello Stato Restituzione di un valore

Corpo Forestale dello Stato Restituzione di un valore

Sabato, 18 maggio, dalle ore 9,00 alle ore 14,00, presso l’Aula Magna del Polo Universitario di Rieti, in Via Angelo Maria Ricci n. 35/a, si terrà il Convegno dal titolo “Corpo Forestale dello Stato… il futuro… …Il futuro Corpo Forestale dello Stato”, organizzato dall’A.N.FOR. – Associazione Nazionale Forestali.

A due anni dalla soppressione del Corpo forestale dello Stato, imposta caparbiamente dal Governo Renzi con D.lgs. 177/2016 sulla base di motivazioni a dir poco discutibili, l’A.N.For. intende portare all’attenzione dei parlamentari di tutte le forze politiche, gli unici che potrebbero recuperare il disposto della legge Madia, cos’era realmente il Corpo Forestale dello Stato e non quello che è stato descritto per portarlo alla soppressione, con le conseguenze dannose che si sono già prodotte in questo breve lasso di tempo, a dimostrazione della necessità e dell’urgenza dell’adozione di un nuovo provvedimento legislativo volto alla sua ricostituzione affinché possa ancora continuare a garantire la concreta ed efficace tutela dell’ambiente, della biodiversità, delle foreste, del territorio, prevenendo i danni ambientali dovuti al dissesto idrogeologico ed attuando una capillare azione di prevenzione e lotta agli incendi boschivi su tutto il territorio e procedendo, quando necessario, anche alla repressione dei reati ambientali.

Con il pretesto di riordinare il comparto sicurezza, che avrebbe avuto sì tanto bisogno di razionalizzare i costi ed eliminare sovrapposizioni di competenze, si è soppressa l’unica forza di polizia totalmente dedicata alla salvaguardia dell’ambiente ed alla tutela del territorio in tutte le sue angolazioni, perdendo preziose professionalità e distribuendo brandelli di competenze ora a questa ora a quella amministrazione senza il necessario buonsenso.

La conseguenza è stata, invece, che i costi sono enormemente aumentati e, nel contempo, si è annullata la capacità dello Stato di intervenire, ad esempio, sugli incendi boschivi, trasferendo la competenza ai Vigili del Fuoco che sanno benissimo combattere gli incendi in centri abitati ma non nei boschi: fronteggiare un incendio di un bosco non è come spegnere le fiamme in un palazzo!

Ne è prova il dilagare degli incendi boschivi negli ultimi due anni con enormi danni economici ed al patrimonio forestale essendo venuto meno anche il supporto alle regioni che il Corpo Forestale forniva, attraverso i direttori delle operazioni di spegnimento che dirigevano e coordinavano l’attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi portata avanti dalle regioni con propri operatori. Per distrarre l’opinione pubblica i forestali del Corpo sono stati, assai spesso e volentieri, equiparati agli gli operai forestali regionali di Sicilia e Calabria ed etichettati come nullafacenti!

Ma cosa ancora più grave, si è volutamente confusa l’azione di repressione dei reati ambientali, che può e deve svolgere qualsiasi agente e/o ufficiale di polizia giudiziaria – Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato – con la più ampia, vasta e rilevante funzione di tutela, protezione e conservazione degli ecosistemi forestali, che non sono solo alberi per produrre legno, tutela, protezione e conservazione dell’ambiente, del territorio, di gestione di aree protette di rilevante valore naturalistico ed ambientale, di prevenzione e lotta agli illeciti ambientali ed agli incendi boschivi, le vere funzioni ed attività che svolgeva il Corpo Forestale dello Stato ed in grado di svolgerle perché era l’unico Corpo di polizia dotato di professionalità diversificate e multidisciplinari con laureati in scienze forestali, scienze agrarie, geologia, biologia, ingegneria, veterinaria, scienza della montagna, ecc. professionalità rafforzate dall’azione operativa sul territorio e che poco hanno a che vedere con la repressione dei reati ambientali.

Certamente sono in pochi a sapere, anche tra i membri del Parlamento che, al momento della sua soppressione, il Corpo Forestale dello Stato era membro della Protezione civile e come tale, partecipava anche agli interventi congiunti in occasione di calamità naturali come terremoti, valanghe, dissesti idrogeologici con la sua flotta di elicotteri e mezzi terrestri; allo scopo fu creato il Centro operativo aeromobili costituito da 38 velivoli tra elicotteri ed aerei; era referente del Ministero dell’ambiente nella gestione diretta delle principali Riserve Naturali dello Stato e titolare della sorveglianza in tutti i Parchi nazionali; era referente nell’applicazione della CITES, membro dei Comitati per l’applicazione delle Convenzioni internazionali per la biodiversità, per la lotta alla desertificazione, per la lotta ai cambiamenti climatici, organo dell’Unione europea nei Comitati Foreste della Commissione e del Consiglio, membro della Conferenza ministeriale per la protezione delle foreste in Europa, organo di promozione dell’informazione ambientale con l’istituzione dei Centri visitatori nelle aree protette; istituì il servizio Meteomont, vigilanza piste da sci e Soccorso Alpino, attuò l’Inventario Forestale Nazionale, effettuò indagini sulla stato sanitario delle foreste, curò, attraverso la gestione delle riserve biogenetiche, attività di genetica forestale; fu, attraverso le sue “Scuole Forestali”, punto di riferimento culturale e formativo per i Corpo forestali (non soppressi) delle Regioni e Province a statuto speciale ed autonome, predispose il Piano Forestale Nazionale, avviò attività di restauro ambientale nelle aree protette e tante altre attività non certo di polizia né di repressione, svolte, peraltro, spesso di concerto con la Magistratura.

La recente sentenza della Corte Costituzionale, della quale conosciamo solo il dispositivo sintetico, non rende inutile questo Convegno, anzi, lo carica ancora di più di significato.

La pronuncia della Corte si è limitata ad un solo aspetto squisitamente giuridico ovvero ha semplicemente affermato che la militarizzazione ope legis del personale del Corpo Forestale dello Stato trasferito nell’Arma dei Carabinieri è costituzionalmente legittimo e, tale conclusione, a ben vedere, pur nella sua rilevanza, ha una valenza limitata ai diritti di alcuni soggetti, i ricorrenti, ma non ha nulla ha a che vedere né si è pronunciata e né avrebbe potuto farlo, perché non richiesto da alcun rinvio al suo esame, sull’oggetto che con il Convegno si era proposto di dimostrare già prima della sua pronuncia ovvero che la soppressione del Corpo Forestale dello Stato ha costituito e costituisce un danno per la Società, per la Nazione, per l’ambiente e per il territorio e, come tale, non ha alcuna connessione con la pronuncia della Corte.

Spetta alla Politica la facoltà o, più correttamente, il dovere di risolvere al meglio i gravi problemi di tutela ambientale e protezione del territorio. Ed è alla Politica perciò che si rivolge il Convegno, dimostrando l’erroneità della soppressione del Corpo forestale dello Stato e che, ora, c’è una sola strada percorribile: ricostituirlo con i suoi uomini, con le sue competenze e professionalità, con la sua uniforme e la sua gloriosa bandiera. Allora sì che sarà fatta anche giustizia nei confronti dei forestali cui la Corte ha negato loro pretesi diritti e anche un bene per il Paese soprattutto per il recupero di professionalità, altrimenti perdute.

Il Convegno, dunque, ha l’obiettivo di far conoscere principalmente al mondo politico, ma anche alla Società civile ed a chiunque abbia a cuore l’ambiente, la natura, le foreste ed il territorio, cosa era effettivamente il Corpo Forestale dello Stato prima della sua soppressione, sollecitando così il Governo ed il Parlamento a perseguire un tempestivo intervento legislativo rivolto al suo immediato ripristino. Roma, 11 maggio 2019

Il Presidente Ing. Francesco Scarpelli



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