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Decolla l’”Air Cazz One” !

Decolla l’”Air Cazz One” !

Cominciamo con una domanda. C’era proprio bisogno, in questo momento, che il governo italiano si accollasse un leasing da 175 milioni di euro (200 milioni di dollari) per fare l’aereo a Renzi? Si tratta di una somma che va dai 230 e i 315mila euro. Al mese.

Una cifra esorbitante (e francamente incomprensibile) pagata a Etihad (proprietaria del velivolo) per questo bolide a quattro motori Rolls-Royce, già soprannominato “Air Renz One” o ancora meglio “Air Cazz One”. La stessa Etihad che ha acquistato il 49% di Alitalia per 387 milioni di euro. Evidentemente era talmente grosso il debito con la compagnia emiratina per aver salvato Alitalia dalla catastrofe, che Renzi non ha potuto fare a meno di ricambiare quel favorone. Attività, quella dello scambio di favori, per la quale il premier è particolarmente dotato. Specialmente se riesce a farlo a spese degli italiani. A tutto questo bisogna poi aggiungere, naturalmente, i costi di manutenzione, ordinaria e straordinaria. Inoltre, far volare il jumbo jet che piace tanto a Renzi, costa tra i 20 e i 25mila euro di costi operativi per ogni ora di volo, di cui circa 14mila di solo carburante.

Perlopiù Palazzo Chigi ha richiesto sull’Airbus A340-500 ogni tipo di comfort: ci sarà una sala riunioni, la zona relax per i passeggeri di rango e persino un’infermeria. Trattandosi della versione executive, con meno posti e più serbatoi ausiliari, ora il presidente del Consiglio potrà effettuare i suoi amatissimi viaggi di Stato a lunga percorrenza (oltre le 12 ore) senza dover far più quei fastidiosissimi scali tecnici per il rifornimento, spingendosi fino a 18.500 chilometri (cosa che era impossibile fare con il vecchio A319). Ma dove vorrà mai andare Renzi con tutti quei chilometri a disposizione?

Eppure lui prova persino a giustificare la spesa. E’ stato un affarone, ha fatto capire il premier nelle scorse settimane, aggiungendo: “C’è pure il wi-fi”. E gli italiani per questo dettaglio tirano un sospiro di sollievo. In verità il nuovo aereo presidenziale, si tratta di un aereo usato, acquistato da Etihad nel 2006, con 54mila ore di volo alle spalle ma, malgrado questo, con costi di gestione enormi. Sarà la disastrata Alitalia ad occuparsi della sicurezza e della manutenzione. Ufficialmente verrà usato per gli spostamenti ufficiali non solo del presidente del Consiglio ma anche delle altre autorità istituzionali, come il capo dello Stato. Sergio Mattarella, che fa fatica anche ad andare a casa sua a Palermo, è già tutto un fremito. Nei registri ufficiali sono stati cambiati i certificati dell’aereo con l’indicazione “Destinato al trasporto vip per conto del governo italiano”. Trasformare un aereo passeggeri lungo 63 metri, con un’apertura alare di 60, e un’altezza di 17 metri (che può ospitare oltre 300 passeggeri) in un velivolo per trasporto vip ha richiesto una montagna di soldi. Pagati dallo Stato. Di questo le aziende che falliscono anche per colpa dei 70 milioni di euro di debiti della Pubblica amministrazione nei loro confronti, che Renzi aveva promesso di pagare, ne sono eternamente grate.

Enrico Letta, quello che doveva stare sereno, aveva proposto di vendere i tre degli aerei nella flotta di Palazzo Chigi e usare il ricavato (circa 50 milioni) per la squadra anti-incendio della Protezione Civile. Operazione finita nel nulla: l’A319 e i due Falcon sono rimasti al loro posto e, anzi, verranno usati anche quelli da Renzi per le tratte più brevi. Pacco, doppiopacco e contropaccotto.

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