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Eredità: quanto spetta al coniuge

Eredità: quanto spetta al coniuge

Successione per legge e successione necessaria: quanto va al coniuge (marito o moglie) in caso in cui non vi sia un testamento o nel caso in cui il testamento abbia leso le quote dei legittimari.

La divisione dell’eredità genera sempre profonde lacerazioni all’interno delle famiglie, nonostante le regole siano semplici e chiare. In questa breve scheda illustreremo quanto spetta al coniuge, sia esso marito o moglie, in caso di decesso dell’altro coniuge.

Abbiamo distinto la scheda in due sezioni:

– nella prima sezione ci occuperemo di quanto spetta al coniuge nel caso in cui il soggetto deceduto non abbia fatto il testamento. In tal caso, infatti, scatta quella che si chiama successione per legge; il codice civile, in pratica, stabilisce le quote che spettano a ciascun erede, così evitando qualsiasi tipo di contesa.

– nella seconda sezione, invece, ci occuperemo di quanto spetta al coniuge qualora il testamento sia presente, ma il defunto abbia operato delle disparità, per esempio nominando erede universale un solo soggetto a discapito di altri eredi che, invece, per legge hanno sempre diritto a un minimo di quota. Sono i cosiddetti legittimari. Con riferimento a questo caso, si parla quindi di successione necessaria.

Per sapere, invece, quanto spetta al figlio in caso di decesso del genitore (padre o madre), rinviamo all’altra scheda: “Eredità: quanto spetta al figlio”.

SUCCESSIONE PER LEGGE

Qualora il soggetto deceduto non abbia lasciato un testamento o il testamento sia stato annullato, è la legge ad individuare quali parenti ereditano, e in quale misura.

Vediamo qui di seguito tutti i casi che potrebbero vedere interessato il coniuge vivente.

Quanto spetta al coniuge se non ci sono figli?

Se non ci sono figli (o i figli non sono viventi), il coniuge del defunto diventa erede universale, ossia acquista l’intera eredità.

Quanto spetta al coniuge se ci sono figli?

Nel caso in cui, insieme al coniuge, sia presente anche un solo figlio unico (anche se vivono fratelli o genitori del defunto), al coniuge spetta la metà dell’eredità oltre al diritto di abitazione nella casa coniugale; al figlio spetta l’altra metà dell’eredità.

Nel caso, in cui, insieme al coniuge, siano presenti due o più figli (anche se vivono fratelli o genitori del defunto), al coniuge spetta un terzo dell’eredità oltre al diritto di abitazione nella casa coniugale; ai figli spettano i residui due terzi divisi in parti uguali.

Quanto spetta al coniuge se ci sono i genitori del defunto?

Nel caso in cui siano ancora in vita il/i genitore/i (gli ascendenti) del defunto (sempre che non siano presenti né figli, né fratelli del defunto), al coniuge vanno i due terzi dell’eredità oltre al diritto di abitazione; ai genitori, invece, va un terzo dell’eredità diviso in parti uguali.

Nel caso in cui siano ancora in vita il/i genitore/i del defunto più uno o più fratelli (sempre che non siano presenti i figli), i due terzi dell’eredità oltre al diritto di abitazione spetta al coniuge; agli ascendenti e ai fratelli spetta un terzo (di cui la metà va all’ascendente e l’altra metà divista tra i fratelli).

Quanto spetta al coniuge se ci sono i fratelli del defunto?

Nel caso in cui sia ancora in vita il coniuge e uno o più fratelli del defunto (in assenza di figli e ascendenti del defunto), i due terzi dell’eredità più il diritto di abitazione va al coniuge, mentre il residuo terzo va in parti uguali ai fratelli.

Nel caso in cui oltre al/ai fratello/i sia presente anche il/i genitore/i del defunto (in assenza dei figli), al coniuge spettano i due terzi dell’eredità oltre al diritto di abitazione; agli ascendenti e ai fratelli spetta un terzo (di cui la metà va all’ascendente e l’altra metà divista tra i fratelli).

SUCCESSIONE NECESSARIA

In caso di apertura di successione, la legge accorda particolare tutela ai parenti più prossimi al defunto: sono i cosiddetti legittimari. In pratica, ad essi spetta comunque una quota di eredità a prescindere da quando scritto e disposto nel testamento o da eventuali atti di donazione compiuti dal defunto in corso di vita.

I legittimari sono il coniuge, i figli, gli ascendenti.

Questi parenti ereditano necessariamente una parte del patrimonio, a prescindere da ciò che il defunto ha disposto (cosiddetta “successione necessaria“).

Quanto spetta al coniuge se non ci sono figli?

In assenza di figli e senza genitori del defunto, al solo coniuge spetta sempre la metà dell’eredità oltre al diritto di abitazione. L’altra metà è invece liberamente disponibile per testamento.

Quanto spetta al coniuge se ci sono figli?

Se c’è un solo figlio (anche se ci sono i genitori del defunto), al coniuge spetta un terzo dell’eredità più il diritto di abitazione; al figlio unico spetta un altro terzo dell’eredità. Il terzo residuo è invece la quota liberamente disponibile per testamento.

Se ci sono due o più figli, al coniuge spetta un quarto dell’eredità più il diritto di abitazione; ai figli spetta invece un mezzo dell’eredità in parti uguali. Il residuo dell’eredità, pari a un quarto, è invece la quota liberamente disponibile per testamento.

Quanto spetta al coniuge se ci sono i genitori del defunto?

Se uno o entrambi i genitori del defunto sono ancora in vita (purché il defunto non abbia lasciato figli), un mezzo dell’eredità spetta al coniuge oltre al diritto di abitazione; un quarto dell’eredità spetta al/ai genitore/i. Il residuo dell’eredità, pari a un quarto, è invece la quota liberamente disponibile per testamento.

 



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