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Faraone: “Finalmente avremo un bilancio vero con entrate certe” !

Faraone: “Finalmente avremo un bilancio vero con entrate certe” !

Il taglio delle liquidazioni di tutti i regionali, con il calcolo dell’assegno non più sull’ultimo stipendio ma su quello dei cinque anni precedenti al pensionamento. Ecco la novità inserita all’ultimo momento nella bozza di Finanziaria che domani la giunta dovrà approvare. In cambio di una modifica alla norma taglia-salario dei dirigenti che guidano uffici con poco carico di lavoro, ecco l’inserimento di un articolo che punta a ridurre le spese per le liquidazioni ma anche certi meccanismi dal sapore clientelare, con dirigenti promossi a capo dipartimento a pochi mesi dalla pensione oppure funzionari promossi negli uffici di gabinetto sempre a un passo dall’uscita dal ruolo.

Ma questa non è l’unica novità rispetto alla bozza iniziale di una Finanziaria che da Roma vogliono il più possibile nella direzione di un’inversione di tendenza sulle spese pazze e i privilegi nell’Isola. In caso contrario rischiano di saltare i 900 milioni di euro di maggiori trasferimenti alla Sicilia previsti nella legge di Stabilità nazionale. Nel testo che domani approda in giunta la norma che prevede il taglio del salario accessorio per tutti i dirigenti di uffici con meno di 16 dipendenti verrà modificata. Il risparmio sul fondo del salario accessorio sarà sempre di cinque milioni di euro, ma il compito di tagliare gli emolumenti ai burocrati “inutili” sarà demandato ai dirigenti generali in base al piano di riduzione degli uffici. Nella norma viene specificato che “dall’entrata in vigore della presente legge cessano di avere efficacia le disposizioni del contratto collettivo di lavoro della dirigenza che prevedono che tutti i dirigenti del ruolo unico hanno diritto a un incarico”. In sintesi, il dirigente che rimarrà senza incarico subirà il taglio di tutto il salario accessorio.

Un’altra norma cambiata rispetto alla prima bozza è quella sul Consorzio autostrade. Qui sono stati gli assessori a chiedere una riscrittura al governatore Rosario Crocetta, sospettando che dietro la trasformazione del Consorzio in società di capitali si nascondesse il tentativo di assumere un’ottantina di precari in deroga al blocco previsto per tutti gli enti regionali. Nella riformulazione della norma, il Cas potrà assumere personale ma solo attingendo all’albo dei dipendenti delle società regionali. Riscritto, ma solo in parte, l’articolo sull’ufficio stampa che riguarderà comunque cinque pubblicisti “di comprovata esperienza nel mondo della comunicazione”: i maggiori oneri, pari a 350 mila euro, saranno ricavati dal taglio del salario accessorio per i componenti degli uffici di gabinetto. Sul fronte degli aiuti ai poveri e ai disoccupati tornano i cantieri di lavoro, finanziati con 30 milioni del Piano di azione e coesione, e saranno previsti incentivi ai Comuni che assumono precari storici.

Confermata l’istituzione di due nuove tasse: la prima sull’inquinamento acustico degli aerei, già applicata da altre Regioni come Lazio e Sardegna, la seconda è invece l’ecotassa che pagheranno i Comuni che non fanno almeno il 65 per cento di differenziata. Nel testo sono state confermate le norme sul taglio del salario accessorio dei sindacalisti in distacco, che oggi lo ricevono al cento per cento, e sulla riduzione delle indennità di sindaci, assessori e consiglieri comunali.
Norme considerate fondamentali da Palazzo Chigi e sostenute dai renziani di Sicilia, a partire dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone: “Finalmente avremo un bilancio vero con entrate certe  –  dice il proconsole del premier  –  e finalmente, grazie al rapporto con il governo nazionale, sta accadendo un fatto storico. Con l’assessore Alessandro Baccei nel passato bilancio abbiamo eliminato tutti i residui attivi e entrate fasulle che negli anni erano state inserite. È stata fatta un’operazione verità e allo Stato abbiamo chiesto una mano per coprire in maniera strutturale il buco di un miliardo e 400 milioni di euro”.



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