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Finanziaria che bacchetta i Forestali e premia i PIP “ricchi”

Finanziaria che bacchetta i Forestali e premia i PIP “ricchi”

La legge di stabilità all’esame della commissione fa insorgere i sindacati degli operai antincendio: “il settore non si riforma con i tagli”. Per i pip il reddito familiare è richiesto solo se sfora i limiti quello personale


 

Una finanziaria a corrente alternata, quella in approvazione in commissione Ars, da un lato bacchetta i forestali bloccando il turnover, dall’altro premia i pip di famiglie “ricche” annacquando i limiti di reddito necessari per restare nel bacino di questo tipo di lavoratori pagati dalle casse regionali. Passa in commissione Bilancio, dove è in corso l’esame della legge di stabilità, il “congelamento” del turn over per i forestali del servizio antincendio e i sindacati insorgono. Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali chiedono al governo e all’Ars “che nesso logico ci sia tra blocco del turnover e riforma del settore forestale”.

L’articolo della finanziaria, infatti, prevede che il blocco continui fino al varo della riforma di tutto il comparto. Una riforma che era già prevista nella scorsa legge di stabilità e che l’assessore all’Economia Alessandro Baccei vuole accelerare. In questo i sindacati lanciano le loro proposte. “Se veramente si vuole riformare il settore – sostengono i segretari dei tre sindacati Tripi, Colonna e Marino – bisogna puntare alla creazione dei boschi, alla salvaguardia dell’ambiente e alla sicurezza del territorio, alla produttività e redditività di tutto il sistema e a un percorso per professionalizzare e stabilizzare la categoria”. I rappresentanti dei forestali sottolineano che se ci sono idee e progetti del governo che vanno verso questa direzione non si sottrarranno al confronto. “Ma se, come da queste premesse, la riforma sarà fatta solo di tagli – concludono – Flai, Fai e Uila procederanno alla mobilitazione dei lavoratori”.

A chi aveva parlato di uno scontro con l’assessore all’agricoltura, Antonello Cracolici, Baccei ribatte: “Capisco la necessità di sintetizzare e semplificare, ma non è vero il messaggio che sta passando e che racconta un assessore ‘cattivo’ contro una categoria, mentre gli altri sono ‘buoni’ e difendono i lavoratori”. Afferma l’assessore all’Economia in una nota. “La realtà più complessa e seria – aggiunge – è che c’è un governo, e segnatamente l’assessore all’Economia, che in maniera  responsabile ha posto il tema della necessità di riformare il comparto dei forestali, se si vuole continuare a garantire un futuro alla categoria e soprattutto ad un rilevante ambito produttivo che deve riguardare l’utilizzo delle biomasse, la manutenzione del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico e molto altro”. “Dentro questa ottica – prosegue Baccei – d’intesa con l’assessore all’Agricoltura, in sede di governo si è concordato di procedere rapidamente ad una riforma che sposti i termini della questione dal ‘semplice svolgimento delle giornate’ alle attività realmente produttive da avviare e garantire. In questo senso è stata proposta dall’assessore al ramo, con la condivisione del sottoscritto, la norma che consente di fotografare l’effettiva consistenza del bacino ed avviare così la riforma”. Anche Cracolici minimizza: “Solo normali confronti, certo ho chiarito a Baccei che un assessore non può dare compiti a casa a un altro – commenta l’assessore all’Agricoltura – in ogni caso la riforma del comparto è quasi pronta e mi auguro possa diventare legge entro l’estate”.

Critici il capogruppo del Pds-Mpa all’Ars Roberto Di Mauro e il deputato Giovanni Greco: “Come volevasi dimostrare – scrivono in una nota – il Pd ha approvato il blocco del turnover dei lavoratori forestali per consentire all’assessore Baccei di portare l’ambito trofeo a Roma. Volevamo, pero’, ricordare che non si gioca con il futuro dei lavoratori in un modo cosi’ spudorato. Chiediamo con urgenza il ritiro dell’articolo in Finanziaria in quanto privo di nesso logico e mirato a colpire la categoria. Se veramente si vogliono trovare i fondi necessari, che il governo punti il dito sulle partecipate in liquidazione, veri e propri carrozzoni. Certamente otterrebbe maggiori risultati, con minori danni per la Sicilia e i siciliani”.

Per i pip, invece, è arrivata l’approvazione di un emendamento parlamentare trasversale che chiarisce ancor meglio la norma sui livelli di reddito che provocano la fuoriscita dal bacino e la rendono per la verità quasi impossibile. Secondo la nuova stesura se il pip non supera i 20 mila euro di reddito personale secondo il modello Isee non si andrà a controllare il reddito familiare (che non deve superare i 40 mila euro). Ciò significa che un pip “povero” ma magari sposato a un milionaria rimarrà ugualmente fra i pip. Per i sindacati è addirittura solo una prima vittoria. “Questo è soltanto il primo passo della battaglia che la Uiltucs sta perorando – spiega Marianna Flauto – in difesa di questo importante bacino, che opera in diversi enti regionali, tra cui ospedali, tribunali, assessorati, e impiegato nelle più svariate attività di interesse collettivo. Nei prossimi giorni, dopo avere già registrato la disponibilità dell’assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, ad essere ascoltati, la Uiltucs proporrà una serie di interventi che riguardano importanti istituti, ed in particolare la tutela della maternità, il diritto all’assistenza dei disabili, il diritto ai permessi, istituti che si ritengono legittimi e che fino ad ora hanno visto questo bacino discriminato rispetto alle tutele riconosciute dalla legge. La segretaria generale Uiltucs Sicilia Marianna Flauto esprime la propria soddisfazione per il piccolo traguardo raggiunto e per l’attenzione che è stata posta da parte della Commissione e dall’assessore al Lavoro a questa problematica”.repubblicapalermo



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