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I forestali non vogliono diventare carabinieri, protesta a Roma !

I forestali non vogliono diventare carabinieri, protesta a Roma !

Sono destinati a sparire così come li abbiamo conosciuti fino a questo momento: i forestali diventeranno carabinieri.


 

L’accorpamento è previsto dal decreto legislativo della riforma Madia che, se non andrà in discussione domani in consiglio dei ministri, entrerà quasi certamente nella riunione successiva. E la protesta si farà sentire subito, proprio domani, davanti a palazzo Chigi: per tutto il giorno, dalle 9 alle 19, con una sosta dalle 13 alle 16, si svolgerà un sit dei forestali alla vigilia di una fusione storica con l’Arma. Tutti i sindacati riuniti, contro un governo che di fronte a innumerevoli richieste non ha mai accettato il dialogo, sostengono i rappresentanti di categoria.

Per il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, dall’unione forestali-carabinieri potrà nascere “un polo di eccellenza unico” nel settore ambientale. Un nucleo militare che “per vastità della missione e potenzialità” sarà “capace di proporsi come modello internazionale in un futuro in cui l’ambiente dovrà sempre più essere al centro dell’attenzione del mondo”.

Le parole d’ordine sono razionalizzazione e risparmio, e in quest’ottica il corpo di polizia composto da circa 7500 effettivi, nato nel 1822 e diventato Corpo Reale delle foreste dopo l’Unità d’Italia, sparirà e sarà inglobato nei carabinieri. La sorte dei forestali sarà insomma simile a quella capitata ai loro nonni, quando Benito Mussolini istituì, al posto del Corpo reale, la Milizia Nazionale Forestale. Nel 1948 l’istituzione prese il nome attuale di Corpo Forestale dello Stato. Ora torna al natura militare.

Una decisione totalmente dall’alto, lamentano i sindacati: “Prendiamo atto che il presidente Renzi, nonostante le sollecitazioni politiche e tecniche, ha annunciato l’intenzione di proporre al Consiglio dei Ministri, convocato per il 15 gennaio, nell’ambito del provvedimento di riforma della Pa, l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato da parte dell’Arma dei Carabinieri”, scrivono i sindacalisti Marco Moroni (Sapaf), Danilo Scipio (Ugl-Cfs), Andrea Laganà (Snf), Pompeo Mannone (Fns-Cisl), Francesca Fabrizi (Cgil-Cfs) e Maurizio Cattoi (Dirfor). Tutti in piazza quindi domani, dopo che anche l’ultima richiesta di incontro è rimasta inevasa.

Non bastano le rassicurazioni del generale Del Sette: i forestali, ha garantito il numero uno dell’Arma in questi giorni, continueranno “a fare il lavoro svolto finora, mantenendo ogni professionalità e aspettativa col nuovo stato militare. Così stravolgono la vita di migliaia di persone”.

La decisione suscita preoccupazione soprattutto perché mai discussa. “Se abbiamo fatto un concorso per lavorare in una forza civile e abbiamo scelto un lavoro di polizia civile – dice Marco Moroni, segretario generale del sindacato Sapaf – non possiamo diventare una forza militare”. E’ un cambiamento di vocazione. Secondo i sindacati, poi, l’accorpamento non porterà alcun risparmio. Prima di tutto si dovranno probabilmente “cambiare tutte le divise”. Saranno inoltre necessari con buone probabilità corsi di aggiornamento, i “corsi per acquisire la militarità”, spiega ancora Moroni. E alcune regole interne, da trasferimenti a permessi, saranno tutti modificati, spiega il rappresentante sindacale: dal taglio di capelli all’atteggiamento in pubblico, ad alcune norme che possono “stravolgere intere famiglie”, come la non compatibilità territoriale con un coniuge che eserciti per esempio un’attività commerciale. Cambiamenti peggiorativi ci saranno anche per i cittadini: “La nostra attività non sarà più preventiva, ma diventerà repressiva”.

Si fa notare, poi, che se proprio era necessario un accorpamento, sarebbe stato più sensato attuarlo con la polizia, mantenendo la natura civile dei forestali, “che sarebbero stati aggiunti a una delle specializzazioni della polizia, dove già ci sono per esempio la ferroviaria e la stradale”.

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