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Il ballo della Finanziaria, chi vince e chi perde…..

Il ballo della Finanziaria, chi vince e chi perde…..

Supergoverno o stanza di compensazione? Do ut des, o aggiustamento di errori governativi? La Commissione bilancio dell’Assemblea regionale siciliana è da sempre il luogo del conflitto e del pattegiamento. Qualunque sia l’idea che si abbia della Commissione bilancio, suk o “tavola” dei saggi, l’attività legislativa che si svolge in queste ore in questo organo, una specie di area vasta del Parlamento, le sue decisioni condizioneranno in modo significativo i lavori dell’Aula.

Se un provvedimento “passa” in Commissione bilancio, nove volte su dieci passa anche in Assemblea. La qualcosa significa che l’esecutivo, qualunque esecutivo, deve fare i conti con la Commissione. Ciò che accade è che si sono rotti gli argini: non esiste un perimetro che permetta di riconoscere deputati che sostengono il governo e gli altri.

Ad eccezione della rappresentanza pentastellata, il confronto si svolge senza steccati: il governo prova a difendere le loro proposte e cercare punti di convergenza con chiunque abbia qualcosa da eccepire, dentro e fuori la maggioranza.

Dentro la discussione sui 65 articoli della finanziaria, c’è un provvedimento attorno al quale si concentra l’interesse dei deputati e dell’esecutivo: il Patto per la Sicilia, grazie al quale il governo nazionale destina un miliardo e duecento milioni all’Isola per realizzare opere pubbliche. Il “Patto” è stato bocciato in Commissione ed ora fa gli esami di riparazione. I deputati che hanno fatto l’impresa, la bocciatura, sono convinti che ancora in seconda istanza il governo dovrà tenere conto delle loro richieste. C’è chi ricorda il metodo seguito cinque anni fa, quando c’era da spendere i Fondi Fas, poi “stornati” altrove da Tremonti: ogni deputato segnalava la “sua”opera pubblica ed era accontentato. Altri tempi.

Chi ha guardato dentro le carte, giura che Termini Imerese e Gela, oggetto di critiche per l’occhio particolare loro riservato, si troverebbero in un elenco aggiuntivo, che potrà essere preso in considerazione solo si effettueranno modifiche nella lista principale che contiene le opere prioritarie.Gela e Termini Imerese, insomma, si sono conquistate uno “strapuntino”.

E’ prevedibile che finisca Roma con decidere che cosa provare e che cosa invece lasciare fuori. Gela e Termini, comunque sono “dentro” il pacchetto. Se non ci fossero, non potrebbero essere oggetto di valutazione da parte del governo nazionale.

Ma sono i tagli il problema. Dove tagliare e fino a che punto? E’ stato detto chiaramente, e l’assessore Baccei l’ha ribadito, che Roma apre la borsa se la Sicilia fa i compiti a casa. I soldi arrivano con il sistema delle tutele crescenti, a stati di avanzamento ed a seconda delle buone pratiche. Occorre fare sul serio. Una rivoluzione culturale. E non solo per l’anno in corso, anche per il futuro.

L’incaglio, quindi, è tutto qui. Governo e Parlamento possono “vincere”, solo “indietreggiando”, come i campioni di pugilato. Uno stress-test per la Commissione bilancio dell’Ars.siciliainformazione



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