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Inserire anche il Corpo Forestale nel sistema del numero unico europeo, il 112 !

Inserire anche il Corpo Forestale nel sistema del numero unico europeo, il 112 !

Siamo in attesa, da parte delle autorità nazionali di Protezione civile, di inserire anche il Corpo forestale nel sistema del numero unico europeo, il 112, cosa che dovrebbe realizzarsi in tempi brevi e che consentirà un coordinamento ancor maggiore tra gli enti preposti all’emergenza”. Lo ha detto il presidente della Regione Valle d’Aosta, Antonio Fosson, intervenendo alla cerimonia per il 51/o anniversario del Corpo forestale valdostano al castello Gamba di Chatillon.
“Il Corpo forestale – ha aggiunto – si distingue per la sua vasta multidisciplinarità, dall’antincendio boschivo al monitoraggio e al controllo della fauna selvatica, della selvicoltura, della vigilanza ambientale. Tutto questo richiede professionalità diversificate e versatili, preparazione e competenza, capacità di gestire situazioni di crisi.
Caratteristiche che fanno delle donne e degli uomini del Corpo forestale un’indubbia risorsa, un’eccellenza che ci rende orgogliosi”.

Chatrian, fondamentale ruolo sentinelle territorio – “Il ruolo di sentinelle del territorio è fondamentale e sarà per noi un dovere continuare a garantirvi mezzi, attrezzature e personale per svolgere al meglio le vostre funzioni, anche attraverso la presenza capillare, attraverso le 14 stazioni, su tutto il territorio regionale”. Così l’assessore regionale Albert Chatrian si è rivolto ai componenti del Corpo Forestale valdostano in occasione del 51/o anniversario di fondazione.
“E’ importante che le istituzioni – ha aggiunto – facciano la loro parte anche potenziando le professioni che sono un valore aggiunto per il territorio, dando nuove prospettive occupazionali per i giovani e potenziando anche la sensibilità per il bene pubblico e la coscienza ambientale. Quella stessa coscienza ambientale che sembra essere in crescita a livello mondiale, e che nel nostra piccola realtà si è recentemente manifestata in modo concreto attraverso la richiesta di ampliare i confini del Parco naturale del Mont Avic. Io lo leggo come un segnale di un risveglio delle coscienze, forse anche dovuto alle preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici, forse alle manifestazioni organizzate dai giovani su migliaia di piazze”.



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