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intervento dei soldati italiani in Libia, aerei AMX a Trapani da alcuni giorni !

intervento dei soldati italiani in Libia, aerei AMX a Trapani da alcuni giorni !

Gli AMX, aerei militari di ricognizione, provenienti dalla base di Treviso, sono a Trapani di alcuni giorni. E sono in corso i preparativi per l’intervento dei soldati italiani in Libia, con un ruolo molto impegnativo di coordinamento della missione di “stabilizzazione” del Paese.

I tempi stringono, perché l’Isis – arretrando dalle sue posizione in Iraq e Siria cerca di stabilire proprio in Libia una testa di ponte, avvicinandosi così pericolosamente all’Europa. Stanno per partire 130 “addestratori” con mezzi ed elicotteri, per la Siria. Quattrocentocinquanta soldati italiani fra due mesi circa, in primavera, dovranno attestarsi attorno Mosul, dove una impresa italiana – la cesenate Trevi – si è aggiudicata l’appalto per la ristrutturazione della diga, ubicata nel nord dell’Iraq, distante alcune decine di chilometri dall’area conquistata dall’Isis (il contratto vale circa 200 milioni di dollari).

“La diga di Mosul è una grande sfida”, ha affermato di recente a Roma il segretario di Stato Usa John Kerry. Gli Stati Uniti avevano ribadito nei giorni scorsi l’urgenza di avviare lavori di restauro per evitare una “catastrofe”, evocata dai rappresentanti di Washington e di Baghdad sin dal 2007.

La stabilizzazione della Libia, grande snodo del traffico di migranti e paese produttore di petrolio e gas fra i più importanti del pianeta, la Diga di Mosul, l’intervento umanitario in Siria, sono le motivazioni ufficiale del grande impegno militare italiano, ma è il terrorismo dell’Isis che si intende combattere e “contenere”, essendo arrivato ormai alle portate dell’Europa. Siamo in guerra, anche se la parola non piace a nessuno, e la guerra, asimmetrica e “atopica”, non ha nulla a che vedere con i conflitti del passato.

Alla vigilia delle missioni militari si mantiene il profilo basso per non suscitare attenzioni. Una delle frontiere europee più esposte, tra l’altro, è la Sicilia. Le basi militari dell’Isola, inevitabilmente, avranno un ruolo centrale nella strategia del conflitto, come dimostra il dislocamento degli AMX a Trapani, e le attenzioni, sempre più importanti, che gli Stati Uniti hanno per Sigonella.

Il sistema radar satellitare di Niscemi, inoltre, potrebbe tornare al centro delle intese fra il governo italiano e quello statunitense. Il Muos di Niscemi “completa” il sistema di difesa e vigilanza realizzato dagli americani. È probabile che di vogliano utilizzare in vista dell’impegni militare della coalizione internazionale, a guida italiana, in Libia, anche i grandi occhi della sughereta. Il Muos non è più un problema, questa la sensazione, da affidare ai tribunali amministrativi ed alle Procure, le cui competenze, tuttavia, sono ineludibili.

Nei prossimi giorni, dunque, il problema dovrebbe essere affrontato in più sedi, al fine di assumere una decisione, definitiva.



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