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Irregolarità nella Formnazione,La commissione Ue taglia 360 milioni alla Sicilia !

Irregolarità nella Formnazione,La commissione Ue taglia 360 milioni alla Sicilia !
La lettera dei funzionari di Bruxelles denuncia mancati controlli, consulenti privi di qualifiche, selezione errata dei docenti e progetti non ammissibili come il caso Ciapi. Non rimborsate spese del Fondo sociale 2000-2006. Il governo Crocetta annuncia ricorso

 

La lettera è arrivata il 17 dicembre sul tavolo dell’ambasciatore dell’Italia a Bruxelles. Mittente la commissione Ue.Oggetto: “Riduzione del contributo del Fondo sociale europeo per il programma 2000-2006”. E la cifra è enorme: 367 milioni di euro spesi in gran parte per la formazione professionale degli anni d’oro che serviva a pochi, gli enti e i politici come dimostrato da diverse indagini e processi in corso, e non certo all’occupazione.  Le motivazioni che secondo la lettera firmata dal commissario Marianne Thyssen hanno portato alla decisione della commissione di non rimborsare alla Sicilia questa spesa, già anticipata tutta con fondi regionali, sono diverse. Le irregolarità messe nero su bianco riguardano in particolare: “Operazioni non ammissibili, progetti cioè presentati dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione, progetti non ammissibili alle misure per le quali erano state dichiarati, dichiarazioni a posteriori di progetti  non conformi ai criteri Fse – scrivono dalla Ue –  spese non ammissibili, relative cioè al personale non correlate al tempo effettivamente impiegato per i progetti, errata ripartizione dei costi, consulenti esterni prive delle qualifiche richieste, giustificativi di spesa insufficienti, spese non attinenti ai progetti, spese contabilizzate in modo inappropriato. E, ancora, mancato rispetto delle condizioni relative alle sovvenzioni, esecuzione delel attività non conforme alle descrizioni dei progetti e violazione delle procedure di appalto e di quelle per la selezione di docenti, esperti e fornitori”.

Da Bruxelles citano anche il caso Ciapi, con le indagini della Guardia di finanza  e dell’Olaf, l’organismo di controllo dell’Ue, su 15 milioni di progetti per i disoccupati che sono serviti invece a finanziare pubblicità, consulenti e acquisti di gadget inutili. Dalla Ue denunciano inoltre “gravi carenze nei sistemi di gestione e di controllo del programma operativo”.  A nulla sono servite le lettere di chiarimenti inviate nel corso degli anni dalla Regione: “La commissione mantiene la propria posizione secondo cui il programma operativo è affetto da irregolarità sistemiche che richiedono una rettifica finanziaria al fine di ridurre il rischio finanziario per il bilancio dell’Unione europea. Di conseguenza la commissione ritiene che all’intervento in questione debba applicarsi una rettifica finanziaria pari al 32,6 per cento, per un valore di ben 367 milioni di euro.

Una decisione che potrebbe creare problemi di bilancio: queste somme, utilizzate di fatto per finanziare i vecchi Prof, i corsi di formazione, sono state anticipate dalla Regione che, quindi, ha inserito questa posta tra i residui attivi. Cioè tra le entrate. Nella scorsa Finanziaria in parte questa posta è stata cancellata. Di certo c’è che la Sicilia ha perso 368 milioni di euro di fondi Ue che servivano per miglioare l’occupazione nella terrà con il record di disoccupati in Europa. Mercoledì scorso la giunta Crocetta ha approvato una delibera per opporsi a questa decisione in Corte di giustizia euroepa. Ma intanto il taglio è già operativo.

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