full screen background image
Search

La Buona scuola snobba i bambini siciliani. Solo 13 mln !

La Buona scuola snobba i bambini siciliani. Solo 13 mln !

La Buona scuola bis snobba i bambini siciliani. Dei 209 milioni stanziati dal ministero dell’Istruzione per avviare il cosiddetto Sistema integrato di istruzione e formazione da zero a sei anni – asili nido, servizi all’infanzia e scuole materne – nell’Isola arrivano le briciole: appena 13 milioni. Che potranno incidere poco in un territorio come quello isolano dove le infrastrutture per la prima infanzia sono carenti, se non assenti del tutto. Laddove invece le strutture sono già presenti arrivano più denari lasciando indietro quei territori, come la Sicilia, che avrebbero bisogno di maggiori risorse per colmare il gap con le altre regioni. E per il momento i bambini siciliani dovranno accontentarsi di quello che passa il convento: una quota di finanziamenti ben al di sotto dei loro coetanei che vivono nelle regioni dell’Italia centrale e settentrionale.

Eppure lo spirito della norma sembra diverso. Tra gli obiettivi strategici del decreto legislativo dello scorso 13 aprile, che lancia la riforma del settore voluta dalla senatrice del Partito democratico Francesca Puglisi, c’è “il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale”.

Secondo l’ultimo dossier di Cittadinanzattiva sui nidi comunali, in Sicilia riescono a fruire del servizio a loro dedicato meno di 6 piccoli da zero a due anni di età. A livello nazionale si sfiora il 12 per cento con l’Emilia Romagna che si attesta a quota 25 per cento e la Toscana sul 20 per cento. Ma il grosso dei finanziamenti prende la strada delle regioni padane, i cui bambini (un milione e 655mila in totale) riceveranno un finanziamento di 66 euro a testa. Contro i 42 euro dei piccoli siciliani. Fondi che, spiegano da viale Trastevere, serviranno a finanziare “interventi in materia di edilizia scolastica, sia con nuove costruzioni che con azioni di ristrutturazione, restauro, riqualificazione, messa in sicurezza e risparmio energetico di stabili di proprietà delle amministrazioni locali”.

Le risorse “sosterranno anche parte delle spese di gestione per l’istruzione 0-6 anni, con lo scopo di incrementare i servizi offerti alle famiglie nonché di ridurre i costi che devono sostenere”. “Ogni anno, in Sicilia, registriamo l’impossibilità delle famiglie di accedere ai nidi e alle scuole materne perché il dissesto dei comuni non consente l’attivazione di servizi per l’infanzia, mensa e trasporto, impedendo di fatto la fruizione di diritti per una fascia d’età totalmente ignorata”, sbotta Grazia Maria Pistorino, leader della Flc Cgil regionale. “Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia, con 36milioni in totale, ricevono per i servizi da zero a sei anni meno dei 40 milioni della Lombardia. Cifre che – conclude Pistorino – produrranno ulteriori iniquità nella possibilità di accesso ai medesimi diritti nel nord e nel Sud del paese. Con attribuzioni che non potranno che incrementare un divario tanto più grave perché riguarda i nostri.

repubblica



Per contattarci cliccate sulla busta sopra. Saremo lieti di rispondervi :)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *