full screen background image
Search

La cena di Arcore tra Berlusconi e Salvini va ‘di traverso’ ai 5 Stelle

La cena di Arcore tra Berlusconi e Salvini va ‘di traverso’ ai 5 Stelle

Sebbene il leader del M5S e vicepremier Luigi Di Maio abbia negato l’esistenza di malumori per  l’incontro andato in scena ieri sera a Villa San Martino tra il  presidente di Forza Italia e il segretario leghista, partner di  governo dei grillini, nel gruppo parlamentare pentastellato – così  come tra alcuni esponenti del governo – il fastidio è palpabile. Così  come il duello sulle misure economiche da inserire nella manovra,  oggetto di un braccio di ferro tra i due partner di governo (Tria  permettendo). E tra poco, a palazzo Chigi, inizierà il vertice di  maggioranza, voluto dal premier Giuseppe Conte, proprio sulla legge di bilancio.

I timori M5S riguardano soprattutto le presunte ‘garanzie’ per le  aziende che il Cav avrebbe chiesto al leader leghista nell’ottica di  un accordo per le regionali tra Fi e Lega. Con la paura di veder  sacrificati i cavalli di battaglia grillini sull’altare di un’intesa  tra le due forze di centrodestra che, a detta di diversi portavoce  M5S, non si è mai incrinata, nemmeno dopo la nascita del governo  gialloverde. Ne è sicura la senatrice Paola Nugnes, per la quale il  vertice di Arcore “è la prova provata che l’asse Salvini-Berlusconi  non si è mai davvero spezzato”, dice all’Adnkronos. Alla domanda se  questa intesa possa minare l’alleanza di governo tra M5S e Lega, la  parlamentare campana osserva laconicamente: “Vedo che è un alleanza  che resiste a molte cose”.

A Nugnes fa eco un altro esponente della cosiddetta ala ortodossa  vicina al presidente della Camera Roberto Fico, Giuseppe Brescia: “Noi – spiega all’Adnkronos il presidente della Commissione Affari  Costituzionali di Montecitorio – siamo sempre stati chiari sul nostro  rapporto con Berlusconi: non abbiamo mai voluto parlarci. Gli altri  sono liberi di fare ciò che vogliono, non possiamo mica costringere  tutti a comportarsi come noi. Auspichiamo che il nostro alleato di  governo abbia gli stessi obiettivi che abbiamo noi, ovvero debellare  dalla politica chi l’ha usata per fare i propri affari e non il bene  dei cittadini”.

Per Brescia sull’introduzione di un tetto alla  pubblicità in tv e “sul taglio dei fondi ai giornali non c’è da  trattare, è la nostra posizione da sempre. Il tema dell’eliminazione  del finanziamento all’editoria l’ho curato io in prima persona nella  passata legislatura. Ora Crimi sta portando avanti la linea storica  del M5S, che è contenuta nel contratto di governo”, sottolinea.

Mette le cose in chiaro anche la deputata M5S Doriana Sarli: “Noi  siamo sempre stati distanti da Berlusconi e quindi non temiamo una  ‘berlusconizzazione’ del Movimento. Le nostre posizioni rispetto ai  tagli dei fondi ai giornali non le trattiamo. Auspicando la  correttezza dei nostri contraenti del contratto di governo”.

Secondo la senatrice Elena Fattori il “passaggio di consegne” da  Berlusconi a Salvini alla guida del centrodestra potrebbe comportare  “uno scambio di qualche genere e immagino anche che la tutela delle  aziende di Berlusconi possa essere un buon compromesso”: il “problema  dell’M5S è di ‘leghizzazione’, ovvero di una eccessiva vicinanza alla  Lega”, osserva Fattori con l’Adnkronos, spronando i vertici del  Movimento a un cambio di passo.

“Oltre che annunciarle, dobbiamo vincere le nostre  battaglie – rimarca Fattori-. Reddito di cittadinanza, anticorruzione, conflitto di interessi, riforma della prescrizione. Dobbiamo tutti  impegnarci molto a marcare le differenze e ottenere risultati”.

La manovra economica sarà il primo importante banco di prova per  testare la solidità dell’alleanza di governo tra M5S e Lega. Ma la  strada si preannuncia in salita, a giudicare dalle polemiche delle  ultime ore. Ad esempio, la proposta del sottosegretario leghista  all’Economia Massimo Bitonci di fissare a un milione di euro il tetto  della cosiddetta ‘pace fiscale’ non è piaciuta affatto ai grillini.

Eloquenti le parole di Di Maio in merito: “Il Movimento 5 Stelle – ha  scandito il capo politico M5S – non è disponibile a votare nessun  condono. Se stiamo parlando di pace fiscale, di saldo e stralcio siamo d’accordo, ma se parliamo di condoni non siamo d’accordo”. A sollevare perplessità tra i 5 Stelle sarebbe stata anche la proposta della Lega  di riservare il primo ‘assaggio’ di flat tax alle sole partite Iva  rinviando quella per le persone fisiche. Nodi che il vertice sulla  legge di bilancio in programma oggi a palazzo Chigi è chiamato a  sciogliere.

il vice presidente della Camera, Ettore Rosato, ha dato la sua versione dei fatti su Facebook.”‘Io il via libera per Marcello Foa alla presidenza della Rai te lo do’, è così che Berlusconi ha chiuso la cena ad Arcore con Salvini. È così che i due amici si sono presto ritrovati, anche perché onestamente Forza Italia non è che faccia
opposizione …ogni tanto qualche ‘resistenza’, ma la verità è che è tutta messa in scena”.

“Per questa rinnovata sintonia il conto lo paghiamo noi, con il rischio di avere un presidente della Rai, ”la più grande azienda culturale del paese”, sovranista e filo Putin, un convinto no vax, unuomo che ha più volte insultato Mattarella”.

“E tutto questo perché alla fine a Berlusconi non interessa la Rai, ma Mediaset (e non vuole tetti alla pubblicità come minacciano i 5 stelle), non interessa neanche che cosa fanno al governo, ma si accontenta di qualche strapuntino qua e là. E intanto a Di Maio e pentastellati vari basta stare al governo, anche se ci restano solo
grazie all’alleanza silenziosa con Berlusconi”, conclude il deputato Pd.

(Ant/AdnKronos)



Per contattarci cliccate sulla busta sopra. Saremo lieti di rispondervi :)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *