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La “spending review” incide il doppio al Sud !

La “spending review” incide il doppio al Sud !

Roma. La “spending review” all’italiana colpisce soprattutto il Sud; ha un effetto depressivo sull’economia dell’area e aumenta i divari regionali. Secondo elaborazioni Svimez-Irpet, nel 2015 il taglio della spesa pubblica in percentuale del Pil sarà del 6,2% al Sud, più del doppio del Centro-Nord (-2,9%). Giù anche la spesa in conto capitale: -2,1% contro -0,8% del Centro-Nord, con un effetto depressivo sull’economia meridionale e un ampliamento dei divari regionali. «Sono gli effetti di una “spending review”, poco definita e poco realizzata, che non ha interessato effettivi sprechi, bensì un crollo generalizzato d’investimenti pubblici e d’incentivi alle imprese, mentre servirebbe trasformare gli sprechi in spesa produttiva per i servizi pubblici fortemente carenti, specie nelle aresvantaggiate del Paese», sottolinea lo studio Svimez.
«In discesa anche la quota della spesa pubblica in conto capitale destinata al Mezzogiorno sul totale nazionale: nel settore pubblico allargato (che comprende P. a., ma anche società quali Enel, Eni, Poste italiane, Ferrovie dello Stato, la quota è passata dal 36,5% del 2001 al 30,2% del 2012», continua il rapporto Svimez. «Sono proprio le politiche di spesa delle imprese pubbliche nazionali e locali a penalizzare il Mezzogiorno: nel 2012, le spese d’investimento delle imprese pubbliche nazionali nel Meridione erano pari a 215 euro “pro capite”, contro i 318 del Centro-Nord. Nel caso delle imprese pubbliche locali, lo scarto era ancora più ampio (62 contro 188 euro). L’austerità pesa di più al Sud: nel 2015 9,5% del Pil contro 6% del Centro-Nord», conclude la nota.

lasicilia



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