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La consigliera regionale all’assemblea del Pd: “Ritiratevi tutti” !!

La consigliera regionale all’assemblea del Pd: “Ritiratevi tutti” !!

ALESSANDRO DI MATTEO

«Ritiratevi tutti». Maurizio Martina ha appena finito di parlare in assemblea Pd quando Katia Tarasconi gela la sala dell’albergo dove è riunito il parlamentino democratico per convocare il congresso del partito. La minuta delegata di Piacenza, consigliere regionale in Emilia Romagna, sale sul palco subito dopo il segretario uscente e per tre minuti mena fendenti al vertice del partito senza fare sconti a nessuno, di fronte a una platea che ascolta impassibile. Parte qualche applauso solo dalle ultime file, quelle dove non siedono i ‘big’ ma i delegati meno conosciuti.

Una divisione in due della sala che è resa anche plasticamente visibile da una transenna che separa le prime file dalle retrovie. Scelta che non piace alla Tarasconi, 45 anni, doppia cittadinanza italiana e americana, cresciuta a Long Island e a Manhattan, specializzata in comunicazione e ‘web engineering’: «Siamo il partito che dovrebbe stare in mezzo alla gente e persino qui in assemblea c’è un cordone che divide un pezzo di assemblea – quelli “importanti” – dall’altro pezzo di assemblea, che sta dietro. Eh no, ragazzi! Se siamo il partito della gente, siamo tutti insieme».

Non è la prima volta che la consigliera emiliana sferza i dirigenti Pd. A luglio, citando Steve Jobs, diede dei «folli affamati» ai maggiorenti del partito, «ma non nel senso in cui intendeva Jobs, ma nella peggiore delle accezioni. Folli nel senso di scriteriati». Il video di quella ramanzina, dice ora, «è diventato virale su internet, ma quanti di voi del vertice si sono domandati perché abbia riscosso così tanta empatia!».

Al tavolo della presidenza Orfini, Derio e gli altri fanno finta di non sentire, qualcuno non trattiene una smorfia di fastidio. Ma lei continua, con la voce che un po’ trema per l’emozione. «Lo spazio a Salvini e a 5 stelle lo abbiamo lasciato noi, con le nostre divisioni, correnti e, soprattutto, con la nostra presunzione. Noi che continuiamo a parlare di fuoco amico, mentre il fuoco vero è arrivato dalla gente».

Ce n’è per tutti: «A nessuno là fuori interessa chi sta con o contro Renzi, Franceschini, Marina, Zingaretti, Minniti. Dovremmo con questo congresso cercare per la prima vola di essere una squadra e non un agglomerato di singoli, presuntuosi, arroganti e spesso autoreferenziali». Pewr la Tarasconi si va verso «un congresso vecchio stile dove si ha cura persino di mettere persone provenienti dalla stessa area politica a sostenere diverse mozioni per essere sicuri che, comunque vada, qualcuno sosterrà la vostra ricandidatura». Per questo, chiude, «ritiratevi tutti, ripartiamo dalle idee». Qualcuno, in fondo, applaude. Il resto della sala sta già discutendo le regole del congresso e la data delle primarie.

Video di H24 – montaggio di Pier Francesco Cari

lastampa



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