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Liguria: Alberi della Riviera nel mirino dei parassiti !

Liguria: Alberi della Riviera nel mirino dei parassiti !

Portofino – Prendendo a prestito l’antico adagio «E’ meglio prevenire che curare» il Parco di Portofino ha proposto alla Regione Liguria un progetto per lo studio e la migliore conoscenza dell’artropodofauna locale. Dice il presidente,Francesco Olivari: «Si tratta di uno studio su alcune specie di artropodi, nello specifico grandi insetti e crostacei, indicatori dello stato di salute di alcuni habitat di pregio, in particolare forestali, non conosciuti a fondo».

Lo studio, realizzabile attraverso un finanziamento europeo di 23.500 euro, spiega il direttore,Alberto Girani, «è utile per comprendere la presenza e la diffusione di alcuni predatori e, con loro, le condizioni e la stabilità di diverse tipologie di boschi e querceti che, attualmente, appaiono in lenta ripresa e crescita».

Girani entra nel dettaglio: «Sono formazioni boschive di valore non solo dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma essenziali, nella bassa e media collina, per la stabilizzazione del suolo e interessanti per la presenza di funghi commestibili, primi tra tutti i porcini». L’area di studio del monitoraggio, precisa Olivari, «non è solo limitata al Parco ma si estende ai Sic del Tigullio, interessando l’area della Madonna di Montallegro e la pineta-lecceta delle Grazie.

Attendiamo di fare il punto zero rispetto ad ambienti e a specie genericamente ritenute importanti ma mai studiate a fondo e tantomeno monitorate, collegando lo studio a un’attività più generale e rilevante che la Regione sta sviluppando da anni. L’iniziativa si propone anche di realizzare una carta degli habitat della Liguria, non solo per avere un quadro di riferimento autorevole e moderno ma anche per varare uno strumento in grado di gestire in maniera consapevole il grande patrimonio ambientale regionale, dal quale dipende una parte importante della nostra qualità della vita e settori strategici della nostra economia». Le ragioni che hanno portato l’Ente Parco a scegliere di approfondire attraverso la ricerca, aggiunge, «affondano nel passato recente».2014-03-03_085222



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