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Lombardia: Caccia, Com. Montana: “Fondi Noa alla Forestale”. E’ polemica

Lombardia: Caccia, Com. Montana: “Fondi Noa alla Forestale”. E’ polemica

VALTROMPIA  –

E’ scoppiata la polemica in valle dopo la decisione di pochi giorni fa – su spinta del Comune di Villa Carcina – della Comunità montana che ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiedendo di spostare i fondi destinati ogni anno ai controlli del Nucleo Operativo Antibracconaggio (cioè i Noa) a favore delle guardie forestali.

Dal 2005, come riporta Bresciaoggi, con l’operazione “Pettirosso” vengono puniti ogni anno decine di cacciatori di uccelli e sequestrati archetti e reti illegali. Ed è capitato che tra gli appassionati e le forze del Noa si arrivasse quasi alla rissa. L’ente sovracomunale vuole precisare di essere contro ogni forma di bracconaggio e illeciti venatori “che mettono in cattiva luce tutta la categoria”, ma in tempi di crisi economica e viste le trasferte dei nuclei operativi, chiede di incentivare le guardie forestali a corto di mezzi.

Sulla situazione l’assessore alla Caccia di Villa Carcina Stefano Colosio aveva calcato la mano parlando di “spreco di denaro per la Pettirosso” e dopo la lettera della Comunità montana si è sollevato un polverone, a partire dalla Lega Anticaccia. “La campagna mistificatoria e denigratoria contro i Noa è ripartita puntualmente con l’inizio della strage di avifauna protetta compiuta con archetti e reti – scrive Bresciaoggi riportando una nota della Lac.- A titolo di premessa è necessario sottolineare che la riduzione dell’uccellagione clandestina nel bresciano si deve proprio all’ormai ventennale e intensa attività di indagine e repressione di un Nucleo che oltre ad agire nella nostra provincia in ottobre opera in altre fasi dell’anno in tutti i luoghi caldi del bracconaggio.

Il solo Noa contribuisce per il 25% a tutte le denunce per bracconaggio realizzate in Italia dall’intero corpo forestale. Questa azione avviene in un quadro venatorio italiano a dir poco preoccupante la cui gravità è stata sottolineata dall’apertura della procedura Pilot. La Commissione europea vuole indagare sul fenomeno dell’Uccisione, cattura e commercio illegale di uccelli in particolare nel Bresciano e sullo Stretto di Messina e comunque – conclude la Lac – l’obiettivo sono i bracconieri, non i cacciatori”.

 



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