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Malpagati si licenziano. Aumenta il numero di accessi al reddito di cittadinanza

Malpagati si licenziano. Aumenta il numero di accessi al reddito di cittadinanza

Secondo i dati riferiti dall’Istat sul mercato del lavoro, l’occupazione è aumentata nell’ultimo semestre, ma non dappertutto. Al sud la disoccupazione non è diminuita. Al contrario, in Sicilia, proprio in coincidenza con le scadenze di presentazione per il bonus, è avvenuta una vera e propria esplosione di licenziamenti.

Secondo i dati del ministero del Lavoro, relativi ai flussi delle comunicazioni obbligatorie, quelle cioè con cui si comunicano assunzioni e licenziamenti, il secondo trimestre del 2019 registra un boom di licenziamenti che ha portato a una riduzione di quasi 40mila posti di lavoro.

Nel periodo gennaio-marzo, a fronte di 162.530 nuovi contratti, ci sono stati 93.000 licenziamenti, con un saldo positivo di 69.527 nuovi occupati, mentre nel secondo trimestre, a fronte di un lieve aumento dell’occupazione, 177.504 nuovi contratti, ci sono state ben 145.776 comunicazioni di licenziamento, con un saldo di nuovi occupati quasi dimezzato.

Che cosa è successo?

Da un lato si registra un lieve aumento della contrattazione. È possibile che, a fronte di salari equivalenti al sussidio erogato dall’Inps, molti lavoratori abbiano preferito restare a casa invece che accettare un lavoro malpagato.

Dall’altro lato, la sproporzionata quota di licenziamenti, in controtendenza rispetto ai dati della regione e del paese, dà adito a pensare che molti furbetti abbiano pensato di chiedere il licenziamento e presentare il foglio di disponibilità al lavoro, al fine di possedere i requisiti per accedere al sussidio.



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