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Milano, imputato fa strage in tribunale: 3 morti: “Volevo vendicarmi”

Milano, imputato fa strage in tribunale: 3 morti: “Volevo vendicarmi”

Un tesserino falso e una pistola. Così Claudio Giardiello, immobiliarista di 57 anni originario di Benevento e imputato in un processo per bancarotta è entrato nel Palazzo di Giustizia a Milano e ha fatto una strage. Dopo aver eluso i controlli fingendosi un avvocato, l’uomo si è recato al terzo piano dell’edificio, ha aperto il fuoco uccidendo Giorgio Erba (coimputato nel processo) e il suo ex avvocato, Lorenzo Alberto Claris Appiani. Il tutto è avvenuto poco dopo le 11:00. Poi è sceso al secondo piano e qui ha colpito a morte anche il giudice Ferdinando Ciampi.

freddato da Giardiello dopo che si era rifiutato di continuare a difenderlo. L’omicida ha sparato anche a Davide Limongelli, coimputato nel processo: milanese, 41 anni, Limongelli è rimasto ferito gravemente e portato all’ospedale di Niguarda in condizioni disperate. Poi Giardiello è sceso al secondo piano, per cercare il giudice Ferdinando Ciampi. Ma sulle scale ha incontrato un commercialista: Stefano Verna, 50 anni, anche lui parte nel processo. Giardiello l’ha riconosciuto e ha sparato anche a lui, ferendolo a una gamba. L’ultima vittima è stato il giudice Ciampi. Classe ’43 e una lunga carriera dentro Palazzo di Giustizia. Era al lavoro quando Giardiello è entrato nel suo studio e gli ha sparato alla spalla e all’inguine, uccidendolo.

 

LA FUGA IN MOTO E L’ARRESTO

L’attentatore è rimasto a lungo all’interno del Palazzo Giustizia, che nel frattempo era stato evacuato, poi riuscito a far perdere le sue tracce e a fuggire in moto. Ma la sua fuga è terminata poco dopo quando i carabinieri lo hanno bloccato a Vimercate. Secondo alcuni testimoni al momento del fermo si sarebbe limitato a dire: «Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato». Giardiello si trova ora al Pronto soccorso di Vimercate dove lo stanno sottoponendo ad alcuni controlli per un malore.

 

ALFANO: “ERA PRONTO A UCCIDERE ANCORA”

«Quello che è successo a Milano è qualcosa di gravissimo e inaccettabile, che non doveva succedere» ha spiegato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in una conferenza stampa con il collega della Giustizia Andrea Orlando. «Il sistema di videosorveglianza ha funzionato e ci ha permesso di individuare la targa e arrivare all’uomo». Il killer di Milano «era pronto ad uccidere altre persone a Vimercate» ha aggiunto Alfano. Claudio Giardiello infatti era diretto da un altro dei suoi ex soci quando i carabinieri di Vimercate lo hanno intercettato nelle vicinanze del centro commerciale «Torri Bianche» di Vimercate. Forse voleva chiudere i conti anche con lui dopo la strage al Tribunale di Milano.

 

RENZI: “PROFONDO DOLORE E VICINANZA AI FAMILIARI”

«Voglio esprimere il senso del dolore profondo che a nome del governo e mio voglio rivolgere alle famiglie delle vittime di Milano, alla città di Milano», ha detto il premier Renzi. «Abbiamo dato un mandato molto forte a fare massima chiarezza sulle falle del sistema che ci sono state, perché è impensabile e impossibile che si sia potuto introdurre un’arma in un tribunale», ha aggiunto il presidente del Consiglio. «Non è la prima volta che accade ma deve essere l’ultima», conclude.

 

COLOMBO: “CLIMA CONTRO LA MAGISTRATURA”

La sezione fallimentare del tribunale di Milano è la più importante d’Italia. Il giudice Fernando Ciampi, dopo l’uscita di scena dell’ex presidente Bartolomeo Quatraro (oggi a Novara), nel 2009 era stato chiamato a guidare la sezione ad interim. Ciampi aveva fama di intransigente. «Non so nulla ma certo dovrebbe essere impossibile entrare in un Tribunale e sparare. Ho saputo dell’uccisione di un collega, una cosa che mi sconvolge» ha commentato il presidente dell’autorità Anticorruzione Raffaele Cantone. L’ex magistrato Gherardo Colombo, che ha trascorso l’intera sua carriera a Palazzo di Giustizia di Milano, a SkyTg24 si è detto «frastornato e sconvolto». «Non dico che vi sia una correlazione diretta, ma vi è un clima contro la magistratura che certamente non contribuisce».



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