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Mille posti in tre anni nei CPI. Ad ottobre parte il concorso in Sicilia

Mille posti in tre anni nei CPI. Ad ottobre parte il concorso in Sicilia

Mille posti in tre anni. È questa la dotazione di cui andrà a servirsi la Regione all’interno del piano di rafforzamento dei centri per l’impiego. La scommessa del governo regionale in materia viene portata avanti dall’assessore autonomista Antonio Scavone che, dopo avere stipulato con l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del Lavoro) una convenzione a parte rispetto alle altre Regioni, ha portato a casa le risorse economiche per un concorso dai tre step successivi che prevede 277 assunzioni nel 2019, 429 nel 2020 e la stessa quota nell’anno successivo.

«Dobbiamo porre fine al disordine storico del settore dei centri per l’impiego » esordisce Antonio Scavone e pensare a un progressivo riallineamento dei dipendenti rispetto alle funzioni che svolgono». Oltre ai lavoratori dei centri per l’impiego dobbiamo pensare anche agli ex sportellisti (circa 1700 in Sicilia. A loro verrà riconosciuto come “operatori delle politiche del Lavoro” un punteggio a parte, sulla base dell’attività di curriculum presentata: «Si tratta di risorse nazionali che ci consentono di non gravare sul bilancio della Regione- chiarisce l’assessore – ci servono risorse su cui puntare, con forze nuove e qualificate per i profili che servono». E così, una legge speciale nazionale, quella per il reddito di cittadinanza, «ci consente – aggiunge l’assessore – di trovare l’occasione di creare spazi per nuove opportunità. Il concorso pubblico ovviamente sarà aperto anche all’esterno e rappresenta un’occasione in più per i giovani e i meno giovani che ancora hanno voglia per cimentarsi con la scommessa del posto per la vita».

A ottobre, con il via libera della Funzione pubblica, dovrebbe uscire il bando con tutti i dettagli previsti. Per Scavone la ripartenza del settore delle politiche sociali è una scommessa ancora possibile: «Ci hanno condannato negli anni a una condizione di vetero-statalismo per la quale non c’è stata nessuna cura per le difficoltà della nostra gente. Da Roma oggi serve un’attenzione “normale“ per recuperare il passato, ed una “straordinaria” con misure ad hoc». Spesso però le cattive notizie arrivano da un universo di indolenza e di scarsa reattività. Come nel caso del Fondo povertà i cui soggetti attuatori sono i comuni e i distretto socio-sanitari dove sono ancora fermi circa 200 milioni di euro «c’è una paralisi di spesa e una incapacità organizzativa e gestionali dei distretti che preoccupa – accusa Scavone- Senza una profonda riforma che ridefinisca volto e identità del distretto socio-sanitario questo non potrà mai funzionare. Solo così si potranno ottimizzare nel tempo risorse e strategie di spesa».

Scavone poi torna sulle risorse destinate agli asili-nido «Nel 2017 i comuni su questa voce d’intervento hanno speso poco e niente. Abbiamo riprogrammato le risorse ma gli enti locali devono accelerare sulle risorse trasferite. Questa settimana ho convocato ed incontrato i sindaci delle nove province che hanno già avute assegnate le somme relative». Una catena di trasmissione di spesa che sia funzionale e funzionante su cui scommette l’autonomista a patto che si inverta la rotta: «nel fondo povertà- spiega- è anche prevista una quota di assistenza tecnica per i comuni. La 328 prevede un assistente sociale ogni 5 abitanti. Potremmo assumere circa 400 operatori di queste categoria, ma i comuni non ci riescono». La Regione ha inoltre chiesto un parere al Cga (Consiglio giustizia amministrativa ) conferma l’assessore su chi deve procedere alla assistenza igienico-personale degli alunni disabili che la legge nazionale affida alle scuole. Inoltre l’assessorato ha approvato la graduatoria definitiva per “azioni di occupabilità di persone con disabilità, vulnerabili e a rischio di esclusione (25 milioni di euro) mentre sono in arrivo dal 4 settembre 6 milioni di euro per la formazione relativa all’assistenza dei familiari dei disabili. La giunta di governo riunitasi mercoledì scorso infine ha dato il via alla nuova strategia per le politiche giovanili.



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