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“Il mio governo ha lavorato, non era in spiaggia” !

“Il mio governo ha lavorato, non era in spiaggia” !

Il leader della Lega non si nasconde: chiede le urne a ottobre, vuole capitalizzare un consenso che, secondo i sondaggi, sarebbe assai vicino al 40 per cento. La sua lunga giornata comincia davanti al lamre di Sabaudia, poi nel colloquio con Conte che informa immediatamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani” spiega il ministrop dell’Interno al premier. “Ogni giorno che passa è un giorno perso”.

Ma Conte non si arrende: “Non sarò io a dimettermi, la crisi passa prima dal Parlamento”. I due si salutano alle 18, anche il presidente della Camera Roberto Fico sale al Colle. Di Maio si sfoga su Fb: “La Lega ha preso in giro gli italiani. Prima del voto approviamo la riforma che taglia 345 parlamentari, poi siamo pronti”. Ma da Pescara la risposta di Salvini non si fa attendere: “Piuttosto che tenere fermo il Paese diamo la parola agli italiani”.

Una serata convulsa, fatta di botte e risposte. Conte attacca Salvini dopo l’annuncio che il governo è al capolinea. “Venga in Parlamento a spiegare perché  vuole la crisi. Non usa giri di parole il premier indicato come garante della coalizione gialloverde.  “Come ho già chiarito nel corso della mia informativa resa al Senato sulle inchieste russe personalmente non considero il confronto tra governo e Parlamento un molesto orpello del nostro sistema democratico ma la vera essenza della nostra forma di governo e in particolare di una democrazia parlamentare”.



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