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Molise – Si fermano nuovamente gli operai forestali. Rischio di rimanaree a casa ?

Molise –  Si fermano nuovamente gli operai forestali. Rischio di rimanaree a casa ?

Solo 24 giorni di lavoro e all’orizzonte un altro fermo che getta ancora più incertezza sul futuro degli operai forestali. Se la situazione dovesse restare così sarà una Pasqua amara, l’ennesima, per i 156 dipendenti stagionali della Regione Molise che da anni attendono segnali positivi ma che, invece, vivono insieme alle loro famiglie in uno stato di precarietà assoluta. Dall’incontro tenutosi a febbraio con il presidente Toma e l’assessore Cavaliere erano usciti con delle rassicurazioni circa la continuità lavorativa, almeno per quest’anno. Il governatore, infatti, aveva annunciato l’imminente invio della determinazione con la quale si dava il via libera alla sottomisura 8.5 del PSR, riguardante il “Sostegno agli investimenti destinati ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali”. Due milioni e mezzo di euro per garantire la continuità lavorativa dei forestali. Determina comunicata all’Arsap (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo) nei giorni scorsi, ma ora l’Agenzia dovrà redigere i progetti necessari per consentire ai lavoratori di lavorare da aprile fino a novembre.

Una ipotesi quella del fermo che, in realtà, già era stata paventata dagli stessi lavoratori, considerati i ritardi nella stesura e nell’invio della determinazione di impegno spesa. «Ora, però, chiediamo all’Arsap di accelerare i tempi – fanno sapere i forestali – altrimenti rischiamo di restare nuovamente a casa». Gli operai stagionali, come detto, hanno svolto solo 24 giorni di lavoro previsti per l’ultimazione della sottomisura 8.3. Prima di questa “tregua” erano da sei mesi senza lavoro. «Non abbiamo certezze – dichiarano alcuni di loro -. Non sappiamo se riprenderemo o meno a lavorare e per di più ci giunge voce che ci sono delle difficoltà per il pagamento delle prestazioni già svolte. Rischiamo una Pasqua senza stipendio. Nell’ultimo incontro ci avevano promesso ben altro. Ora vogliamo che la Regione Molise mantenga la parola data».



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