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Nel Paese a rischio incendi, sette regioni senza mezzi aerei

Nel Paese a rischio incendi, sette regioni senza mezzi aerei

Pesa anche il passaggio della Forestale ai carabinieri. Solo ieri 37 richieste di assistenza di Canadair e elicotteri


 

Che d’estate in Italia ci siano gli incendi non è una novità. Non è neanche una novità constatare che il sistema di lotta antincendio non funzioni come dovrebbe. Le Regioni sarebbero titolari per legge della materia; ma si organizzano in ritardo e male per limitare i rischi e approntare i servizi necessari poi. Addirittura sette Regioni – Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria – non dispongono di nessun aereo o elicottero per spegnere i roghi. I Vigili del Fuoco denunciano perduranti carenze di uomini e mezzi. Lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato, passato ai Carabinieri, ha creato problemi gravissimi: come nel caso delle Province, oggi molti rimpiangono un organismo che non era molto efficiente, ma che un suo ruolo lo svolgeva. La pressione sulle strutture della Protezione Civile è quasi insostenibile: gestisce una flotta aerea di Canadair ed elicotteri di discrete dimensioni, ma non può certo fronteggiare in modo efficace le 430 richieste di intervento («concorso aereo») pervenute dal 15 giugno a oggi. Erano state «solo» 308 nello stesso periodo del 2007, l’annus horribilis per i boschi italiani con oltre 10mila roghi.

Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: dopo un 2013 e un 2014 relativamente «tranquilli», gli ultimi tre anni hanno visto un aumento significativo sia del numero degli incendi che della superficie devastata dalle fiamme. Colpa del cambiamento climatico e della siccità che ne consegue, che insieme all’abbandono del territorio fanno sì che i nostri boschi siano degli zolfanelli pronti ad accendersi in modo devastante. O meglio, ad essere accesi: secondo il recente rapporto Ecomafie 2017 di Legambiente, ben il 60% degli incendi registrati lo scorso anno sono da considerare dolosi. Accesi a fini speculativi (anche se la legge vieta di costruire nelle aree bruciate), oppure dagli stessi lavoratori stagionali impiegati nel lavoro di spegnimento.

 

 

La legge affida alle Regioni l’azione di prevenzione e contrasto agli incendi. Sulla carta, entro il 15 giugno di ogni anno le Regioni dovrebbero presentare i propri programmi di azione e di intervento anche preventivo. Ma anche quest’anno gran parte di esse si è mossa in ritardo, tra fine giugno e l’inizio di luglio. Qualcuna ancora non ha nemmeno varato il suo piano. Sempre le Regioni sono tenute ad attivare una propria flotta di mezzi, aerei ed elicotteri. Come detto, sette non ne dispongono: alcune finora utilizzavano quelli del Corpo Forestale o dei Vigili del Fuoco, con una convenzione a pagamento. Ma la Forestale non c’è più, assorbita dai Carabinieri, e in alcuni casi (come in Sicilia) non c’è né la flotta regionale né quella in convenzione. Ma il governatore siciliano Crocetta i soldi per finanziare un esercito di «forestali» assunti dalla Regione li ha trovati.

 Esiste una flotta aerea della Protezione Civile, coordinata da una sala operativa. È formata in tutto da 16 Canadair e 12 elicotteri speciali dei Vigili del Fuoco e della Difesa, e viene attivata su richiesta delle Regioni. In base alla possibilità operative: quando si arriva a chiedere l’intervento della flotta «centrale», vuol dire che le fiamme sono già estese. A quel punto la battaglia è già persa.

A terra le operazioni di spegnimento sono affidate ai Vigili del Fuoco, con cui collaborano uomini e mezzi delle Regioni, dei Comuni, e molti volontari. Un coordinamento difficile, che viene affidato alle cosiddette DOS, le direzione operative di spegnimento. Sale operative attrezzate dove operano tecnici qualificati. Erano circa 2000, tra dirigenti e operatori, fino al 2016 alle dipendenze della Forestale. Di questi però solo 300 sono passati ai Vigili del Fuoco, che avrebbero dovuto assorbire le competenze e i mezzi del disciolto (e considerato non particolarmente efficiente) Corpo Forestale. L’Arma dei Carabinieri, dopo la riforma Madia, si è invece «tenuta» il grosso degli uomini e dei mezzi. Ma il personale è stato affidato ad altri compiti. Le Regioni non hanno voluto utilizzare i servizi dell’Arma in convenzione. I Carabinieri, dicono ai sindacati dei VVFF, si sono tenuti persino le autobotti. E molti elicotteri oggi passati ai militari – che pure volavano regolarmente ai tempi della Forestale – non sono considerati più utilizzabili. E sono a terra, in manutenzione.



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