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Forestali sedotti e abbandonati. Per il cambiamento serve la lotta….vedi Parigi !

Forestali sedotti e abbandonati. Per il cambiamento serve la lotta….vedi Parigi !
ssss (2)Dopo aver assistito al “richiamo alle armi” da parte dei lavoratori dell’Esa, i Forestali prendono atto della sconfitta e mettono in conto che sono stati scartato e abbandonati dalla politica regionale, quindi passano in seconda fascia. Dopo tanti proclami e belle parole si prende atto che i precari dei precari retrocedono sul campo e incassano l’ennesima sconfitta, non riuscendo ad uscire dal limbo della precarietà che da decenni li mette in primo piano su tutti i salotti televisivi e dei media nazionali ed esteri.
I lavori di bonifica sui fiumi e torrenti sono stati affidati ai mezzi dell’ESA e saranno coadiuvati dai lavoratori dei consorzi di bonifica, visto che la delibera di giunta ha allungato le giornate lavorative dei due settori.
Ci speravano anche i Forestali ma, non si può vivere sempre con la speranza di cambiare se non la si cerca o gli si va incontro. Per ottenere bisogna scendere in piazza e lottare per qualcosa di sensato o meglio ancora per un futuro che manca. Un settore che giorno dopo giorno scivola tra le mani di ogni lavoratore è tutto ciò che, i colleghi passati negli anni hanno conquistato, gli attuali Forestali l’hanno distrutto o perso. Una passività allarmante se ci si confronta con altre realtà, come quella francese di questi giorni ove, per il caro benzina 250mila persone sono in strada per lottare e invertire la rotta. I Francesi tanto odiati e snobbati dagli italiani hanno dato una lezione di vita ad un popolo che riesce solo a parlare, criticare, chiedere quando arriva lo stipendio o le richieste al collocamento.
Il popolo forestale è stato sempre preso in giro dalla politica di turno e continua a farlo tramite i sindacati che avalla il tutto e, rei di un sistema logoro e puerile. Chi continua a promettere il cambiamento lo fa al solo scopo personale e seppur possano arrivare le smentite la realtà è sotto gli occhi di tutti, niente di niente, solo bla bla bla.
Non si è potuto vedere nemmeno l’aumento di giornate, altro che stabilizzazione. Nonostante la realtà potrebbe volere questo, si è lontani anni luce da ottenere qualcosa di positivo e, non basta che una parte di lavoratori passino dai lavori secondari (ma utili per i comuni) per cercare di fare capire l’impegno o che, si è validi ad espletare il compito per poter dire che il comparto lavori nel dissesto. Fiumi di parole che tali rimarranno se i 17mila lavoratori non cambieranno marcia…..vedi Parigi !


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