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Padre e figlio in bici si perdono sul Baldo: salvati dal telefonino

Caschetto, ginocchiere, pronto soccorso meccanico per la mountain bike, capi d’abbigliamento dai tessuti spaziali ma anche e soprattutto lo smartphone.

Senza il telefonino non si sfida la montagna, senza il telefonino padre e figlio si sarebbero avventurati su e giù per impervi sentieri come coloro che la retta via avevano smarrita. Grazie al gps dello smartphone sono riusciti a fornire ai soccorritori le loro coordinate e come in ogni film che si rispetti è scattata in grande stile l’operazione di

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salvataggio, con tanto di moto e di… accompagnatori. Vediamo.

Lui ha 47 anni, suo figlio diciassette, sono di Sassuolo e amano la montagna e le escursioni in mountain bike. Si trovano nella zona del monte Baldo, una montagna ricca di sentieri di ogni tipo, con paesaggi mozzafiato ma anche con le solite insidie della montagna. Spesso infatti, raccontano gli addetti ai lavori, tanti si perdono, tanto a piedi che in bicicletta.

In effetti, proprio perché il Baldo si presta, sono stati tracciati parecchi sentieri, con le classiche indicazioni in bianco per i frequentatori “normali”, ma ci sono anche altrettanti sentieri con la segnalazione di colore blu: sono quelli della Forestale. Sentieri che si addentrano, sfidano il bosco, portano lontano. Se non li si conosce, meglio non addentrarsi. L’altra sera padre e figlio, dopo aver girato in lungo e in largo con la loro mountain bike, hanno capito di essersi persi.

Erano nella zona di Prada e sarebbero dovuti scendere verso Torri, ma, evidentemente, quel tratto pieno di rovi, anzi, è stato descritto come un bosco di rovi e con parecchi tratti rocciosi, non assomigliava ad un sentiero percorribile, qualsiasi fosse la sua destinazione finale. Dopo qualche tentativo fai da te, capendo di non trovare uno sbocco, ecco che hanno chiesto aiuto alla loro tecnologia. Dapprima quella più semplice: hanno chiamato i carabinieri. I militari dell’Arma della stazione di Caprino veronese hanno fatto scattare i soccorsi veri e propri allertando il soccorso alpino.

Qui è scesa in campo la tecnologia un po’ più avanzata. grazie al gps del telefonino i due sono stati in grado di fornire alcune coordinate sul luogo dove si trovavano. I soccorritori hanno così notato che si trovavano a 250 metri dal sentiero più vicino, quello “buono”. Ma ormai il sole stava salutando e padre e figlio non se la sentivano di rischiare. E così ecco che partono due esperti soccorritori che in sella alle moto arrivano nei pressi del boschetto di rovi.

Qui devono abbandonare i motori e incamminarsi ma in breve raggiungono i due modenesi, sancendo così il lieto fine dell’avventura. Si erano ormai fatte le 23.30 ed era ora di mettere in garage le mountain bike.



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