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Patrocinio gratuito. Quando l’avvocato lo paga lo Stato. Limiti di reddito 2019

Patrocinio gratuito. Quando l’avvocato lo paga lo Stato. Limiti di reddito 2019

Nel 2019 il limite di reddito per beneficiare del gratuito patrocinio sarà lo stesso dell’anno in corso. L’ultimo aggiornamento dei limiti di reddito, infatti, risale al 2018 e dal momento che questi vengono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione dell’indice dei prezzi accertata dall’Istat la prossima modifica sarà in programma nel 2020.

Anche per il 2019, quindi, bisognerà fare riferimento ai seguenti limiti di reddito per beneficiare dell’assistenza gratuita di un legale: 11.493,82 euro, mentre per ogni componente in più del nucleo familiare vi è una maggiorazione di 1.032,91€.

Prima di andare avanti e approfondire il tema dedicato ai limiti di reddito, è bene ricordare il significato di gratuito patrocinio. Introdotto in Italia con il D.P.R. n°115 del 30 maggio 2002, il patrocinio gratuito è la possibilità per la quale un cittadino può avvalersi dell’assistenza di un avvocato a spese dello Stato, quindi in maniera totalmente gratuita.

Per usufruire del gratuito patrocinio il soggetto deve rispettare alcuni requisiti, come appunto quello legato alla soglia del reddito. Ma ci sono delle fattispecie per cui è possibile essere assistiti gratuitamente da un avvocato indipendentemente dal reddito, come ad esempio per le vittime di stalking.

La possibilità di essere assistiti da un avvocato beneficiando del gratuito patrocinio è riservata a coloro che presentano il modello di istanza (che potete scaricare di seguito) ai fini del riconoscimento del beneficio.

Ma prima di capire come fare la domanda per il gratuito patrocinio, facciamo chiarezza su quali sono i requisiti previsti dalla legge.

Cos’è il gratuito patrocinio?

Istituito con il D.P.R. n°115 del 2002, il gratuito patrocinio stabilisce che:

  • un cittadino può avvalersi dell’assistenza di un avvocato a spese dello Stato per un processo penale qualora sia indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che vuole costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per la pena pecuniaria;
  • un cittadino può avvalersi dell’assistenza di un avvocato a spese dello Stato per un processo civile, amministrativo, contabile o tributario, qualora le sua ragioni non risultino manifestamente infondate.

Come vi abbiamo anticipato, requisito fondamentale per beneficiare del gratuito patrocinio è quello per cui il cittadino non abbia la possibilità economica per poter incaricare un avvocato per la sua difesa.

Bisogna precisare che è possibile usufruire del gratuito patrocinio per ogni stato e grado del processo ed è valido anche per tutti i successivi gradi di giudizio. L’unica eccezione è rappresentata dal caso in cui il cittadino voglia impugnare una causa persa.

Infine, va fatta una distinzione tra il gratuito patrocinio e la difesa d’ufficio; quest’ultima infatti è garantita ad ogni cittadino indipendentemente dal reddito e l’avvocato che si occuperà dell’assistenza legale sarà nominato dal giudice o dal Pubblico Ministero e le spese restano a carico dell’imputato.

Per il gratuito patrocinio, invece, il cittadino può scegliere a quale avvocato affidarsi tra quelli iscritti negli specifici elenchi.

Requisiti

Come stabilito dalla legge, possono essere assistiti gratuitamente da un avvocato:

  • i cittadini italiani;
  • gli stranieri se regolarmente soggiornanti in Italia al momento dei fatti contestati;
  • apolidi;
  • gli enti o le associazioni che non esercitano attività economica e non hanno fini di lucro.

Per essere rappresentato gratuitamente dall’avvocato il limite del reddito per il biennio 2018-2019, come risultato dall’ultima dichiarazione dei redditi, non deve essere superiore a 11.493,82 euro. Per chi fa parte di un nucleo familiare, il reddito è il risultato della somma dei redditi conseguiti lo stesso anno da ogni componente della famiglia.

Unica eccezione è rappresentata dai processi nei quali il richiedente del gratuito patrocinio sia in conflitto con gli altri membri del nucleo familiare, poiché in tal caso verrà considerato solamente il suo reddito.

Inoltre, in ambito penale il limite di reddito per la richiesta del gratuito patrocinio è elevato a 1.032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi.

Stalking: nessun limite di reddito

Con la sentenza n. 13497/17 del 20 marzo 2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che le vittime di stalking hanno sempre diritto al gratuito patrocinio, indipendentemente dal reddito. La Corte ha infatti precisato che il verbo “può” della legge che ha introdotto il reato di stalking (“la vittima può essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche in deroga ai limiti di reddito”) va letto come un “deve”.

Questo perché la finalità della suddetta norma è quella di rimuovere qualsiasi ostacolo, anche economico, che possa scoraggiare una vittima di stalking ad agire in giudizio contro il suo persecutore.


Ecco perché per le vittime di stalking non bisogna fare alcun riferimento alla soglia di reddito richiesta per usufruire del gratuito patrocinio.

Altri esempi di reati con gratuito patrocinio

Oltre allo stalking ci sono altri reati per cui la persona offesa è ammessa al patrocinio a carico dello Stato indipendentemente dall’ammontare del reddito familiare.

Nel dettaglio, è l’articolo 76 – comma IV – del Testo Unico Spese di Giustizia ad indicare una lista di reati con gratuito patrocinio indipendentemente dal limite reddituale. Ecco la lista completa:

  • maltrattamenti contro familiari o conviventi;
  • pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili;
  • violenza sessuale (compresa quella di gruppo);
  • atti sessuali con minorenne;
  • atti persecutori;
  • riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù;
  • prostituzione minorile e iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile;
  • pornografia minorile;
  • tratta di persone;
  • acquisto e alienazione di schiavi;
  • corruzione di minorenne;
  • adescamento di minorenni.

Come compilare e dove presentare la domanda

Di seguito trovate il modulo che va presentato, allegando la documentazione richiesta, presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.

Istanza gratuito patrocinio
Clicca qui per scaricare il modello per fare la richiesta per il gratuito patrocinio.

Il modulo va compilato indicando:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio;
  • le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • l’attestazione dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda (autocertificazione);
  • l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio.

Al documento bisogna allegare i seguenti documenti:

  • fotocopia del documento d’identità;
  • stato di famiglia;
  • documentazione del reddito;
  • copia atto introduttivo del giudizio.

Una volta presentata la domanda, il giudice competente entro 10 giorni ne verifica l’ammissibilità e può decidere di:

  • dichiarare l’istanza inammissibile;
  • accogliere l’istanza;
  • respingere l’istanza.

Il giudice decide tramite decreto motivato che va presentato in cancelleria. Nel caso in cui l’istanza venisse rigettata, l’interessato può presentare ricorso, entro 20 giorni, al presidente del tribunale o della Corte di Appello.



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