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Per i forestali il fabbisogno stimato e le risorse messe a disposizione è ancora elevato !

Per i forestali il fabbisogno stimato e le risorse messe a disposizione è ancora elevato !

Eccola qui la tanto agognata manovra finanziaria bis del Governo regionale. Eccola qui si fa per dire. Nessuno l’ha vista, né tantomeno la Commissione Bilancio dell’Ars. Si sa solo che oggi,l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, ne ha illustrato i contorni ai sindacati. Che la bocciano in toto:

“Occorrono maggiori garanzie per i circa 60mila lavoratori che dipendono dai finanziamenti della Regione siciliana e che sono stati tagliati dalla Finanziaria. La manovra di variazione di bilancio, illustrata oggi dall’assessore Bianchi, recupera infatti solo l’80 per cento delle risorse che la versione originale aveva invece previsto. Adesso è necessario capire se questi fondi saranno sufficienti per garantire gli stipendi a tutti questi lavoratori. In alcuni comparti, come i Forestali, la differenza fra il fabbisogno stimato e le risorse messe a disposizione appare ancora troppo elevata”. Lo dice  Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “Il Governo Crocetta ha evitato il default e ha cominciato a mettere in ordine il disastrato bilancio della Regione. Bisogna però dare garanzie ai lavoratori che dipendono dall’Amministrazione e soprattutto fare ripartire lo sviluppo economico, unico e solo vero modo per creare buona occupazione. Per questo la Uil insieme agli altri sindacati e alle imprese ha chiesto di convocare un tavolo di concertazione per utilizzare al meglio i Fondi europei e per mettere a punto proposte concrete”.
Tranchant anche il giudizio del segretario regionale della Cna Sicilia, Mario Filippello: “E’ una proposta inaccettabile, che si limita al pagamento degli stipendi di 140 mila dipendenti diretti e indiretti dimenticando gli altri 5 milioni di siciliani: nella manovra-bis, infatti, non c’è alcuna traccia di misure per lo sviluppo”. “Questa manovra di fatto si limita a coprire il pagamento degli stipendi di regionali e forestali – prosegue Filippello – ma rinvia ogni misura per sostenere lo sviluppo e il lavoro produttivo. La classe dirigente di questa Regione si fermi e ascolti la voce della Sicilia che produce e che lavora. Al governo e al Parlamento – sottolinea Filippello – chiediamo di assumersi le loro responsabilità di fronte ad una situazione difficilissima: servono misure per il sostegno alle imprese e per il credito, e soprattutto bisogna riaprire la concertazione con le parti sociali per utilizzare i fondi europei a disposizione, sia quelli residui del programma 2007/2014 che quelli del programma 2014/2020″.

Idem la  Cgil. “I tagli che il governo pensa di effettuare sono pesanti, li valuteremo per ogni singolo capitolo ma riteniamo già che la tensione sociale resterà alta. Quello che possiamo subito dire è che non è accettabile che agli enti locali vengano sottratti il 30% dei finanziamenti destinati ai malati psichiatrici e ai disabili e che queste risorse vanno recuperate subito. Così come bisogna prevedere interventi per gli ammortizzatori sociali, di cui non c’è traccia”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil, dopo l’incontro delle parti sociali con l’assessore al bilancio, Luca Bianchi, sulle variazioni alle disposizioni programmatiche e di bilancio per il 2014, a seguito dell’ impugnativa del commissario dello Stato. A fronte di 450 milioni venuti meno saranno recuperati 310 milioni attraverso l’azzeramento di 100 capitoli con spese inferiori al milione e con tagli su due fasce: il 20% su alcuni capitoli, il 50% per cento su altri. Verranno inoltre tagliati tutti gli investimenti sullo sviluppo. “E’ una situazione che impone la responsabilità da parte di tutti”.

Secondo la Cgil “è necessario rinegoziare quanto prima con il governo nazionale l’articolo 36 dello Statuto per recuperare parte del gettito delle imposte di produzione. Bisogna contemporaneamente agire- ha sottolineato Pagliaro- sul fronte del recupero dell’evasione fiscale e della lotta all’economia sommersa e al lavoro nero. Solo così si potranno ottenere risorse fresche, che sono indispensabili per cofinanziare gli interventi europei, fondamentali nell’ambito delle politiche di sviluppo”.

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