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Piemonte: Agronomi e forestali studiano i boschi

Piemonte: Agronomi e forestali studiano i boschi

VIDRACCO. Cinquanta dottori agronomi e forestali provenienti da Piemonte, Veneto e Lombardia si sono dati convegno a Vidracco per partecipare al corso “Gestione forestale sostenibile secondo lo schema Pefc (sistema di certificazione assegnato alle foreste gestite in modo corrretto e sostenibile”.

«L’attività del dottori agronomi e forestali riguarda i problemi dell’ambiente, sia come fonte da cui l’uomo trae le risorse necessarie alla vita svolgendo attività economiche, sia come luogo nel quale si svolgono tutte le attività umane, e che quindi va difeso dagli sprechi e dagli usi impropri – spiega Marco Bonavia, presidente della Federazione interregionale degli Ordini dei dottori agronomi e forestali del Piemonte e della Vale d’Aosta, organizzatrice della due giorni di Vidracco il cui scopo era quello di formare professionisti di alto profilo, in grado di affiancare i proprietari dei terreni per una gestione sana e sostenibile dei boschi del Piemonte -. Da diversi anni siamo impegnati nella promozione e divulgazione della certificazione forestale. In questa occasione abbiamo percorso i boschi della Valchiusela per mostrare ai partecipanti i benefici della certificazione nella cura delle foreste». Padrone di casa al convegno, il sindaco di Vidracco Antonio Bernini, presidente del Consorzio forestale del Canavese, che si è costituito nel 2002. Del Consorzio fanno parte una Comunità Montana, venti Comuni e due operatori privati del settore forestale, per un’estensione di 3.500 ettari di boschi. Nel 20011, il Consorzio ha ottenuto la certificazione Pefc per 573 ettari. Le superfici certificate sono comprese tra quota 480 del Comune di Vistrorio e le aree di alta montagna dei Comuni di Alice, Meugliano, Rueglio, Trausella e Vico. Il marchio Pefc tutela il bosco, assicurando che per ogni albero abbattuto ne verrà piantato almeno un altro, in modo da garantire la continuità del ciclo vitale dell’ecosistema. Inoltre, il marchio fa sì che il legno proveniente la un bosco certificato sia lavorato nel pieno rispetto dei diritti sociali e lavorativi dell’uomo e delle norme di sicurezza a garanzia del lavoratore.

«Le ragioni che ci hanno spinto a richiedere la certificazione Pecf sono innanzitutto di natura etica – afferma il presidnte Bernini -. Infatti il marchio consente di ufficializzare l’impegno imprenditoriale verso l’ambiente, rappresentando nel contempo un utile strumento di marketing in grado di suscitare l’interesse dei consumatori più sensibili. Le superfici certificate del Canavese sono coltivate prevalentemente a castagno. Ben rappresentati, inoltre, anche i betuleti montani».

Giacomo Grosso



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