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Piemonte: Nei prossimi 5 anni saranno abbattuti 1200 cinghiali

Piemonte: Nei prossimi 5 anni saranno abbattuti 1200 cinghiali

La giunta regionale ha dato il via libera al programma di controllo dei cinghiali per il periodo fino al 2019. Nell’arco del quinquennio il programma prevede l’abbattimento di 1.200 cinghiali. «Nonostante il programma sia in atto dal 2001 – dice Paolo Oreiller, dirigente del dipartimento flora, fauna, caccia e pesca dell’assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali – la consistenza numerica sul territorio regionale di questa specie animale (valutabile tra i 5 ed i 6 mila capi, ndr) rimane stabile e abbiamo chiesto l’autorizzazione per continuare la politica dei prelievi controllati». Nel mirino ci sono soprattutto i cinghiali della Bassa Valle, zona dove gli animali sono più numerosi e l’incidenza dei danni, nonostante la decrescita degli ultimi anni, maggiore.

 

Dal 2000 a oggi gli abbattimenti sono stati 5.638, con una media superiore ai 300 capi l’anno e una punta massima di 600 abbattimenti nel 2003. Nelle ultime due stagioni sono stati abbattuti 771 capi (323 nel 2013 e 448 nel 2014) dei quali 386 in Bassa Valle, 287 in Media Valle e 98 in Alta Valle. Nel programma di controllo 2015-2019 i 1.200 prelievi verranno effettuati per 690 capi in Bassa Valle, 390 in Media e 120 in Alta Valle.

 

Previste tre modalità

La caccia al cinghiale è autorizzata con tre modalità: selezione senza ausilio di cani, possibile da settembre e ottobre; modalità vagante con utilizzo di cani e un massimo di 3 persone a ottobre e novembre; oppure in «braccata» con squadre di 30/40 persone tra Forestali e cacciatori, praticabile a dicembre e gennaio.

 

Appostamenti serali

«L’abbattimento controllato – aggiunge Paolo Oreiller – viene fatto fuori dal calendario venatorio e nei momenti in cui i cinghiali ”aggrediscono” i terreni agricoli (questi animali salgono anche negli alpeggi oltre i duemila metri) ed è mirato e concentrato nelle zone in cui i danni sono maggiori». Le battute di caccia si svolgono, di norma, con appostamenti serali oppure notturni. Prima di passare all’abbattimento, vengono messi in atto prelievi con recinzioni e trappole. La caccia controllata al cinghiale è sempre coordinata dagli uomini del Corpo Forestale e viene fatta da squadre miste con forestali e cacciatori, ma anche da soli forestali o soli cacciatori.

 

I cinghiali abbattuti durante la battuta rimangono di proprietà dell’amministrazione regionale e vengono ceduti al Centro Kiuva di Arnad, che provvede alla lavorazione delle carni e alla commercializzazione. Se l’abbattimento durante la caccia controllata è opera di un cacciatore, il 50 per cento della carne del cinghiale rimane al cacciatore, a titolo di compenso per l’attività svolta.



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