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Precari dell’Ente foreste, la proposta della Flai-Cgil

Precari dell’Ente foreste, la proposta della Flai-Cgil

NUORO. È ben lontano dall’essersi aesaurito, evidentemente, il dibattito e le polemiche annesse, tra i sindacati attorno alla questione dei precari dell’Ente Foreste. Dopo le numerose prese di…


 

NUORO. È ben lontano dall’essersi aesaurito, evidentemente, il dibattito e le polemiche annesse, tra i sindacati attorno alla questione dei precari dell’Ente Foreste. Dopo le numerose prese di posizione delle scorse settimana da parte di diverse sigle sindacali, stavolta interviene la segretaria generale della Flai Cgil, Emanuela Calvisi.

«A chi giova dividere i lavoratori? – esordisce la rappresentante sindacale – i lavoratori si aspettano dai sindacati impegno, risultati e chiarezza. Non posizioni intransigenti e ultimatum; i muri non sono serviti mai a nessuno. E per un sindacato il compito e la funzione essenziale è contrattare. Abbiamo ancora il ricordo di opposizioni intransigenti che hanno fornito l’alibi, a chi poteva, per non fare nulla di quanto prospettato».

Fatta questa premessa, la segretaria generale della Flai-Cgil, precisa anche «siamo di fronte a una proposta non della Flai Cgil Provinciale o Regionale, ma dell’Ente Foreste, d’accordo con la giunta regionale, di trasformare il rapporto di lavoro di più di trecento dipendenti, equivalente all’assunzione di oltre 150 persone; di questi tempi più che una rarità una cosa unica, da cogliere e da sostenere. E per la quale si prevede l’applicazione di criteri oggettivi e razionali, e una ripartizione in modo equo dei numeri disponibili». Nella precedente tornata di stabilizzazioni non si è adottato alcun criterio oggettivo, legato cioè allo status dei lavoratori (antincendio o semestrali di cantiere) o alla possibilità futura di lavoro e progetti in un cantiere esistente, correttamente dimensionato fra ettari e personale. Nulla di tutto ciò, anzi. È stato favorito qualche territorio a scapito di altri Qualche ingiustizia l’abbiamo vista in più di una realtà. La protesta era stata superata con un accordo su nuove stabilizzazioni, 226, da fare immediatamente dopo la prima. Al quale è seguito il silenzio del palazzo, un muro di cui tutti serbiamo memoria, interrotto solo da provvedimenti che hanno inciso in maniera devastante sui diritti contrattuali ed economici dei dipendenti. Dobbiamo andare avanti nel processo di stabilizzazione di tutti gli operai semestrali, questo è uno dei passi del percorso». Non dimentichiamo che i cantieri dove non sono presenti lavoratori semestrali e vedono assottigliare anno dopo anno le fila dei dipendenti forestali, rivendicano

(e come non condividere questa aspirazione?) la riapertura a nuove assunzioni. Non sprechiamo l’opportunità che i lavoratori semestrali, tutti, perché tutti sono padri e madri di famiglia, aspettano, e lavoriamo subito per gli altri che solo per ora vedono rinviato il loro giusto diritto.

lanuovasardegna



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