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PROPOSTE DI LEGGE SULLA STABILIZZAZIONE DEI FORESTALI

COMUNICATO STAMPA.      27 Luglio 2012    
 Il PDL esprime grande apprezzamento e soddisfazione sull’azione importante che sta svolgendo l’On. Vinciullo in questi giorni all’ARS, in merito a due problematiche importanti che coinvolgono tanti lavoratori siciliani, difatti è stato presentato il Decreto Legge che alleghiamo alla presente sulla stabilizzazione dei lavoratori forestali utilizzando i fondi dello Stato che elargisce per l’indennità di disoccupazione ed i fondi degli Enti Locali che sono costretti ad utilizzare per la gestione e la pulizia dei siti archeologici, delle strade provinciali e del verde pubblico.
Il PDL è convinto che solo con la stabilizzazione si possa eliminare il lavoro nero l’evasione fiscale ed ottenere una sostanziale riduzione della spesa pubblica, per tale motivo che sosteniamo l’azione che sta svolgendo l’On. Enzo Vinciullo in quanto siamo convinti che sia la ricetta giusta per diminuire, di molto, gli addetti ed evitare le clientele che durano da oltre 20 anni.
Infine è stato presentato sempre dall’On. Vinciullo, che sarà discusso lunedì 30 luglio un ordine del giorno per la proroga di un anno per tutto quel personale impiegato a tempo determinato vale a dire per tutti quei precari che non sono stati stabilizzati dai vari Enti pubblici in cui operano.
Sortino lì, 27/07/2012
COMPONENTE DEL COORDINAMENTO
REGIONALE DEL PDL
( Nello BONGIOVANNI)
Allegato (1) ORDINE DEL GIORNO E DECRETO LEGGE SUI FORESTALI
TITOLO II
Misure per favorire l’occupazione e lo sviluppo

Art  9.  
Proroga di personale impiegato a tempo determinato
1. All’articolo 7, comma 1, della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 sostituire le parole ‘2011 e per l’anno 2012’ con ‘2012 e l’anno 2013’.
2. All’articolo 7, comma 2, della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 sostituire le parole ‘2011 e per l’anno 2012’ con ‘2012 e l’anno 2013’.
3. All’articolo 7 della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 è aggiunto il comma 3: 

‘3. Per le finalità del presente articolo le proroghe di cui al comma 1 non sono computate ai fini dei limiti di cui all’articolo 76, comma 7, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazione dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche ed integrazioni e il relativo costo non è computato per le finalità di cui all’articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche ed integrazioni’
****************
Allegato (2) DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
“Stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato addetto ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agrario assunto alle dipendenze dell’Amministrazione forestale regionale per le esigenze connesse all’esecuzione dei lavori condotti in amministrazione diretta”.
Presentato dai Deputati:
VINCIULLO, POGLIESE, CAPUTO, FALCONE
RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI
Onorevoli Colleghi,
I dati sull’andamento della superficie boscata in Sicilia, dal dopoguerra ad oggi, evidenziano un notevole incremento, passando da 101.678 ettari del 1947 agli attuali 365.224 ettari.
Parimenti è cresciuta la superficie del demanio forestale regionale, gestito dall’Amministrazione Forestale Regionale, secondo lo stesso andamento, in seguito ad espropri ed acquisizioni, sia di boschi che di terreni nudi sottoposti a rimboschimento.
La superficie del demanio è passata dai 4.550 ettari del 1947 ai 168.552 ettari attuali, cui si aggiungono 8.484 ettari di proprietà comunali o di altri Enti, per cui la Regione Siciliana, per il tramite dell’Amministrazione Forestale, è di fatto il principale soggetto gestore dei boschi siciliani.
I boschi in Sicilia sono molto diversificati in relazione alla loro origine, naturale o artificiale, alle differenti condizioni pedo-climatiche, ma anche alle molteplici funzioni cui essi assolvono, mediante la produzione di beni e servizi per la collettività, quali: la conservazione del suolo e delle risorse idriche, la salvaguardia della biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici, il contrasto alla desertificazione, la produzione di prodotti legnosi e non legnosi, la produzione di biomassa utilizzabile anche ai fini energetici. Inoltre, il bosco contribuisce a mitigare l’impronta ecologica degli insediamenti civili ed industriali ed a migliorare la qualità della vita.
Il patrimonio boschivo siciliano, possiede, pertanto, oltre che un grande valore commerciale anche un inestimabile valore in termini di servizi, di funzioni e di esistenza che si perderebbero con il suo deterioramento o la sua scomparsa.
In Sicilia, gli incendi boschivi rappresentano, ancora oggi, una calamità che investe significativamente e ciclicamente il patrimonio boschivo regionale, con migliaia di ettari percorsi ogni anno.
L’analisi degli incendi per regione, nel 2010, ha evidenziato la grave situazione registrata in Sicilia, il cui numero degli incendi è stato pari al 24% del totale nazionale, mentre la superficie percorsa dal fuoco totale e boscata sono state, rispettivamente, il 44% e il 37% di quelle complessive dell’intero Paese. Nello stesso anno in Sicilia si è registrata anche la maggiore superficie media per incendio, pari a 17,5 ettari.
Purtroppo, tale andamento non costituisce l’eccezione di un’annata particolarmente sfavorevole, quanto la regola di una tendenza che soprattutto per le particolari condizioni climatiche, tende a ripetersi se non a peggiorare di anno in anno.
In tale contesto, l’Amministrazione Forestale Regionale deve essere messa in condizione di intervenire preventivamente, al fine di rendere più efficaci le azioni di repressione passiva ed attiva degli incendi boschivi, attuando una selvicoltura preventiva che tenga conto delle caratteristiche del bosco, così da renderlo, nei limiti del possibile, meno vulnerabile al fuoco.
Purtroppo, nella realtà operativa dell’Isola, i ritardi con i quali annualmente vengono messe a disposizione le risorse necessarie per il concreto avvio dei lavori di prevenzione passiva e di contrasto degli incendi boschivi, contribuiscono a determinare un quadro di incertezze degli operatori del settore, a discapito della difesa del patrimonio boschivo.
Obiettivo del presente disegno di legge è quello di poter disporre di un contingente di lavoratori a tempo indeterminato in modo da rendere più efficiente l’azione dell’Amministrazione forestale, diluendo le fasi di intervento durante l’intero arco dell’anno, intervenendo nei periodi più opportuni.
Se tale personale, che nei periodi in cui non presta servizio percepisce un’indennità di disoccupazione da parte dell’INPS, avesse un contratto di lavoro a tempo indeterminato, diventerebbe la carta vincente per l’intero patrimonio boschivo regionale, dato che, grazie alla loro professionalità, acquisita in anni di attività nel settore, sarebbe utilizzato tutto l’anno per realizzare e disciplinare tutti gli interventi di manutenzione necessari e propedeutici alla tutela dei boschi e del territorio sottoposto a vigilanza e controllo.
La modifica del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, tra l’altro, non avrebbe alcun costo aggiuntivo per le casse regionali, visto che verrebbero utilizzati gli stessi fondi che l’INPS oggi adopera per i sussidi di disoccupazione senza, peraltro, averne un ritorno per la collettività, nel senso che i lavoratori percepiscono l’indennità senza alcuna utilità per la collettività.
Non va inoltre sottovalutata la possibilità certa che, di fronte ad una stabilizzazione, almeno il 20% degli aventi diritto sceglierà di non accettare la proposta del tempo indeterminato, con il risultato finale di escludere, quindi, tutti coloro i quali non hanno interesse alla trasformazione del contratto di lavoro individuale a tempo indeterminato.
A ciò si aggiunga anche la possibilità di valorizzare il patrimonio immobiliare demaniale, per la realizzazione di una rete turistico-ambientale che consentirebbe la realizzazione di percorsi storico-ambientali e culturali unici al mondo.
Infine, non va sottovalutata la possibilità che detti lavoratori possano essere utilizzati nei lavori di manutenzione delle strade provinciali, comunali, statali e/o gestite dal CAS, del verde pubblico nelle scuole e negli ospedali ed infine nella gestione e pulizia di tutte le aree archeologiche esistenti in Sicilia, che sono le più estese al mondo e che, oggi, versano in uno stato di assoluto abbandono.
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
Il PDL esprime grande apprezzamento e soddisfazione sull’azione importante che sta svolgendo l’On. Vinciullo in questi giorni all’ARS, in merito a due problematiche importanti che coinvolgono tanti lavoratori siciliani, difatti è stato presentato il Decreto Legge che alleghiamo alla presente sulla stabilizzazione dei lavoratori forestali utilizzando i fondi dello Stato che elargisce per l’indennità di disoccupazione ed i fondi degli Enti Locali che sono costretti ad utilizzare per la gestione e la pulizia dei siti archeologici, delle strade provinciali e del verde pubblico.
Il PDL è convinto che solo con la stabilizzazione si possa eliminare il lavoro nero l’evasione fiscale ed ottenere una sostanziale riduzione della spesa pubblica, per tale motivo che sosteniamo l’azione che sta svolgendo l’On. Enzo Vinciullo in quanto siamo convinti che sia la ricetta giusta per diminuire, di molto, gli addetti ed evitare le clientele che durano da oltre 20 anni.
Infine è stato presentato sempre dall’On. Vinciullo, che sarà discusso lunedì 30 luglio un ordine del giorno per la proroga di un anno per tutto quel personale impiegato a tempo determinato vale a dire per tutti quei precari che non sono stati stabilizzati dai vari Enti pubblici in cui operano.
Sortino lì, 27/07/2012
COMPONENTE DEL COORDINAMENTO
REGIONALE DEL PDL
( Nello BONGIOVANNI)
Allegato (1) ORDINE DEL GIORNO E DECRETO LEGGE SUI FORESTALI
TITOLO II
Misure per favorire l’occupazione e lo sviluppo

Art  9.  
Proroga di personale impiegato a tempo determinato
1. All’articolo 7, comma 1, della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 sostituire le parole ‘2011 e per l’anno 2012’ con ‘2012 e l’anno 2013’.
2. All’articolo 7, comma 2, della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 sostituire le parole ‘2011 e per l’anno 2012’ con ‘2012 e l’anno 2013’.
3. All’articolo 7 della legge regionale 26 dicembre 2010, n. 24 è aggiunto il comma 3: 

‘3. Per le finalità del presente articolo le proroghe di cui al comma 1 non sono computate ai fini dei limiti di cui all’articolo 76, comma 7, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazione dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche ed integrazioni e il relativo costo non è computato per le finalità di cui all’articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche ed integrazioni’
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Allegato (2) DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
“Stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato addetto ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agrario assunto alle dipendenze dell’Amministrazione forestale regionale per le esigenze connesse all’esecuzione dei lavori condotti in amministrazione diretta”.
Presentato dai Deputati:
VINCIULLO, POGLIESE, CAPUTO, FALCONE
RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI
Onorevoli Colleghi,
I dati sull’andamento della superficie boscata in Sicilia, dal dopoguerra ad oggi, evidenziano un notevole incremento, passando da 101.678 ettari del 1947 agli attuali 365.224 ettari.
Parimenti è cresciuta la superficie del demanio forestale regionale, gestito dall’Amministrazione Forestale Regionale, secondo lo stesso andamento, in seguito ad espropri ed acquisizioni, sia di boschi che di terreni nudi sottoposti a rimboschimento.
La superficie del demanio è passata dai 4.550 ettari del 1947 ai 168.552 ettari attuali, cui si aggiungono 8.484 ettari di proprietà comunali o di altri Enti, per cui la Regione Siciliana, per il tramite dell’Amministrazione Forestale, è di fatto il principale soggetto gestore dei boschi siciliani.
I boschi in Sicilia sono molto diversificati in relazione alla loro origine, naturale o artificiale, alle differenti condizioni pedo-climatiche, ma anche alle molteplici funzioni cui essi assolvono, mediante la produzione di beni e servizi per la collettività, quali: la conservazione del suolo e delle risorse idriche, la salvaguardia della biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici, il contrasto alla desertificazione, la produzione di prodotti legnosi e non legnosi, la produzione di biomassa utilizzabile anche ai fini energetici. Inoltre, il bosco contribuisce a mitigare l’impronta ecologica degli insediamenti civili ed industriali ed a migliorare la qualità della vita.
Il patrimonio boschivo siciliano, possiede, pertanto, oltre che un grande valore commerciale anche un inestimabile valore in termini di servizi, di funzioni e di esistenza che si perderebbero con il suo deterioramento o la sua scomparsa.
In Sicilia, gli incendi boschivi rappresentano, ancora oggi, una calamità che investe significativamente e ciclicamente il patrimonio boschivo regionale, con migliaia di ettari percorsi ogni anno.
L’analisi degli incendi per regione, nel 2010, ha evidenziato la grave situazione registrata in Sicilia, il cui numero degli incendi è stato pari al 24% del totale nazionale, mentre la superficie percorsa dal fuoco totale e boscata sono state, rispettivamente, il 44% e il 37% di quelle complessive dell’intero Paese. Nello stesso anno in Sicilia si è registrata anche la maggiore superficie media per incendio, pari a 17,5 ettari.
Purtroppo, tale andamento non costituisce l’eccezione di un’annata particolarmente sfavorevole, quanto la regola di una tendenza che soprattutto per le particolari condizioni climatiche, tende a ripetersi se non a peggiorare di anno in anno.
In tale contesto, l’Amministrazione Forestale Regionale deve essere messa in condizione di intervenire preventivamente, al fine di rendere più efficaci le azioni di repressione passiva ed attiva degli incendi boschivi, attuando una selvicoltura preventiva che tenga conto delle caratteristiche del bosco, così da renderlo, nei limiti del possibile, meno vulnerabile al fuoco.
Purtroppo, nella realtà operativa dell’Isola, i ritardi con i quali annualmente vengono messe a disposizione le risorse necessarie per il concreto avvio dei lavori di prevenzione passiva e di contrasto degli incendi boschivi, contribuiscono a determinare un quadro di incertezze degli operatori del settore, a discapito della difesa del patrimonio boschivo.
Obiettivo del presente disegno di legge è quello di poter disporre di un contingente di lavoratori a tempo indeterminato in modo da rendere più efficiente l’azione dell’Amministrazione forestale, diluendo le fasi di intervento durante l’intero arco dell’anno, intervenendo nei periodi più opportuni.
Se tale personale, che nei periodi in cui non presta servizio percepisce un’indennità di disoccupazione da parte dell’INPS, avesse un contratto di lavoro a tempo indeterminato, diventerebbe la carta vincente per l’intero patrimonio boschivo regionale, dato che, grazie alla loro professionalità, acquisita in anni di attività nel settore, sarebbe utilizzato tutto l’anno per realizzare e disciplinare tutti gli interventi di manutenzione necessari e propedeutici alla tutela dei boschi e del territorio sottoposto a vigilanza e controllo.
La modifica del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, tra l’altro, non avrebbe alcun costo aggiuntivo per le casse regionali, visto che verrebbero utilizzati gli stessi fondi che l’INPS oggi adopera per i sussidi di disoccupazione senza, peraltro, averne un ritorno per la collettività, nel senso che i lavoratori percepiscono l’indennità senza alcuna utilità per la collettività.
Non va inoltre sottovalutata la possibilità certa che, di fronte ad una stabilizzazione, almeno il 20% degli aventi diritto sceglierà di non accettare la proposta del tempo indeterminato, con il risultato finale di escludere, quindi, tutti coloro i quali non hanno interesse alla trasformazione del contratto di lavoro individuale a tempo indeterminato.
A ciò si aggiunga anche la possibilità di valorizzare il patrimonio immobiliare demaniale, per la realizzazione di una rete turistico-ambientale che consentirebbe la realizzazione di percorsi storico-ambientali e culturali unici al mondo.
Infine, non va sottovalutata la possibilità che detti lavoratori possano essere utilizzati nei lavori di manutenzione delle strade provinciali, comunali, statali e/o gestite dal CAS, del verde pubblico nelle scuole e negli ospedali ed infine nella gestione e pulizia di tutte le aree archeologiche esistenti in Sicilia, che sono le più estese al mondo e che, oggi, versano in uno stato di assoluto abbandono.
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE


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