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Puglia: Emergenza Xylella, denunciate dalla Forestale 4 persone. Ed i grillini attaccano il piano regionale

Puglia: Emergenza Xylella, denunciate dalla Forestale 4 persone. Ed i grillini attaccano il piano regionale

Movimentavano dalla provincia di Lecce alla provincia di Bari materiale proveniente dalle potature di ulivi della zona infetta, con potenziale grave danno per l’eventuale espansione dell’agente patogeno

Quattro persone sono state denunciate dal personale del Comando Regionale Puglia e del Comando Stazione di Monopoli del Corpo forestale dello Stato, nel corso di attività di controllo relative al rispetto delle misure fitosanitarie obbligatorie per il contenimento delle infezioni di Xylella fastidiosa (Well e Raju), previste dal Commissario Delegato Giuseppe Silletti per l’emergenza.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito di un controllo ad una ditta della provincia di Bari esercente l’attività di produzione di energia da fonti rinnovabili.

I Forestali, nel verificare la provenienza del materiale di origine agricola derivante dai residui di campo della potatura utilizzati dalla ditta per la produzione di energia, hanno accertato che diverse tonnellate provenivano da una zona del leccese infetta dalla Xylella fastidiosa.
Il materiale proveniente dal comune di Squinzano (LE) era stato prelevato da una ditta di Nardo (LE) e consegnato a una società nel sud barese che l’avrebbe utilizzato per produrre energia.

Pertanto i due proprietari dei terreni, i rappresentanti della ditta di trasporti e della società di Bari sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Bari per l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità in materia di sicurezza pubblica e igiene, mentre il materiale è stato prontamente bruciato.
La condotta, gravissima e pericolosa, non ha rispettato le misure fitosanitarie obbligatorie per il contenimento delle infezioni di Xylella fastidiosa. Esse vietano lo spostamento al di fuori delle zone delimitate o all’interno delle stesse di residui vegetali provenienti da potature che invece devono essere utilizzati come bio massa, previo disseccamento in situ, all’interno della zona infetta, oppure bruciati sempre in loco o anche trinciati e distribuiti/interrati all’interno del campo.

E la situazione della lotta al batterio killer sta diventando sempre più delicata, anche sul versante politico. L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, si è detta «contraria al piano regionale». Questo pomeriggio interverrà in commissione Agricoltura al Parlamento europeo proprio sulla vicenda della Xylella fastidiosa.

«Lo sradicamento di centinaia di migliaia di ulivi e di altri alberi e lo spargimento di enormi quantità di pesticidi per combattere la Xylella fastidiosa, così come previsto dal piano Silletti avvallato da Regione Puglia, governo italiano e Commissione europea, rappresenta un tragico errore».

E’ quanto dichiara l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, che questo pomeriggio interverrà in commissione Agricoltura al Parlamento europeo sulla vicenda della Xylella fastidiosa, il batterio che è considerato responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Salento. «A oggi – dice l’eurodeputata, che ha anche presentato un’interrogazione alla Commissione europea su questa vicenda – non vi è alcuna dimostrazione scientifica del legame causa-effetto fra il ceppo salentino della Xylella e il fenomeno del disseccamento degli ulivi, dovuto sicuramente anche, e forse principalmente, all’attacco di alcune specie di funghi che bloccano i vasi linfatici delle piante, oltre che ai danni prodotti dalla Rodilegno giallo, una falena, come gli stessi ispettori della Commissione hanno riscontrato nel loro rapporto su un audit condotto in Salento nel febbraio 2014».

La scorsa settimana in Puglia è stato presentato il piano del commissario Silletti. Secondo questo piano,che ha un budget di circa 13 milioni di euro, ci saranno delle eradicazioni ‘col bisturi’ (un’azione definita dallo stesso Silletti ‘indispensabile’). «Leggendo attentamente il piano – dice D’Amato – si vede che in realtà il controllo chimico del vettore e l’eradicazione delle piante riguarderanno l’intera zona infetta con interventi estremamente aggressivi e distruttivi, altro che bisturi”. Un’azione che “rischia di portare alla desertificazione forzata del Salento». Eppure, continua l’eurodeputata M5S, «gli stessi tecnici che la Commissione europea aveva inviato in Salento nel febbraio 2014 riportano affermazioni che contraddicono la fretta con cui si è concluso che la Xylella è la causa che determina il disseccamento. Diversi studi scientifici, poi, indicano che il disseccamento degli ulivi è molto probabilmente dovuto agli onnipresenti funghi, e non alla Xylella, che arriva in un secondo momento, attaccando piante già malate e debilitate. Inoltre, nel suo recente parere scientifico sulla valutazione di rischio della Xylella, la stessa Autorità europea di sicurezza alimentare EFSA evidenziava come sia ‘molto alta l’incertezza e molto bassa la fattibilità tecnica dell’estirpazione, soprattutto nel caso dell’ulivo’. Del resto, in altre vicende simili, come in Brasile o come per la malattia dei kiwi nel Lazio, lo sradicamento si è risolto in un cocente fallimento».

«In totale assenza di rigore scientifico – conclude D’Amato – ciò che temo è che ce la stiamo prendendo con la causa sbagliata e stiamo ignorando le cause reali di questa epidemia, esponendo così altri paesi europei al rischio di ritrovarsi disarmati nella stessa situazione, dopo avergli dato l’illusione di aver contenuto la diffusione della malattia».



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