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Riforma Forestale. Cgil,Cisl,Uil pronti a nuove forme di protesta !

Riforma Forestale. Cgil,Cisl,Uil pronti a nuove forme di protesta !

RIFORMA FORESTALE, SVEGLIAREGIONE! NON HA SMESSO DI SUONARE. FAI-FLAI-UILA PRONTE A NUOVE PROTESTE: “LA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE ATTENDE RISPOSTE DA PIÙ DI 4 ANNI”


Noi aspettiamo ancora. Un mese dopo la grande manifestazione del 5 aprile, SVEGLIAREGIONE! non ha certo smesso di … suonare”. I segretari generali di Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil Sicilia Pierluigi Manca, Alfio Mannino e Nino Marino, ricordano “l’adesione di ben 213 amministrazioni comunali e almeno 5 mila lavoratori forestali in tutta Sicilia all’appello sindacale per la riforma del settore” e sottolineano come, a un mese dalla “Giornata SVEGLIAREGIONE!” indetta da Fai-Flai-Uila Sicilia, il governo Musumeci “non abbia ancora dato concretamente seguito agli impegni assunti a fronte di una iniziativa di mobilitazione senza precedenti per modalità e partecipazione”. Gli esponenti delle tre organizzazioni di categoria, che ricordano come gli assessori regionali Edy Bandiera e Totò Cordaro nell’incontro del 3 aprile con Fai-Flai-Uila avessero assunto l’impegno a presentare “entro un mese” un disegno di legge sulla forestale, si dicono “pronti a nuove iniziative di protesta” e ribadiscono: “Avevamo già avuto modo di affermare il 5 aprile e confermiamo adesso che noi non ci fermiamo, non ci fermeremo, fino all’approvazione di una legge attesa da tutti i siciliani, non solo dai forestali”.
Oltre quattro anni fa, Fai-Flai-Uila Sicilia avevano offerto alle istituzioni regionali una proposta normativa come contributo alla discussione “che di governo in governo, di maggioranza in maggioranza, continua a non produrre l’atteso disegno di legge per una riforma fondata su produttività e stabilizzazione in un comparto strategico nella tutela del territorio e la prevenzione dei disastri ambientali”. Questi alcuni punti-chiave della proposta di riforma “offerta” già nel 2015 da Fai, Flai e Uila alla Regione: tutela e gestione attiva del patrimonio boschivo e naturalistico, passaggio dalla gestione dell’emergenza alla “pratica ordinaria” di manutenzione e messa in sicurezza del territorio con un risparmio di risorse umane e finanziarie, interventi pubblici in amministrazione diretta anche in aree demaniali non incluse nel patrimonio forestale per combattere il rischio idrogeologico. E ancora istituzione di una cabina di regia per la “governance” del settore e creazione di due soli contingenti di lavoratori: LTI (a Tempo Indeterminato), dove transiterebbero tutti i centocinquantunisti, e Lavoratori con Garanzia Occupazionale di 151 giornate annue, cui destinare gli attuali centounisti e settantottisti.



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