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Salvati dalla Marina 36 migranti su un barcone ma, Salvini chiude i porti !

Salvati dalla Marina 36 migranti su un barcone ma, Salvini chiude i porti !

La nave Cigala Fulgosi, unità della Marina militare italiana, questa mattina ha tratto in salvo 36 persone che si trovavano a bordo di un’imbarcazione che stava per affondare a 75 chilometri dalle coste libiche. Sono ora in corso le verifiche delle condizioni di salute di tutti, tra cui 2 donne e 8 bambini. La nave Cigala Fulgosi, si trovava nelle vicinanze delle costa libica per svolgere la missione, assegnata dal governo e dal parlamento, finalizzata a proteggere gli interessi nazionali nel Mediterraneo centrale, in un momento di estrema instabilità e conflittualità che vede coinvolta la Libia. Una missione ha come obiettivo anche quello di salvaguardare il personale italiano presente a Tripoli, nonché le piattaforme estrattive dell’Eni presenti al largo delle coste libiche.

E su questo nuovo intervento di soccorsi si catena l’ennesimo scontro. «Io porti non ne do», ha ripetuto. «Siamo al colmo – ribatte Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e candidato alle europee da indipendente nelle liste del Pd-Siamo Europei -. Salvini vuole chiudere i porti anche alle navi della Marina militare italiana, la cui colpa è quella di svolgere con competenza e professionalità il proprio lavoro. Pur di raccattare qualche like si vuole costringere un equipaggio a vagabondare nel Mediterraneo. Ma questa politica dell’odio non rappresenta la nostra gente».

«Se una nave militare italiana opera un soccorso – osserva il contrammiraglio della Guardia Costiera in pensione, Vittorio Alessandro è- certo che non poteva e non doveva fare diversamente: dunque lo Stato deve difendere l’operato della sua Marina, assicurando la rapida conclusione dell’operazione». «L’intemperanza politica del ministro Salvini – prosegue Alessandro – è destinata anche stavolta all’insuccesso come quella che usò contro nave Diciotti, causando soltanto un aggravio di sofferenza alle persone coinvolte, una ipotesi di sequestro di persona e gravi lacerazioni istituzionali».



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