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Sardegna: Polo forestale, la Regione dà il via libera

Sardegna: Polo forestale, la Regione dà il via libera
Verrà realizzato nella zona di Su Pinu. Il sindaco ha aperto anche il confronto per trasferire in città la sede dell’Ente

NUORO. Il polo ambientale e forestale della Sardegna avrà la sua sede eletta a “Su Pinu”, alla periferia della città, sulla Nuoro-Macomer.

In quell’area di quattro ettari, oggi utilizzata per il vivaio delle piante, tra pochi anni sarà costruita la scuola per formare i professionisti del settore. Collegata in maniera stretta la facoltà di Scienze ambientali e forestali, da 20 anni in città. L’altro tassello è la sede dell’Ente foreste, sul quale il confronto con la Regione è aperto.

Dal sindaco Alessandro Bianchi arrivano le ultime novità sul tema: «La richiesta – spiega il primo cittadino di Nuoro – è entrata nei confronti che ci sono stati con il presidente Pigliaru. Da parte loro c’è già la disponibilità a spostare a Nuoro alcuni spezzoni dell’ente. Il mio obiettivo è di trasferirvi proprio la sede».

Il governatore e la sua giunta hanno speso più di qualche parola sull’idea e il piano di Nuoro come centro regionale del settore e adesso tutti gli attori istituzionali del territorio chiedono che a Cagliari siano conseguenti nelle azioni.

La scuola forestale è il primo punto messo a segno, con il benestare dello stesso assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano. Lo stanziamento di 9 milioni di euro è già spendibile.

Il progetto è in fase di definizione. Il servizio Infrastrutture dell’assessorato dei Lavori pubblici lo ha rivisto e adeguato da poco, secondo le indicazioni ricevute dal Corpo forestale.

Il prossimo passo è l’approvazione da parte del Consiglio comunale. Un atto da collocare temporalmente o alla fine di questo mandato o all’inizio di quello successivo.

Bianchi assicura che non c’è alcun ostacolo per il quale i tempi potrebbero allungarsi: «Addirittura potremmo nella stessa seduta sia esaminare le carte progettuali sia la variante alla disciplina urbanistica, considerato che la zona di “Su Pinu” è oggi destinata a ospitare i servizi».

Cancellata da tempo invece la soluzione dell’ex albergo Esit sull’Ortobene, con la considerazione che la spesa per restaurarlo avrebbe superato di gran lunga il finanziamento a disposizione, senza ottenere spazi e funzionalità messi in conto nel nuovo sito.

Il palazzone malridotto, che si eleva sugli ultimi tornanti del monte Ortobene, oggi poco esaltante alla vista, qualcosa comunque dovrà diventare. La scelta è in capo alla Regione, che ne è proprietaria. Giù a valle, oltre il carcere, il progetto ha previsto aule per le lezioni frontali (che in parte saranno itineranti) e laboratori, dove provare tecniche e metodologie nei vari settori di competenza: dalla riqualificazione forestale, alla lotta agli incendi, al controllo contro le discariche, solo per citare i principali. Per gli allievi, anche foresteria, con mensa e spazi ricreativi. Tra le pertinenze la sala convegni, con strumenti e tecnologia adeguati per mettere la scuola in collegamento con gli altri punti di lavoro e competenza dell’isola e d’oltre confine.

Le porte si apriranno ai forestali (del Corpo e dell’Ente foreste), sia in attività sia in fase di inserimento nei ranghi regionali. Sarà poi luogo specifico per attività di formazione di vigili del fuoco e barracelli. Dentro le stesse aule una fetta dell’istruzione è programmata per gli universitari iscritti nel corso di laurea portato a Nuoro dal dipartimento di Agraria di Sassari.

Dati e numeri a parte il punto fondamentale è rappresentato dalla specificità didattica. Gavino Diana, comandante del Corpo forestale: «Non dobbiamo pensare a strutture già esistenti, come ad esempio Cittàducale, nel Lazio, di cui parla qualcuno. La scuola di Nuoro è pensata per essere un polo dove si acquisiscono e scambiano conoscenze. Non certo una struttura chiusa all’esterno».

Conoscenze che oggi sono altrettanti elementi di forza, anche economica e occupazionale, perché, conferma Diana, «i saperi e le professionalità, in questo come in altri ambiti, ti permettono di cogliere delle occasioni altrimenti appannaggio di altri territori».

Tra le attività d’istruzione un ruolo centrale avrà quella della lotta agli incendi estivi. La Sardegna e gli oltre duemila forestali hanno nell’ambito una vasta competenza, resasi necessaria per un fenomeno diventato una piaga.



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